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D’Attorre: perché all’Italia adesso serve il sistema elettorale proporzionale

                           
Alfredo D’Attorre, Huffington Post

Se la mania di trovare modelli stranieri non avesse fatto già abbastanza danni, verrebbe da dire che nella situazione attuale, con un sistema proporzionale, Letta avrebbe tutte le carte per diventare lo Scholz italiano. Come quest’ultimo ha saputo accreditarsi come il vero erede della Merkel pur presentando una piattaforma programmatica molto più avanzata, così Letta potrebbe rivendicare il merito di essere il leader che ha sostenuto con maggiore lealtà il governo Draghi, lavorando nel contempo a un posizionamento del PD più chiaro e incisivo sui temi del lavoro, dei diritti sociali e del contrasto alle disuguaglianze. Il sistema proporzionale è oggi utile sia per costruire un nuovo Pd, che riprenda a presidiare la questione sociale e si candidi a diventare la prima forza politica del Paese, sia per stimolare un’evoluzione positiva della destra, sia per mettere in sicurezza l’Italia.

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Conte: l’alleanza va costruita sulla base della legge elettorale

                           
Stefano Iannaccone, Il Dubbio

Se resta in vigore la legge elettorale attuale, si deve cercare la costruzione di una coalizione che stia insieme sui contenuti. Nel caso in cui dovesse cambiare, in senso proporzionale, il tema delle alleanze cambierebbe profondamente aspetto. Faccio un esempio: in Germania, con un modello proporzionale, i socialisti si stanno alleando con i liberali per avere una maggioranza. Il M5S rientra a pieno titolo nel discorso, il dialogo deve andare avanti. Ma più in generale ci vorrebbe una Cosa nuova, come dice Bersani. Il problema non è nei nomi, ma nei contenuti da cui formare un’alleanza. Questo compito spetta principalmente al Pd. E Letta è titolato a fare da federatore.

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Bersani: caro Pd, serve una nuova Cosa di sinistra e l’accordo coi 5 Stelle

                           
Fabio Martini, La Stampa

In Italia e non solo da noi, si stanno organizzando due campi. Uno si chiama destra e uno si chiama sinistra. Se uno mi dice no, che esiste un fronte dei ragionevoli e uno degli irragionevoli, che comprende Lega ma anche Cinque stelle, io non sono d’accordo. O recuperiamo subito almeno un terzo dell’ evasione fiscale, o abbiamo davanti un altro colpo allo Stato sociale. Sulla presidenza della Repubblica stiamo preparando una scelta irrituale: tra un semi-inedito, la conferma del Capo dello Stato uscente, e un inedito: un presidente del Consiglio che di fatto si auto-rassegna le dimissioni. E se invece decidessimo di esser normali? Scegliendoci il miglior Presidente possibile e lasciando al Parlamento di decidere il destino del governo. Se Salvini vuol fare cadere Draghi, vada in Parlamento e lo sfiduci. Ma non pensi di usare le istituzioni per le sue pensate.

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