Guerra: dal taglio del cuneo a una rivoluzione nel fisco

Viola Contursi, Public policy

Agire subito, in legge di Bilancio, con un taglio strutturale del cuneo, attraverso una riforma profonda del nostro sistema fiscale che riordini i prelievi in senso redistributivo e fortifichi realmente la lotta all’evasione fiscale, dicendo addio alla stagione dei condoni. E poi intervenire su quella che è considerata una vera emergenza nel nostro Paese, ovvero il mercato del lavoro: con il salario minimo sì, ma anche e soprattutto con una legge sulla rappresentanza (per contrastare i contratti pirata) e, nell’immediato di questa crisi, la riflessione su una cassa integrazione non onerosa per le aziende lì dove ce n’è bisogno. Senza dimenticare il fondamentale passaggio alle fonti rinnovabili, con una proposta tra tutte che è quella di differenziare il prezzo dell’energia ottenuta con il gas, da quella ottenuta da fotovoltaico ed eolico.

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Fornaro: il fascismo non è ripetibile, ma l’autoritarismo è già qui

Andrea Fabozzi, Il manifesto

Nel suo nuovo libro “Il collasso della democrazia“, Fornaro ripercorre il triennio 1919-1922 dell’ascesa di Mussolini. Nell’ultimo capitolo gli “avvisi ai naviganti” che cento anni dopo hanno davanti elezioni politiche che si annunciano storiche. “Meloni non rinuncia alla fiamma perché è il filo nero con la Repubblica sociale. La destra propone ancora una versione riduzionista del ventennio”.

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D’Attorre: non basta la paura della destra, si parli chiaro come sul Jobs act

Alfredo D’Attorre, l’Huffington Post

L’idea di presentare la lista Pd-Italia democratica e progressista come l’unica alternativa alla destra è giusta, ma va declinata in modo diverso. Non più solo in negativo, sulla paura di una vittoria di Meloni (che purtroppo, piaccia o no, buona parte del Paese sembra aver già metabolizzato), ma in positivo, sui temi che toccano direttamente la condizione di vita materiale delle persone.

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Scotto: priorità sanità e bollette. L’Agenda Draghi? Un’invenzione

Luca Gasperoni, Il Tirreno

Beni pubblici come la salute e la scuola devono essere accessibili a tutti. Invece la destra vuole un modello americano, una privatizzazione strisciante. È una vergogna che le aziende che hanno fatto extraprofitti in questi mesi non restituiscano allo Stato i miliardi con cui si possono alleviare le sofferenze di imprese e famiglie. E poi serve il tetto nazionale sull’energia elettrica. La nostra proposta è un “contratto-luce sociale” che dimezzi le bollette per i ceti più deboli. L’agenda Draghi non esiste per sua stessa ammissione, si tratta di un metodo senza formula politica. Renzi e Calenda cercano una collocazione in un centro trasformista che alla fine favorirà solo la destra.

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Speranza: parte da Napoli la mia battaglia da sinistra per il Sud

Conchita Sannino, la Repubblica

Ogni figlio del Meridione – come me che sono lucano – ha come faro Napoli. E la voce di un ministro piò e deve dare più forza alle ragioni del Sud. Sfido Meloni qui a Napoli a un confronto sui vaccini, perché il Covid c’è ancora. Le facili illusioni e le fake avvelenano il confronto sul tema dirimente della salute pubblica. Il disegno di autonomia delle destra è scellerato e avrebbe effetti devastanti sul nostro Paese. Le disuguaglianze, soprattutto dopo il Covid, rischiano di esplodere.

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Speranza: con FdI e Lega i no-vax al governo, sui vaccini basta ambiguità

Niccolò Carratelli, la Stampa

Meloni dica con chiarezza cosa intende fare sui vaccini se vincerà le elezioni, la sfido a un confronto pubblico. Gli italiani hanno il diritto di sapere se c’è qualcuno che vuole cambiare la linea tenuta dal governo finora, basata su diritto alla salute ed evidenza scientifica. La partita è aperta, io continuo ad avere fiducia, penso che un italiano su due non abbia ancora deciso cosa fare e per chi votare. Noi dobbiamo parlare a queste persone e chiedere: in mano a chi vuoi che sia questo Paese dal 26 settembre? Per la tua sicurezza, della tua famiglia, della tua impresa. Secondo me, Meloni e Salvini rischiano di portare il Paese a sbattere.

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D’Alema: l’Occidente non ha aiutato Gorbaciov e gli effetti li paghiamo ora

Francesca Sforza, La Stampa

Oggi come allora sbagliammo strategia con la Russia. Gorbaciov contava sul fatto che l’Occidente lo avrebbe aiutato ma è stato lasciato a se stesso, così si è aperta la strada a Eltsin e a tutto ciò che ha generato Putin. Era una persona con una fortissima dimensione etica. Pensava che l’identificazione tra la sinistra e il blocco sovietico fosse un peso insostenibile proprio per la sinistra. Oggi non riesco a capire quale sia la strategia occidentale verso la Russia. È giusto aiutare l’Ucraina a difendersi da una aggressione intollerabile. Ma qual è l’obiettivo?

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Speranza: il Covid c’è ancora, Meloni e Salvini flirtano coi No Vax

Tommaso Ciriaco, la Repubblica

Con la Flat tax solo chi è ricco potrà curarsi bene. Ho avuto sempre due priorità: il primato del diritto alla salute su tutto il resto, la centralità dell’evidenza scientifica. Tutte le forze politiche dicano con chiarezza se questi due assi sono un patrimonio collettivo che deve continuare a guidarci. La mia paura è quella di un’Italia isolata, non più al centro dell’Europa. Gli amici di Meloni e Salvini sono Le Pen e Orban. C’è un rischio reale di isolamento internazionale. La destra sembra spaventata dai diritti delle persone. Con la Flat tax solo chi è ricco potrà curarsi bene.

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Errani: non inseguiamo l’agenda della Meloni o gli elettori non ci capiranno

Silvia Bignami, la Repubblica

Con questa legge elettorale le forze andavano unite. Riprendere il dialogo con M5S dopo il voto? In politica mai chiudere la porta a fronte delle necessità del Paese. I militanti esprimono una domanda di identità, dobbiamo dare loro una risposta. Credo che si debba costruire un percorso che promuova una sinistra di governo, popolare, capace di affrontare le sfide che abbiamo davanti. Affrontiamo i temi di petto e con radicalità. Guai se l’elettore pensasse che non stiamo parlando dei suoi problemi.

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