Scotto: col voto in Israele è a rischio il processo di pace

Arturo Scotto, Huffington Post

Domani vota Israele. E sarà uno spartiacque. A confrontarsi sono due varianti della destra, quella sovranista di Netanyahu e quella liberale di Ganz. Questo voto merita non solo attenzione, ma anche estrema preoccupazione. E di conseguenza un’iniziativa internazionale. Israele non ce la fa da sola ricostruire a un nuovo compromesso per la pace senza qualcosa di più della riproposizione di risoluzioni Onu già ampiamente disattese. Servono scelte: il riconoscimento dello Stato di Palestina e una forza di polizia internazionale a presidio dei confini. Da domani questo deve tornare all’ordine del giorno anche del nuovo governo italiano.

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Fornaro: l’asse solido con il M5S può spingere Renzi fuori dal Pd

Valerio Valentini, Il Foglio

A Bersani si dovrebbe innanzitutto chiedere scusa, visto che quando disse, tre anni fa, che il M5S è un partito radicale di centro, fu sommerso dalle critiche. Il modo in cui il M5S si è lasciato manipolare dalla Lega dimostra la loro identità malleabile. Ma appunto per questo sarebbe un errore respingerli a priori. Una fuoriuscita di Matteo Renzi dal Pd, se l’alleanza col M5s si strutturasse meglio, sarebbe nelle cose. Un po’ perché lui non sa e non può fare il secondo di nessuno, e un po’ perché lui appartiene a una storia che non è certo assimilabile a quella della sinistra. La sua cultura è di tipo liberal-democratico, più affine a una forza di centro moderno e riformista.

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Guerra: redistribuire le tasse sarà la mia prima missione

Luca Gardinale, La Gazzetta di Modena

Credo che le esperienze maturate nei governi precedenti potranno aiutarmi, anche se si tratta di un incarico di grande responsabilità. Definiremo le priorità insieme al ministro Gualtieri, vista la delicatezza del lavoro da fare. Per quanto mi riguarda, uno dei temi che vanno presi in carico al più presto resta quello del contrasto all’evasione fiscale, che rappresenta la via maestra per riuscire a redistribuire il carico delle tasse. Non avevo dubbi, e come il mio partito ho sostenuto che fosse necessario tenere aperto un dialogo con M5S, un partito che ha tante persone con cui condividere diverse cose: per questo credo che la prospettiva di questa alleanza possa essere di medio-lungo periodo.

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Speranza: adesso alleanza con il M5S anche alle elezioni regionali

Monica Guerzoni, Il Corriere della Sera

Questa non è un’alleanza di un giorno o di una stagione eccezionale, ma il tentativo strategico di costruire un nuovo orizzonte per il Paese. Gli italiani lo capiranno. Non è un ribaltone, ma una vittoria politica che rafforza la democrazia italiana. Io ci ho creduto dal 2013, quando Bersani da segretario del Pd sfidò i 5 Stelle al governo del cambiamento. Mi sono battuto per far crollare il muro di incomunicabilità tra M5S e centrosinistra e ora, finalmente, si realizza il nostro disegno originario. Il mio programma è la Costituzione. Articolo 32, “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”. La qualità della sanità indica il livello di civiltà di una nazione. Dobbiamo garantire il diritto alla salute, indipendentemente dalla Regione in cui si vive e dalle condizioni economiche. Difenderò con tutte le energie l’universalità del sistema sanitario.

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Speranza: più fondi per la Sanità, a versarli saranno le banche

Paolo Russo, La Stampa

Portare da 114,5 a 118 miliardi il finanziamento della sanità pubblica, cancellando il superticket da 10 euro su visite e accertamenti, dando al contempo il via a un grande piano di assunzioni. Il tutto facendo pagare il conto a banche, assicurazioni e fondi di investimento. Il neo-ministro della Salute Roberto Speranza dice di dover “ancora mettere la testa sulla sanità perché la mia nomina è arrivata inaspettata”. Ma poi precisa che “la priorità qui come altrove è ridurre le disuguaglianze rafforzando il sistema pubblico”. “E su come farlo – aggiunge – qualche idea è già nel disegno di legge che ho presentato un anno fa alla camera”. Vita breve dovrebbe avere il superticket su visite specialistiche e accertamenti, che in aggiunta alle singole quote dovute per ciascuna prescrizione oggi produce costi a carico degli assistiti a volte più alti di quelli praticati nel privato. Le sorti della nostra sanità pubblica non si risollevano però senza medici e infermieri, sempre meno numerosi e arruolati “a gettone”, con quel che ne consegue in termini di qualità e sicurezza delle cure. Lo sa bene Speranza, che dopo la parziale abrogazione dei vincoli di assunzione realizzata dall’ex ministro Giulia Grillo, propone un’ulteriore accelerazione assumendo sempre più professionisti in pianta stabile.

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Visco: Gualtieri è la scelta migliore, lo dicono i mercati e l’Europa

Gianluca Zapponini, Formiche.net

Penso che quello sia un posto dove deve andare un politico, per 100 mila ragioni. Tanto per cominciare i tecnici non sono in grado di capire la gerarchia delle necessità del Paese. E questo perché mettono al primo posto le soluzioni tecniche, trascurandone l’impatto sulla gente e sull’economia. In più Gualtieri, a differenza degli altri, è uno storico e questo vuol dire che ha una visione più ampia degli altri, che erano economisti. Inoltre c’è da dire che spesso i tecnici sono vittime della burocrazia e dell’ortodossia di Bruxelles. Il nuovo ministro ha avuto un’esperienza al parlamento Ue, conosce le procedure, va benissimo. Credo ci sia spazio per bloccare l’Iva, anche se non ho capito da dove si prendono i soldi. Ma non ci sarà spazio per altro, salvo un po’ di spesa per gli investimenti. Tutto il resto non troverò spazio, saranno cose per il futuro.

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D’Alema: Pd-M5S alleanza naturale. Occasione per ritrovare la strada

Tommaso Labate, Il Corriere della Sera

Si è imboccata una strada che era naturale fin dall’inizio. Il primo segnale importante è stato dato votando insieme la presidente della Commissione europea. Oltre il 50% degli operai e degli impiegati iscritti al sindacato votano per il M5S. Parliamo di un pezzo significativo del nostro mondo che, non trovandole nella sinistra, ha cercato nel M5S le risposte alle esigenze di giustizia sociale, di lotta alle diseguaglianze e ai privilegi. Mi spiega che cosa c’è di innaturale nel tentare di riannodare quel filo che, per colpa del centrosinistra, si era spezzato? Su una cosa i Cinquestelle avevano sbagliato, anche se ovviamente fanno fatica ad ammetterlo. Non è vero, come dicevano, che non esistono né sarebbero più esistite destra e sinistra. Sulla loro pelle, nel corso dell’ultimo anno, hanno sperimentato che la destra esiste, eccome se esiste.

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