D’Alema: un nuovo ordine. Tra Cina e Occidente è tempo di dialogo

Massimo D’Alema, Formiche.net

Noi europei dobbiamo riconoscere che oggi l’occidente non appare in grado di garantire quel ruolo di pilastro dell’ordine mondiale che ha svolto negli ultimi secoli e che un nuovo quadro di governance multilaterale può nascere solo nel dialogo paritario con i grandi soggetti che emergono o ritornano protagonisti sulla scena mondiale. La mia convinzione è che lungo l’asse del dialogo tra oriente e occidente potrà essere costruito un ordine mondiale nuovo. Spetta a noi dimostrare che il necessario primato della politica può realizzarsi meglio nella democrazia piuttosto che, come sembrerebbe nel mondo di oggi, grazie alla forza di regimi autoritari.

LEGGI L'ARTICOLO

Visco: servono nuovi schemi nella relazione tra Stato e Regioni

Vincenzo Visco, Il Sole 24 Ore

Il Titolo V va rivisto in profondità. Non si tratta di trasferire competenze esclusive o concorrenti da un elenco a un altro, ma di stabilire princìpi generali da cui far discendere le scelte concrete. Ciò significa che nella Costituzione, per quanto riguarda le relazioni tra Stato centrale ed enti decentrati, sarebbe sufficiente prevedere che essi vanno stabiliti in base al principio di sussidiarietà, ferma restando la prevalenza dell’interesse generale, quando necessario. L’articolazione concreta delle funzioni e prerogative di ciascun ente andrebbe riservata alla legge ordinaria che meglio può farsi carico di curare dettagli e situazioni specifiche. L’approccio proposto, oltre a essere l’unico razionale, presenta tutti i gradi di flessibilità necessari, e si presta al trasferimento in sede decentrata di molte più competenze rispetto a quelle che oggi vengono esercitate, senza compromettere l’unità operativa del processo decisionale.

LEGGI L'ARTICOLO

Scotto: ecco perché la richiesta di FCA è a tutti gli effetti un ricatto

Arturo Scotto, Globalist.it

L’attacco concentrico al governo Conte è un modo tutt’altro che sofisticato di battere cassa. Lo sconto Irap generalizzato nel mese di giugno ne è l’esempio più palese e sfacciato. Lo prende chi ha pagato un prezzo al lockdown e chi ha quasi raddoppiato il fatturato. Tutti uguali, tutti sanati. Ancora una volta un pezzo delle classi dirigenti soffia sul fuoco del populismo antisistema per guadagnarci qualche soldo. Sollevano il rischio di rivolta sociale la mattina, ma la notte trattano gli sgravi. La storia è antica: fa parte del rapporto irrisolto tra le famiglie principali del capitalismo italiano e lo stato. E oggi, dopo l’abbuffata dell’Irap, fa molto discutere il tema del ricorso al credito garantito dallo Stato da parte di alcune grandi imprese. Lo fanno anche quelle che negli anni hanno portato sede legale e sede fiscale altrove. Ma la musica deve cambiare.

LEGGI L'ARTICOLO

Scotto: questo governo fa (anche) cose di sinistra. E dà fastidio

Arturo Scotto, Huffington Post

Caro Alessandro De Angelis, con grande franchezza: non sono d’accordo con te e proverò a spiegare perché stavolta nutro un dissenso profondo rispetto a quanto scrivi. A questo governo è caduto addosso un macigno gigantesco nel momento in cui stava cominciando ad amalgamarsi, quando cominciava ad entrare all’ordine del giorno l’urgenza di una prospettiva politica e la cancellazione di politiche di destra che tu invochi. Non sto cercando alibi, ma il contesto conta. La regolarizzazione dei migranti valeva anche ieri e l’altro ieri, persino quando la Bellanova era viceministro di un altro governo che sottoscriveva gli accordi con la guardia costiera libica. La sanatoria serviva anche allora. E senza voucher, perché non serve regolarizzare i migranti se poi regolarizzi il caporalato. In questo momento, vedo un’offensiva senza precedenti di un pezzo del mondo produttivo – dal piglio persino un po’ padronale – per far saltare l’attuale equilibrio politico, l’alleanza tra centrosinistra e Cinque stelle. Sarà maldestra questa maggioranza, ma evidentemente genera fastidio – e molto – se continua a dialogare col sindacato dei lavoratori, se ha una certa condotta autonoma in Europa, se ritorna a parlare di intervento pubblico nell’economia.

LEGGI L'ARTICOLO

Speranza: sono un ministro novecentesco, i sondaggi? Li trovo eccessivi…

Gad Lerner, il Venerdì di Repubblica

La pandemia è l’esperienza più drammatica della mia vita. Non credo la nostra generazione possa conoscere un trauma peggiore. Ho giurato sulla Costituzione e, pur essendo un uomo di sinistra, un politico appassionatamente di parte, da ministro rispondo all’insieme dei cittadini del mio Paese. Il più popolare nei sondaggi? Vivo con disagio questo genere di classifiche. Penserete che sono novecentesco, ma rifuggo la comunicazione esagerata e resto parsimonioso nell’utilizzo dei social. La sanità da sempre è stata la mia passione. Considero l’articolo 32 della Costituzione, quello in cui si dice che “vanno garantite cure gratuite agli indigenti”, uno dei pilastri del contrasto alle disuguaglianze sociali, così come considero il Servizio Sanitario Nazionale una delle più grandi conquiste di progresso del nostro Paese.

LEGGI L'ARTICOLO

Gotor e Laccetti: l’università durante l’emergenza sanitaria del Coronavirus

Miguel Gotor e Giuliano Laccetti, il Mulino

Una volta superata la fase di emergenza non si deve pensare di trasformare questa modalità straordinaria in una strategia operativa ordinaria. Le opportunità offerte dalle nuove tecnologie didattiche, a regime, dovranno servire esclusivamente per integrare/migliorare l’insostituibile approccio in presenza (parimenti non sostituibile in caso di tirocini, di attività di laboratorio, di uscite sul campo. Si pensi, ad esempio, alle attività pratiche, specifiche di professioni come quella dei geologi e degli archeologi). In ogni caso occorre che gli studenti siano in grado di utilizzare un’adeguata postazione di lavoro, dotata di necessari strumenti hardware e software, oltre che di una connessione stabile, a banda larga. Per il momento non è certamente così per tutti. Se è stato giusto finanziare la realizzazione e/o la ristrutturazione di nuovi presidi sanitari, riteniamo altrettanto giusto prevedere finanziamenti per l’edilizia scolastica e universitaria. Una particolare attenzione andrebbe rivolta agli studenti fuori sede, molti dei quali stanno continuando a pagare l’affitto, senza potere usufruire dell’abitazione, e hanno bisogno di un orizzonte il più possibile sicuro per programmare il proprio immediato futuro.

LEGGI L'ARTICOLO

Scotto: dietro gli attacchi a Conte le élite che chiedono tutto allo Stato

Arturo Scotto, Globalist.it

Non ho mai assistito ad un attacco così multiforme come quello che nelle ultime settimane ha investito l’esecutivo Conte. Martellante nei contenuti, trasversale nella composizione, talvolta persino volgare nei toni. È una constatazione banale, non è figlia di un mega complotto dei poteri forti, ma di una precisa lotta per equilibri politici e sociali diversi nel nostro paese. La strategia del lockdown sembra produrre una inedita rivolta delle élite che usano la sofferenza popolare come alibi per una ripartenza rischiosa e per chiedere ancora una volta tutto allo Stato senza dare in cambio nulla. Ma di fronte a un panorama drammatico come quello che segnerà l’Occidente nel tempo della pandemia è evidente che non ce la caviamo solo con il pallottoliere in Parlamento. Il Governo Conte si rilancia se mette il naso fuori dalla contingenza, se trasforma l’emergenza in una strategia, se si mette in sintonia con la nuova domanda di protezione, di intervento pubblico, di equilibrio ecosostenibile che sta crescendo nelle società occidentali al tempo del Covid.

LEGGI L'ARTICOLO

Fornaro: coronavirus, così nel mese di aprile è nato il “caso Piemonte”

Redazione, Lo Spiffero

Tra Piemonte e Liguria si registrano il 26,9% dei nuovi casi Covid-19 in Italia, quando in queste regioni gli abitanti sono solo il 9,8% del totale. Questi dati confermano che in Piemonte e Liguria, pur all’interno di una tendenza nazionale alla diminuzione del fenomeno, la situazione dei nuovi casi Covid-19 è ancora da monitorare seriamente. La pressione sugli ospedali è scesa significativamente, ma guai a far scendere l’asticella dell’attenzione. Se non vogliamo avere brutte sorprese alla riapertura bisogna concentrare l’attenzione sui cosiddetti focolai domestici con tamponi e isolamenti domiciliari. Dal territorio arrivano invece segnalazioni di disfunzioni organizzative e ritardi nei tamponi che ogni giorno che passa diventano francamente incomprensibili e soprattutto inaccettabili pensando alle conseguenze per i pazienti e il sistema nel suo complesso.

LEGGI L'ARTICOLO