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Le tesi per una forza ecosocialista

Ecco le tesi approvate dall'assemblea congressuale di Bologna il 7 aprile 2019 come Manifesto politico di Articolo Uno

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Materiali grafici

Simbolo, bandiere, roll-up, volantini, campagne di comunicazione

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Trasparenza

Bilanci e documenti di legge

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    Cultura, cuore e motore della ripresa. Documento programmatico

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    DiGiTALiA: il 4 e 5 settembre sul web gli Stati generali dell’Innovazione

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    Riconoscere il lavoro di cura. Una lezione da imparare dalla pandemia

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Rassegna stampa

Speranza: da questa crisi l’occasione per non essere subalterni alla destra

Roberto Speranza, la Repubblica

C’è una lezione di fondo che viene da questi mesi di lotta alla pandemia: la nuova centralità dei beni pubblici fondamentali. Dentro la crisi è emerso come ci siano valori non negoziabili che hanno a che fare con l’essenza della vita delle persone. Credo che da qui dovrebbe provare a costruirsi un nuovo pensiero democratico. In questo quadro confesso che faccio fatica ad appassionarmi ad una discussione sul futuro della sinistra italiana ed europea che dovesse stancamente rilanciare una riflessione tutta politicista sulle formule (riconquistare il centro) o riproporre orizzonti (la terza via) figli di un’era politica che non c’è più. La sfida che è dinanzi ai democratici e ai socialisti è la qualità dell’alternativa che saremo in grado di mettere in campo. Non è un problema di geometrie, di tattica, di manovra politica, ma di idee, valori e visione. Dagli Stati Uniti all’Europa è emersa una “nuova destra della protezione” capace di interpretare la rottura che si stava consumando, mentre noi, a sinistra, siamo apparsi troppo spesso distratti e incapaci di leggere quanto stava avvenendo. È indispensabile un coraggioso cambio di paradigma. La tutela della salute non è un costo, una merce, una generica spesa corrente, ma un investimento essenziale per il benessere dell’individuo ed il futuro delle nostre comunità.

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Visco: il prelievo fiscale grava troppo sui lavoratori, serve una riforma

Mauro Del Corno, ilfattoquotidiano.it

La mia proposta si inserisce in un più ampio ripensamento del sistema fiscale italiano che oggi e diventato una giungla di trattamenti particolari ed esenzioni, ottenute su pressioni delle varie lobby. Il primo punto è una trasformazione dell’Irpef in un’imposta progressiva sui soli redditi da lavoro. Accanto all’Irpef così riformata, andrebbe introdotta un’imposta personale progressiva sul patrimonio complessivo, mobiliare e immobiliare. Contemporaneamente dovrebbero essere soppresse tutte le altre imposte erariali che gravano su redditi di capitale e patrimonio, Imu compresa. Avremmo così un sistema basato su tre tipi di prelievo, di cui i primi due progressivi: Irpef, imposta patrimoniale e Iva sui consumi. La riforma andrebbe realizzata a parità di gettito ma quello che ne risulterebbe sarebbe un sistema fiscale più equo e armonico.

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Bersani: una Bicamerale per cambiare le Regioni e salvarle

Andrea Carugati, Il manifesto

L’elezione diretta ha creato la figura del “governatore” che si sente rappresentante di un popolo. Ma le regioni non sono nate per questo. Dopo 50 anni dalla nascita della regioni e 20 dalla riforma del Titolo V serve un tagliando su tutto il sistema delle autonomie, e ci metto dentro anche le province che hanno subito una riforma disastrosa e invece vanno rilanciate perché sono indispensabili. Dovremmo tornare agli anni Novanta, quando il presidente della regione era indicato sulla scheda elettorale, ma eletto dal consiglio. Vorrebbe dire che se uno si dimette il consiglio non si scioglie ma elegge un altro presidente. Un conto sono i Comuni, dove si amministra, e va bene l’elezione diretta dei sindaci. Un altro i luoghi dove si esercita il potere legislativo, e qui non ci deve essere elezione diretta dei vertici e le assemblee devono contare di più. E invece ormai i consigli regionali non contano più nulla.

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