Speranza: Covid e guerra, sulla crisi sociale è il tempo della sinistra

Alessandro De Angelis, Huffington Post

Al nostro Congresso ci saranno tutti, dalla sinistra a Calenda, da Conte e Di Maio a Letta, Orlando e Provenzano. Poi certo il punto non può essere solo fermare la destra. Serve un’idea di Paese. Per me il fulcro è la difesa di beni e diritti fondamentali. Aggiungo inoltre che dentro il campo serve poi una architrave della coalizione capace di dare forza e credibilità all’intero impianto. In ciò sta il senso del lavoro che abbiamo avviato con le agorà. In Ucraina c’è un aggressore, un aggredito, e un’aggressione senza alcuna giustificazione. Punto. Detto questo manca un pezzo che io non vedo. E cioè una iniziativa più forte dell’Europa per costruire prima il “cessate il fuoco” e poi un equilibrio di pace, l’idea di una nuova Helsinki. Non mi rassegno alla esclusiva militarizzazione della prospettiva delle prossime settimane.

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Scotto: vi racconto la grande sinistra che lavora a un mondo nuovo

Francesco De Palo, L’Argomento.com

Se vogliamo salvare la democrazia dobbiamo rinnovarla completamente: o socialismo democratico in questa fase o barbarie. Esistono molti rischi in una democrazia che, avvitandosi su se stessa senza alcun tipo di capacità riformatrice, apre un’autostrada a esperimenti autoritari. Nessuno di noi mette in discussione l’appartenenza alla Nato, siamo figli di una storia che ribadì Enrico Berlinguer nel 1976; tuttavia l’Europa non può essere la Nato, deve provare a svolgere un ruolo negoziale che, in questo momento, mi pare sia completamente assente. Vedo alcuni dirigenti europei immaginare una guerra senza sblocco e che continua all’infinito: penso che sia un errore, al pari del riarmo nazionale italiano. Il tema credo che sia invece quello di fare, finalmente, una difesa comune europea.

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Visco: servono leader in grado di accelerare l’integrazione europea

Vincenzo Visco, Il Sole 24 Ore

In queste ultime settimane l’Europa ha potuto verificare ancora una volta la sua debolezza e l’insufficienza del suo assetto istituzionale su due punti strategici: l’economia, dove è evidente l’incapacità di rispondere tempestivamente e collettivamente alle conseguenze della guerra che colpisce in modo asimmetrico i diversi Paesi; e la difesa, la cui insufficienza evidenzia la sostanziale impotenza strategica dell’Europa. L’esperienza dell’amministrazione Trump suggerisce un maggiore grado di autonomia dell’Europa dagli Stati Uniti.

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Speranza: le forze democratiche unite fermeranno l’estrema destra

Annalisa Cuzzocrea, La Stampa

Quanto accade Oltralpe dice qualcosa dell’Italia: delle diseguaglianze, di quanto la crisi stia mordendo soprattutto le vite dei più fragili. Sulla guerra nessun dubbio su da che parte bisogna stare. Ma vedo spesso meccanismi di tifoseria che nulla hanno a che fare con una questione delicata come questa. Non è un passaggio che si chiude in un tweet o una battuta da talk show. Quello che mi preoccupa di più, è che non si vede una via per la pace. Dobbiamo aiutare l’Ucraina, ma creare le condizioni per un cessate il fuoco e una prospettiva di pace.

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Bersani: giusto aiutare la resistenza di Kiev, si lavori per pace e difesa Ue

Annalisa Cuzzocrea, la Stampa

Giusto aiutare un paese aggredito, ma lo facciamo perché l’Ucraina stia in piedi in vista di un cessate il fuoco, di un negoziato, di un compromesso, e per prepararci a un dopo che sia un futuro di sicurezza reciproca e di pace? O perché la guerra duri fino a vedere chi è il vincitore e chi è il vinto? Chiudere col gas russo è difficile, serve concertazione per alzare i salari.

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Speranza: fine dell’emergenza, ma servirà la quarta dose

Michele Bocci, la Repubblica

Si apre una fase nuova, il Paese affronta l’epidemia ancora in corso con strumenti ordinari. Non significa che la pandemia è finita. La situazione degli ospedali ora è sotto controllo ma l’incidenza è alta e le mascherine sono particolarmente utili. E infatti questo mese restano obbligatorie al chiuso. Sulla quarta dose ho proposto di coordinarci in Europa, non ha senso andare in ordine sparso. Mi hanno seguito: si deciderà, dopo aver ascoltato gli esperti e le agenzie regolatorie, la settimana prossima.

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Tozzo: congresso di Articolo Uno, perché non voterò la mozione Speranza

David Tozzo, l’Huffington post

Il congresso è un rito laico tutt’altro che formale, bensì squisitamente sostanziale, in cui una comunità partitica decide, democraticamente, come rinascere, quali nuove direzioni prendere, a che orizzonti rivolgersi. Paradossalmente, i plebisciti rendono più debole chi li riceve, il dissenso rende più forte una democrazia, un congresso, un partito di sinistra.

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Gotor: l’Anpi è fuori sincrono sulla Nato. La storia, da Berlinguer a D’Alema

Alessandro De Angelis, l’Huffington Post

Finite le ragioni storiche della Nato? Un bel tema da convegno, ma non nelle ore in cui assistiamo a una guerra di invasione della Russia con l’Ucraina che sta resistendo e le cui conseguenze geopolitiche su scala regionale e mondiale sono ancora aperte e incerte. Lo dico con il massimo rispetto dovuto a un’associazione gloriosa come l’Anpi, ma le ragioni della pace in queste settimane possono essere affermate con argomenti più efficaci.

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Bersani: caro Draghi dì qualcosa di sinistra, nei ceti popolari c’è disagio

Riccardo Barenghi, The Post Internazionale

Non possiamo decidere noi se gli ucraini devono resistere o no. Trovo molto cinico il discorso di chi dice che è meglio se si arrendono. Solo loro possono deciderlo, ma finché non lo decidono la nostra linea è aiutarli ad aiutarsi. Che significa mandare armi e intensificare le sanzioni contro Putin, ma senza andare oltre. Il disagio dei ceti popolari è più profondo di quanto immaginiamo. Dovremmo pensare a un blocco di tre mesi dei prezzi di gas ed elettricità.

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