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Rassegna stampa

Speranza: sui vaccini avevo ragione, il virus ci stava travolgendo

                           
Michele Bocci, la Repubblica

Non ho mai avuto dubbi sul nostro operato, come sono convinto che le scelte siano sempre state prese con rigore e ponderazione. La nostra strategia è stata quella di puntare con grande determinazione sulla copertura più larga possibile della popolazione. La sentenza della Corte, che rispetto e che leggerò con grandissima attenzione, riconosce in fondo la razionalità delle scelte che sono state fatte, ispirate sempre dal principio della difesa del diritto alla salute delle persone, seguendo l’evidenza scientifica. La campagna di vaccinazione non è patrimonio di Speranza, di Figliuolo o di Draghi ma del Paese.

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Guerra: la mancanza di lavoro è un dramma, togliere il rdc non risolve nulla

                           
Annalisa Girardi, Fanpage

Questi sistemi di spezzatino del sistema fiscale moltiplicano le ingiustizie che ci sono e mi troveranno sempre contraria. La disoccupazione è una cosa serissima e molto grave. Loro raccontano una storia molto vecchia per cui la povertà è una responsabilità individuale. Non si risolvono i problemi in questo modo, la mancanza di lavoro è un dramma e si affronta con una riforma che smetta di umiliare i nostri giovani e le donne costringendoli a lavori precari, part time e sottopagati.

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Oggionni: sia costituente vera, una nuova casa senza deleghe in bianco

                           
Simone Oggionni, Il manifesto

Un congresso ordinario servirebbe a ben poco. Non basta posizionare le correnti in vista dei gazebo, della incoronazione del nuovo re o della nuova regina. Non solo non sarebbe sufficiente, ma tradirebbe anche un approccio sbagliato. Se tutto si risolvesse in questo, sarebbe saggio risparmiarsi da subito la fatica dell’attesa e fare altro. «Costituente» vuol dire una cosa precisa, a meno che non si voglia scherzare con le parole. È qualcosa in più persino della «rifondazione». Implica l’impegno a dare vita a ciò che non c’è.

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3rd Dicembre 2022, 17:58

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Articolo Uno ROBERTO SPERANZA Obbligo Vaccinale: Il complice e il sovrano. Ancora non conosciamo le motivazioni che hanno spinto la Corte a rigettare e ritenere inammissibili, per ragioni processuali, le questioni poste da cinque uffici giudiziari. Le questioni riguardavano gli esercenti delle professioni sanitarie che non si erano sottoposti all’inoculazione del sacro siero. Nel comunicato molto fumoso rilasciato a sera inoltrata nella giornata di ieri, leggiamo un “situazione” molto prevedibile, anzi possiamo dire “annunciata”, una Caporetto che però, non può lasciarci indifferenti. Come avrebbe mai potuto il “Giudice delle leggi” mettere in discussione l’impianto legislativo istituzionale favorendone la incostituzionalità dal momento che aveva messo a fare buona guardia alla Corte, il prof. Marco D’Alberti, proprio colui che è stato la figura apicale, quale consigliere giuridico di Draghi. A questi giudici non basta che la stessa Pfizer abbia ammesso pubblicamente che non ha fatto i test sulla non trasmissibilità del virus, e quindi manca il presupposto per l’obbligatorietà coatta. A loro non basta neanche il fatto che, ogni giorno continuino a morire giovani e adulti, come nel caso della Sardegna che registra un incremento di morti per mese, di oltre 200 unità in più rispetto all’anno precedente. A loro non interessa informarsi che, i loro colleghi newyorkesi chiamati a decidere sugli stessi argomenti abbiamo riscontrato che: “Essere vaccinati non previene gli individui dal contrarre o dal diffondere il Covid19”. “Ordina di riassumere tutti i medici non vaccinati e di pagargli gli arretrati”. E non gli basta ancora che il Tar della Lombardia, il Consiglio di giustizia amministrativa della Regione Siciliana abbiamo messo pesantemente in discussione, l’incostituzionalità dell’obbligatorietà vaccinale. Non basta nemmeno anche che, altri Tribunali italiani come quello di Brescia, con 6 ordinanze, Catania e Padova, abbiano messo in discussione i principi di legittimità di queste norme. No, a loro non basta. E allora, nel mentre attendiamo di conoscere le motivazioni di tale abominio, a noi cittadini non deve bastare saper aspettare. Dobbiamo unirci e alzare la voce non solo per noi stessi ma, prima di tutto, in difesa di chi, obbligato, ha perso la vita e di chi una vita normale non avrà più. Dobbiamo stringerci attorno a questi avvocati che coraggiosamente hanno sfidato il potere politico, sull’esperimento di massa imposto, che nelle loro argomentazioni, spesso interrotte come abbiamo visto ad esempio al prof. Augusto Sinagra, difendevano le categorie che avevano affidato loro la propria tutela. Ma in quelle arringhe difendevano anche tutto il Popolo italiano, comprese quelle categorie che impedivano ai loro colleghi all’esterno della Corte di rimanere lì ad attendere. In quelle difese c’era l’Italia c’era il futuro dell’Italia. C’era la difesa della democrazia, c’era la difesa della Costituzione. E se anche a tutt’oggi questi obblighi sappiamo scadere entro il 31 dicembre, non possiamo rimanere fermi ed inermi ad aspettare un/una salvatore/trice, ma dobbiamo ripartire da quei Tribunali, da quei Giudici onesti e con coscienza e conoscenza dei diritti e delle leggi in difesa di noi cittadini. Teniamo ben in mente che in questo modo, per questi giudici della Corte, la libertà di cura personale, non vale nulla, oggi in nome della “solidarietà” e domani, a cosa la voteranno??? Quello che è successo non può non essere letto come il più grande abuso di potere nei confronti di tutti noi cittadini. La Corte aveva davanti a sé giuristi e prove che denunciavano come i diritti dei cittadini erano stati manipolati nella questione di diritto costituzionale, ma nel comunicato, sembra aver obbedito al proprio “re”.

Articolo Uno PER QUEL 🤮🤘 DI ROBERTO SPERANZA DEVE ESSERCI SOLO IL SIERO E NON CURE CON FARMACI ANTIVIRUS. “Molti medici non segnalano gli effetti avversi”. La denuncia del luminare: “Mai visti tanti pazienti in vita mia”⤵️⤵️ Attilio Cavezzi, chirurgo vascolare che opera tra San Benedetto e Bologna, medaglia d’oro in flebologia, nella sua intervista ha rilasciato una lunga serie di dichiarazioni sconcertanti. Il professore si è schierato dalla parte di coloro che pensano che sul siero contro il Covid non si sia detto proprio tutto: «Io sono un medico e il mio dovere è curare i malati, non posso girare la testa dall’altra parte solo perché può essere scomodo occuparsi di alcuni pazienti. Eppure vedo ancora molti medici continuare a essere riluttanti a segnalare gli effetti indesiderati. E senza segnalazioni come si possono avere dati certi», spiega il dott. Cavezzi. Il medico vascolare si concentra poi sulla controversa questione della farmacovigilanza passiva e, dunque, dei dati assolutamente poco veritieri. «Il vero problema è che non abbiamo dati affidabili, perché la farmacovigilanza sugli effetti avversi è ancora di tipo passivo. Tutte le piattaforme utilizzate non permettono di capire la reale portata di questo fenomeno, i casi sono sottostimati e ne ho persino conferme dirette da pazienti che mi dicono che quasi nessuno dei medici che li ha visitati in precedenza ha segnalato la reazione avversa», spiega il chirurgo. Rispetto al 2021 i miei pazienti sono più che raddoppiati. Non è mai successa una cosa simile nei miei 33 anni di esercizio. La maggior parte di chi viene da me non ha solo una patologia, generalmente ha un eccesso di attivazione del sistema immunitario e una compromissione più o meno evidente delle funzioni neuro cardiovascolari. Sono delle problematiche che possiamo definire atipiche, diverse rispetto a quelle già conosciute e proprio questo mi ha incuriosito e spinto a indagare». Una risposta eloquente, dunque. L’esperto entra poi nel dettaglio, parlando di alcune casistiche particolari, con cui lui stesso ha avuto a che fare in prima persona. «Il primo paziente si è presentato da me a giugno 2021. Era un bagnino, un uomo che non aveva mai avuto problemi di salute. Dopo qualche ora dall’inoculazione ha iniziato a stare male, l’hanno portato al pronto soccorso, aveva degli sbalzi di pressione impressionanti. I valori schizzavano oltre i massimi per poi crollare ben sotto il limite minimo […]». E non è stato un caso isolato: «Purtroppo dopo di lui se ne sono susseguiti molti altri. E così, man mano che aumentava il numero dei pazienti che mi riferivano di aver avuto reazioni avverse, cresceva anche la mia consapevolezza del fenomeno in atto». Il dott. Cavezzi ha spiegato che sono stati circa un centinaio i pazienti da lui trattati con reazioni avverse al vaccino. «Tutti, nessuno escluso, presentano un’alterazione del sistema nervoso autonomo, in pratica è come se il paziente fosse sempre in uno stato di stress e dunque il suo corpo produce una quantità eccessiva di diverse sostanze come il cortisolo, la noradrenalina e l’adrenalina stessa», spiega il medico vascolare, confermando anche il sospetto di una correlazione tra long Covid e danni da vaccino: «Se andiamo a guardare come trattano negli Stati Uniti i casi di long Covid, appare evidente che si dedicano all’analisi del sistema nervoso autonomo, che quindi risulta essere alterato proprio come nei casi di reazione avversa al vaccino».

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