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Rassegna stampa

Bersani: giusto armare la resistenza ucraina, difficile rinunciare al gas russo

                           
Francesco Cancellato, Fanpage.it

Io credo sia giusto dare una mano alla resistenza ucraina. La cosa importante è chiederci perché. Io la aiuto per darle la possibilità di negoziare un compromesso, anche prima che la Russia si ritiri. Mentre se l’idea è che noi aiutiamo l’Ucraina per far durare la guerra a tempo indeterminato, con l’idea di sconfiggere strategicamente Putin, questo sì sarebbe in conflitto con la nostra Costituzione. Non fidatevi di chi dice che tra un anno ci stacchiamo dal gas russo. Non ne siamo in condizione. Fisco? La riforma di Draghi non cambia nulla. Lo stimo, ma non possiamo chiedergli di fare Mandrake.

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D’Attorre: se la svolta è stata una parentesi, gli antieuropeisti hanno vinto

                           
Alfredo D’Attorre, Huffington Post

Draghi è anzitutto la garanzia che l’Italia non farà scelte di bilancio avventate sul piano interno e che misure indifendibili sia dal punto visto della sostenibilità finanziaria che dell’equità sociale non saranno più riproposte. Ma deve diventare anche il punto di forza per una posizione incisiva e determinata in Europa, che marchi bene la differenza fra l’«europeismo pragmatico» di cui ha parlato spesso il Presidente del Consiglio e il vecchio europeismo benpensante che lodava a prescindere il vincolo esterno e l’austerità. Un centrosinistra che si limitasse a riesumare il linguaggio del vincolo esterno e delle vecchie regole europee rischia seriamente di essere travolto.

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Scotto: gli aggrediti vanno difesi, in Ucraina come in Palestina

                           
Arturo Scotto, Globalist.it

Nessuno parla più di Stato di Palestina: una parola proibita per una pace proibita. Nessuno si azzarda a ricordare che se è giusto aiutare un popolo che si difende da un’aggressione – oggi la guerra in Ucraina dice questo – è impossibile voltarsi dall’altra parte davanti ad altri popoli umiliati e offesi nel loro diritto all’autodeterminazione da più di mezzo secolo. Ora va riconosciuto lo Stato di Palestina come leva fondamentale per riaprire un negoziato efficace e risolutivo. Non si è mai fatta la pace tra chi è troppo debole e chi è troppo forte. Quando i rapporti di forza sono troppo sbilanciati non resta che la strada della resa o dell’annessione.

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25th Maggio 2022, 16:22

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Giustizia: Conte, subito una soluzione per i lavoratori precari

“Stabilizzare i lavoratori precari del Ministero della Giustizia, valorizzando le procedure selettive già espletate, e utilizzando le coperture finanziarie dai fondi ministeriali già appostati per assunzioni di figure analoghe. Si tratta di centinaia di figure indispensabili per il funzionamento dei servizi della Giustizia, che meritano di vedere regolarizzata la propria posizione lavorativa”.

Lo dichiara Federico Conte, deputato di Liberi e uguali, componente della commissione Giustizia della Camera.

“Ho rappresentato agli uffici del Ministero della Giustizia le richieste dei lavoratori precari che ieri hanno partecipato al presidio promosso dalla CGIL Funzione Pubblica in piazza Santi Apostoli a Roma. Abbiamo discusso alcune soluzioni tecniche possibili, che gli uffici si sono impegnati a vagliare attentamente, nel sentito intento di favorire, nel quadro normativo dato, la stabilizzazione dei lavoratori i cui i contratti sono in scadenza. Una condizione in cui verranno presto a trovarsi anche coloro che sono entrati a far parte dell’Ufficio del processo grazie ai fondi del Pnrr. Per questi è bene iniziare a pensare già da ora a una soluzione che assicuri alla Pubblica amministrazione il loro contributo a pieno regime. L’efficienza del sistema giustizia dipende in gran parte dal loro lavoro”.
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Giustizia: Conte, subito una soluzione per i lavoratori precari
“Stabilizzare i lavoratori precari del Ministero della Giustizia, valorizzando le procedure selettive già espletate, e utilizzando le coperture finanziarie dai fondi ministeriali già appostati per assunzioni di figure analoghe. Si tratta di centinaia di figure indispensabili per il funzionamento dei servizi della Giustizia, che meritano di vedere regolarizzata la propria posizione lavorativa”.
Lo dichiara Federico Conte, deputato di Liberi e uguali, componente della commissione Giustizia della Camera.
“Ho rappresentato agli uffici del Ministero della Giustizia le richieste dei lavoratori precari che ieri hanno partecipato al presidio promosso dalla CGIL Funzione Pubblica in piazza Santi Apostoli a Roma. Abbiamo discusso alcune soluzioni tecniche possibili, che gli uffici si sono impegnati a vagliare attentamente, nel sentito intento di favorire, nel quadro normativo dato, la stabilizzazione dei lavoratori i cui i contratti sono in scadenza. Una condizione in cui verranno presto a trovarsi anche coloro che sono entrati a far parte dell’Ufficio del processo grazie ai fondi del Pnrr. Per questi è bene iniziare a pensare già da ora a una soluzione che assicuri alla Pubblica amministrazione il loro contributo a pieno regime. L’efficienza del sistema giustizia dipende in gran parte dal loro lavoro”.
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