Speranza: sui vaccini avevo ragione, il virus ci stava travolgendo

Michele Bocci, la Repubblica

Non ho mai avuto dubbi sul nostro operato, come sono convinto che le scelte siano sempre state prese con rigore e ponderazione. La nostra strategia è stata quella di puntare con grande determinazione sulla copertura più larga possibile della popolazione. La sentenza della Corte, che rispetto e che leggerò con grandissima attenzione, riconosce in fondo la razionalità delle scelte che sono state fatte, ispirate sempre dal principio della difesa del diritto alla salute delle persone, seguendo l’evidenza scientifica. La campagna di vaccinazione non è patrimonio di Speranza, di Figliuolo o di Draghi ma del Paese.

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Guerra: la mancanza di lavoro è un dramma, togliere il rdc non risolve nulla

Annalisa Girardi, Fanpage

Questi sistemi di spezzatino del sistema fiscale moltiplicano le ingiustizie che ci sono e mi troveranno sempre contraria. La disoccupazione è una cosa serissima e molto grave. Loro raccontano una storia molto vecchia per cui la povertà è una responsabilità individuale. Non si risolvono i problemi in questo modo, la mancanza di lavoro è un dramma e si affronta con una riforma che smetta di umiliare i nostri giovani e le donne costringendoli a lavori precari, part time e sottopagati.

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Oggionni: sia costituente vera, una nuova casa senza deleghe in bianco

Simone Oggionni, Il manifesto

Un congresso ordinario servirebbe a ben poco. Non basta posizionare le correnti in vista dei gazebo, della incoronazione del nuovo re o della nuova regina. Non solo non sarebbe sufficiente, ma tradirebbe anche un approccio sbagliato. Se tutto si risolvesse in questo, sarebbe saggio risparmiarsi da subito la fatica dell’attesa e fare altro. «Costituente» vuol dire una cosa precisa, a meno che non si voglia scherzare con le parole. È qualcosa in più persino della «rifondazione». Implica l’impegno a dare vita a ciò che non c’è.

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Speranza: non ci sono donne o uomini della provvidenza, il nodo è l’identità

Carlo Bertini, La Stampa

il Pd non risolve i suoi problemi di identità con una chiamata ai gazebo, va affrontato il tema di fondo dell’identità del partito. Su questo misureremo la credibilità del percorso passo per passo. Come ex ministro mi sento di dire che se l’autonomia differenziata verrà applicata anche sul versante della sanità, non ci sarà più il servizio sanitario nazionale. La campagna di vaccinazione non è patrimonio mio, del generale Figliuolo o di Draghi, ma del Paese tutto. Spero se ne rendano conto. Basta con la propaganda, governino l’Italia.

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Bersani: l’opposizione sia unita sul fisco. Così rilanciamo un fronte ampio

Emanuele Rossi, Il Secolo XIX

L’egemonia non è avere un punto in più, è dirigere il traffico verso la direzione giusta: la costruzione di un campo progressista. Rispetto la discussione del Pd e non mi intrometto ma è evidente che se la soluzione si pensa che siano i gazebo, tanto vale farli subito. Se invece si pensa a un percorso costituente aperto sul serio, ci vuole un percorso diverso. E questa è una cosa che il Pd deve decidere in autonomia. Io dico che dovrebbe essere evidente la discrasia tra la rappresentanza politica e un mondo largo che non si sente interpretato. Ma non solo per il Pd.

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Scotto: ora una nuova sinistra. La bussola è il socialismo europeo

Giada Fazzalari, L’Avanti della domenica

La proposta avanzata da Letta di una fase costituente, dove mettere tutto in discussione per rifondare la più grande forza della sinistra italiana, secondo me è una novità che dovrebbe interessare tutte le forze politiche e associative che si muovono nel nostro campo. La diseguaglianza è la malattia del XXI secolo. Combatterla è la missione per cui la sinistra è al mondo.

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Scotto: se il Pd accelera le primarie, noi non siamo interessati

Andrea Carugati, Il manifesto

Il Pd, e lo dico con rispetto, deve decidere se aprire una fase costituente con una chiamata larga verso soggetti esterni, o se intende limitarsi a fare il suo congresso ordinario. La costituente può essere una grande occasione per tutta la sinistra per ripensarsi. Ma se nel Pd ritengono che sia una perdita di tempo si sprecherà un’occasione preziosa con una operazione estetica che non appassiona nessuno. In quel caso, facciano le primarie entro fine anno, poi la costituente si vedrà dopo.

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Fornaro: così Mussolini cento anni fa trascinò l’Italia nel fascismo

Federico Fornaro, La Stampa

Il 31 ottobre 1922 Mussolini era diventato, all’età di 39 anni, il più giovane Presidente del Consiglio dall’Unità d’Italia e alle ore 15 del 16 novembre 1922, si presentava alla Camera dei Deputati per illustrare il programma e chiedere il voto di fiducia al suo primo governo di coalizione. Dell’esecutivo facevano parte tre ministri fascisti, due popolari, due democratici, un nazionalista, un demosociale, un liberale, un indipendente e due militari. Il capo del governo si era tenuto per sé due dei dicasteri più importanti: gli interni e, ad interim, gli esteri. Quello che Mussolini tenne a Montecitorio quel giorno di cento anni fa sarebbe rimasto nella memoria collettiva della nazione come “il discorso del bivacco”. Con la fiducia al governo del duce iniziava il Ventennio.

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Speranza: Conte ci sfiderà fino alle europee ma poi sa che dovrà allearsi

Daniela Preziosi, Domani

M5s e il Pd sanno che per fare un’alternativa alla destra dovranno ricominciare a dialogare. È chiaro che farlo un minuto dopo le politiche in cui si è andati divisi è difficile. Articolo Uno starà nel percorso costituente con le proprie idee, per dare battaglia. Sapendo che l’esito è tutto da scrivere. Dobbiamo gridare che la questione sociale è il cuore della nostra proposta politica. E dobbiamo farlo in piazza, contro un governo che prova a distrarre l’opinione pubblica dai temi cruciali che hanno a che fare con la vita di tutti i giorni. Lo scontro sui barconi serve solo a nascondere l’inflazione che mangia il reddito delle famiglie.

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