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Le tesi per una forza ecosocialista

Ecco le tesi approvate dall'assemblea congressuale di Bologna il 7 aprile 2019 come Manifesto politico di Articolo Uno

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Materiali grafici

Simbolo, bandiere, roll-up, volantini, campagne di comunicazione

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Trasparenza

Bilanci e documenti di legge

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    Diventare l’alternativa: tutti i materiali dell’assemblea del 13 luglio

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    In autunno Stati generali #Diventarelalternativa. La relazione di Speranza

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    Documenti: il testo della mozione Conte sull’autonomia differenziata

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Rassegna stampa

Scotto: l’affare Metropol ci riporta al tema del finanziamento della politica

Arturo Scotto, Huffington Post

Il nuovo quadro di alleanze tra sovranisti e la grande madre Russia ci consegna un dettaglio da cui nessuno può sfuggire più: come si finanzia la politica. Perché non esiste alcuna democrazia che possa reggersi in piedi senza un rapporto trasparente con le risorse. La politica costa. La democrazia costa. E se non vogliamo uscire con meno democrazia e meno politica da questa crisi drammatica il tema del finanziamento pubblico ai partiti deve tornare prepotentemente all’ordine del giorno. O pensiamo che sia normale che una potenza straniera possa intervenire economicamente nella dinamica del consenso del nostro paese? Per questo la vicenda Savoini non va banalizzata. Ne va dell’autonomia del nostro paese e l’autonomia passa anche per una politica forte. Che non dipende da nessuno per le risorse che le servono per funzionare, né’ dagli appalti, né dalle multinazionali, né dalle mafie, né dalle potenze straniere. La politica è più forte se non ha padroni.

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D’Alema: dopo il voto in Ue grillini autonomi, la sinistra raccolga il segnale

Goffredo De Marchis, la Repubblica

Trovo molto significativo il fatto che i 5 stelle si siano smarcati così clamorosamente dalla Lega per votare questa von der Leyen che poi non è la fine del mondo. È un voto che pesa, è stato determinante e quindi a maggior ragione vengono a galla le difficoltà dell’alleanza di governo. Hanno compensato persino i contorcimenti di una sinistra che come si vede non è in difficoltà solo in Italia. Quel voto ci dice che il Movimento 5 stelle si può cominciare a muovere in autonomia. Infatti Salvini lo ha capito e ha contestato duramente il voto dei grillini. Lui sembra essersi accorto del senso di quella votazione. Molto più di altri.

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Fornaro: simulazione, con taglio parlamentari trionfo della destra salviniana

Federico Fornaro, Il Fatto quotidiano

Non è un puro esercizio teorico provare a simulare il risultato in termini di seggi attribuiti alle coalizioni e ai partiti dopo l’entrata in vigore della riforma che taglia il numero dei parlamentari, prendendo come punto di riferimento l’andamento delle elezioni europee del maggio scorso. Il “dimagrimento” alla Camera (il 37% circa) non ha effetti distorsivi, perché l’attribuzione dei seggi avviene su base nazionale e quindi si riduce proporzionalmente per tutti. Al Senato, invece, i seggi sono distribuiti a livello regionale, con la conseguenza di un innalzamento in molte regioni della soglia di sbarramento implicita, a vantaggio dei partiti maggiori. A pagare il prezzo più salato è, quasi per paradosso, il Movimento 5 Stelle, strenuo sostenitore della riforma costituzionale per la riduzione del numero di parlamentari, che passerebbe al Senato da 111 senatori a 28 e alla Camera da 227 deputati a 54. Più contenuta, ma pur sempre significativa, la contrazione di seggi in casa Pd e alleati (40 senatori contro 69 e 78 deputati contro 119). C’è quindi più di un motivo di riflessione per la definizione delle strategie di breve e medio periodo per tutti i principali attori della scena politica italiana (nessuno escluso). 

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