Scotto: l’Italia è Vlady e Filippo, tuteliamo la loro libertà e il loro futuro

Arturo Scotto, Left

L’aggressione che abbiamo subito a Venezia la notte di Capodanno non è un episodio isolato ma l’ultimo di una catena lunghissima. Il neofascismo in Italia è una realtà. Ma a Venezia ho imparato – insieme a mia moglie Elsa e mio figlio Enrico – che c’è anche una generazione che ha il coraggio di denunciare, che non sta zitta, che si assume i propri rischi. Vlady e Filippo, i due ragazzi che mi hanno soccorso, sono le facce di un sentimento pre politico, quello che ti porta a difendere chi sta subendo un’ingiustizia senza porsi troppe domande. L’uno – Vlady – ha ventidue anni ed è un cittadino moldavo che ha rimediato un brutto occhio nero. Vive in Italia da 18 anni, è laureato alla Ca’ Foscari, paga le tasse, ma non ha la cittadinanza. L’ennesima traccia di un paese irrisolto che ancora non riesce a fare una legge sullo Ius Soli. L’altro – Filippo – ha appena venti anni, è alla ricerca di lavoro stabile e non precario, come tanti della sua generazione, è andato in TV a denunciare i fatti e si sta battendo come un leone per la verità.

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Speranza: rivedere il Jobs act e rimettere l’articolo 18, lo dica anche il Pd

Monica Guerzoni, Il Corriere della Sera

Al tavolo della verifica dovremo trovare il coraggio di correggere radicalmente gli errori commessi sul mercato del lavoro. L’idea che comprimere i diritti dei lavoratori aiuti il Paese a crescere è sbagliata e dobbiamo dirlo, definitivamente. Chiederemo garanzie a partire dalla disciplina sui licenziamenti collettivi, su cui i giudici di Milano e Napoli hanno già rinviato alla Corte di Giustizia europea. Renzi non sarà contento? Renzi chiede di rivedere reddito e Quota 100 e i 5 Stelle non sono contenti. Io chiedo di rivedere il Jobs act. Non siamo un governo monocolore. Se per il Pd il lavoro è al primo posto, concorderà che per far ripartire l’Italia servono più diritti, non meno. 

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Speranza: pene più dure contro la violenza in ospedale, legge o decreto

Michele Bocci, la Repubblica

La legge contro le aggressioni ai medici è già stata approvata al senato all’unanimità. Auspico che diventi legge prima possibile, ma se mi dovessi rendere conto che ci sono rallentamenti userò i poteri che la Costituzione garantisce al governo nei casi di emergenza. Ma la norma da sola non basta, bisogna avviare una battaglia culturale per far comprendere a fondo l’importanza di questi professionisti per la società, chiudendo la stagione dei tagli e del definanziamento. Come fa lo Stato a dire che vuole difendere i camici bianchi, gli infermieri e gli altri professionisti degli ospedali se poi è il primo a non investire su di loro?

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D’Alema: missione Ue per fermare l’escalation. Gli Usa hanno tradito i patti

Concetto Vecchio, la Repubblica

Andrei cauto nel maneggiare certi paragoni storici. Siamo di fronte a un evento gravissimo, dalle conseguenze non facilmente calcolabili, che avrà l’effetto di moltiplicare odi, tensioni e instabilità, ma non vedo all’orizonte una guerra mondiale. Trump vuole andare al voto a novembre in un clima di tensione, creando una situazione in cui non si può cambiare il comandante in capo. Ma quando le ragioni della politica interna dominano su quelle della politica estera allora la spiegazione è sempre una leadership in difficoltà. Vi leggo una crisi di egemonia, per citare Gramsci. La vera novità a cui ci troviamo di fronte è che la comunanza di valori tra Europa e America non c’è più. Siamo di fronte a un leader che attizza il fuoco e scappa. E gran parte dei guai resteranno a noi.

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Conte: così medierò sulla prescrizione tra Bonafede e Pd

Errico Novi, Il Dubbio

Limitare la norma Bonafede alle sole pronunce di condanna in primo grado. Tenere fuori dal meccanismo chi in primo grado è assolto. E dedicare tutti gli sforzi della riforma a tutelare i condannati affinché i loro giudizi in appello e in Cassazione si chiudano in tempi davvero ragionevoli. E’ evidente che non si tratta della soluzione migliore in assoluto. Io ho depositato una proposta di legge piuttosto diversa. Ma io faccio il politico. Noi dobbiamo trovare una soluzione sul piano politico. Se la maggioranza salta su questo, va al governo la componente più giustizialista di tutte, ossia la destra leghista. Quella dei decreti sicurezza e della legittima difesa.

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Arturo Scotto

Scotto: non chiamiamole ragazzate, il fascismo è nato così

Conchita Sannino, la Repubblica

Non lasciate correre, mai. Non abbiate paura di denunciare. Nei bus, in metro, in strada. Ribelliamoci. Tolleranza zero contro chi chiede il “forno” per Anna Frank in una pubblica piazza. Tolleranza zero per chi celebra Il Duce e se provi a dire “smettetela” pensano di poterti pestare. L’antisemitismo e il fascismo sono il cuore nero della Repubblica. Non dobbiamo mai sottovalutarlo.

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Scotto: obbligare chi mi ha aggredito a leggere il diario di Anna Frank

Arturo Scotto, Huffington Post

Sono certo che li prenderanno. Ho fiducia nell’azione della magistratura e nelle forze dell’ordine. Non mi interessa l’entità della pena che subiranno. Non è compito mio. Mi basterebbe tuttavia una condanna esemplare: l’obbligo di leggere i diari di Anna Frank. Quella che hanno oltraggiato in quell’incredibile capodanno, mentre tutto il mondo festeggiava e brindava nella splendida cornice di Piazza San Marco. La storia esiste e scava solchi, non è mai neutra, rispunta sempre fuori quando si abbassa l’attenzione. E la storia ci dice che l’Olocausto è stato il più grande delitto di sempre. E negarlo non è un’opinione. È semplicemente un crimine. Eppure una reazione c’è. Due ragazzi che non hanno paura di denunciare e uscire allo scoperto. Vlady e Fabrizio. Due ragazzi di venti anni, con due storie diverse ma molto belle di un’Italia capace di tenere testa alla violenza. A loro dico: continuate a indignarvi. Ma non limitatevi a questo. Trasformate questa rabbia in impegno.

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Guerra: mettiamo il primo mattone per cambiare l’Irpef

Valentina Conte, la Repubblica

Trasformeremo il bonus degli 80 euro, ne amplieremo la platea, aiuteremo i redditi medi, i più danneggiati da un’eventuale flat tax leghista, e metteremo così il primo mattone per ridisegnare l’lrpef che così com’è è sperequata, grava molto di più su lavoratori dipendenti e pensionati che sugli altri redditi. Il bonus da 80 euro non sarà toccato, nessuno prenderà meno. L’intervento di riduzione del prelievo fiscale andrà coordinato con quanto esiste, anche ripensando lo stesso bonus, se occorre. Possiamo rimodulare, modificare, eliminare se serve sia gli 80 euro che le detrazioni da lavoro dipendente. Estendere la platea non significa tornare indietro rispetto ai benefici già percepiti, ma allargarli ad altri. La mia personale sensibilità mi porta ad apprezzare l’imposta continua della Germania, senza salti di aliquota. Si paga in base ad una funzione matematica: cresce il reddito e sale il prelievo, ma senza disparità. Il punto non è quante aliquote o scaglioni hai. Ma se chi ha di più contribuisce di più al bene comune.

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