Nessuno vuole entrare nel Pd. Altra cosa è una lista unitaria: dipenderà dalla natura della svolta e dal riconoscimento della nostra specificità.

Nessuno vuole entrare nel Pd. Altra cosa è una lista unitaria: dipenderà dalla natura della svolta e dal riconoscimento della nostra specificità.
Si deve aggredire la malattia, non limitarsi a curare i sintomi. Ricostruire un pensiero, un’elaborazione e un’azione che disinneschino le destre sovraniste
Non basta sventolare la bandiera con le stelline: serve aprire una stagione costituente europea provocata e sostenuta dai Socialisti e Democratici.
Tra chi, De Magistris, vorrebbe chiudersi in confini e chi, Calenda, vorrebbe chiudere ai compagni, noi saremo in mezzo, e saremo quelli dell’apertura.
Il prossimo 16 dicembre ci vedremo a Roma. Non so come andrà. Ma l’esigenza della Ricostruzione, sulla base delle nostre Fondamenta, è indifferibile
Dobbiamo invece ribadire con coraggio che in Italia manca come il pane la Sinistra. Un partito per il Lavoro, di governo ma non di testimonianza soltanto.
Non serve l’ennesimo cartello elettorale, né un partito “alternativo a”: costruire un’identità sull’essere altro da qualcuno sarebbe segno di subalternità
Le fratture tra di noi meritano una discussione vera, unitaria, non in luoghi separati. Meritano un congresso di LeU, democratico e trasparente.
Ho incontrato Pietro Grasso e Nicola Fratoianni chiedendo di accelerare nella fase costituente di Liberi e Uguali. Quello che serve all’Italia è una grande forza autonoma della sinistra popolare che sappia essere motore dell’alternativa alla destra nazionalista