Scotto: no governi tecnici, incontro tra progressisti e M5S resta la strada

Arturo Scotto, Globalist.it

L’attuale quadro politico non suscita le simpatie di un pezzo rilevante dei grandi media, i cui proprietari evidentemente si attendevano servigi molto più consistenti, ma anche di una folta schiera di benpensanti di sinistra che stentano a capire che la rottura tra gruppi dirigenti e popolo delle periferie ha scavato nel profondo e ha portato molti a rivolgersi ad offerte politiche nate sull’onda del ripudio delle ricette che avevamo sposato dagli anni ’90 in poi. Ma l’obiettivo non può non essere la ricerca di un nuovo affidamento con quei ceti popolari lasciati soli dalla globalizzazione e precipitati nel buco nero della precarietà.

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Speranza: il ritorno a scuola è la nostra priorità, il coprifuoco resterà

Monica Guerzoni, Il Corriere della Sera

L’indice Rt dà segni di ripresa, dopo la Befana dovremo ripristinare il modello delle fasce di rischio e confermare le misure base delle zone gialle. AstraZeneca è il vaccino che ha il rapporto più stretto con il nostro Paese. Io ho massima fiducia nell’Ema, ma il ritardo c’è e chiediamo chiarezza. I primi effetti epidemiologici si vedranno quando saranno state vaccinate oltre 10 milioni di persone e la prima forma di immunità più larga si potrà avere attorno ai 40 milioni. Conte ha fatto un lavoro straordinario ed è un punto di equilibrio essenziale della relazione politica tra centrosinistra e M5S.

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Speranza: restiamo coi piedi per terra, ma comincia una stagione nuova

Massimo Giannini, La Stampa

Se arriva subito al traguardo anche AstraZeneca, entro il primo trimestre si aggiungeranno altri 16 milioni di dosi, che corrispondono ad altre 8 milioni di persone vaccinate. Una stupidaggine dire che la Germania riceva più dosi di noi, la ripartizione è fissa e la gestisce l’Europa. Riteniamo che la volontarietà e la persuasione siano una strategia migliore dell’obbligatorietà. Mi batterò fino in fondo perché le risorse destinate alla sanità aumentino. Problemi nel governo? Affrontiamoli subito ma poi lavoriamo ventre a terra.

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Speranza: il vaccino ci salverà, oggi il primo passo. Ma la battaglia è lunga

Annalisa Cuzzocrea, la Repubblica

È un giorno di svolta, ma serviranno ancora mesi. Oggi le prime 9750 fiale, da domani ne arriveranno 470mila a settimana. È come se dopo una lunga notte cominciassimo a rivedere l’alba, ma il mattino è ancora lontano. Dal 7 gennaio si torna al sistema delle aree colorate, che ha dimostrato di funzionare abbassando l’Rt da 1,7 a 0,82 senza bloccare tutto il Paese. Ho fiducia negli italiani, sul vaccino niente scontri ideologici. La scuola riparte il 7 gennaio in presenza al 50%, priorità al tracciamento.

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Conte: il Recovery fund va usato per colmare il gap Nord-Sud

Mi. In., Il Quotidiano del Sud

C’è un regionalismo malato, c’è un’esigenza di un sistema sanitario che recuperi il rapporto con le persone. Per il Sud s presenta un’occasione storica. L’infrastrutturazione del Sud deve essere la missione strategica di un piano complessivo. La pandemia ha messo in crisi il sistema sanitario regionale, diseguale nelle varie aree del paese. Il ministero della Salute, anche grazie all’interpretazione che ne ha dato Speranza, si è riproposto come un dicastero della società e del vivere in comune.

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D’Alema: a sinistra serve un partito nuovo. E con un po’ del Pci

Antonio Polito, Il Corriere della Sera

Serve una forza nuova, una vera e propria associazione politica. Che abbia degli iscritti, non dico i milioni di un tempo, ma cento, duecentomila persone che possano volersi iscrivere a un partito, abbiano il potere di decidere e non deleghino ai meccanismi casuali delle primarie la selezione della classe dirigente. In più dovrebbe avere una ideologia. Una visione del mondo, un insieme di valori e un’idea del futuro. La destra mondiale è rinata su basi ideologiche: la terra, i confini, la nazione, la religione, l’identità. Come può vivere la sinistra senza idee-guida?

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Fornaro: il rischio crisi c’è davvero, se si rompe i cocci non si aggiustano

Paola Alagia, Affaritaliani.it

Crediamo che l’ultima cosa di cui il Paese abbia bisogno in questo momento sia una crisi di governo. E per di più al buio. Ma il tema è uno solo: se ci si siede a un tavolo con la volontà di trovare una soluzione di compromesso, il più alto possibile, oppure se ci si siede con l’intento di alzare la tensione perché l’obiettivo è quello di farlo saltare. La mia impressione è che da parte del presidente del Consiglio ci sia disponibilità. Sin dall’inizio della legislatura diciamo che l’unica maggioranza possibile è quella che poi di fatto è nata con il Conte due. E rimaniamo convinti di ciò. Per noi questo è il perimetro.

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