Davvero è possibile ignorare quella che chiamiamo ‘manovra politica’? Davvero è possibile pensare la politica come ‘politicismo’ e la tattica come insulsa zavorra? E allora che cosa vuol dire ‘fare politica’? A cosa si riduce?

Davvero è possibile ignorare quella che chiamiamo ‘manovra politica’? Davvero è possibile pensare la politica come ‘politicismo’ e la tattica come insulsa zavorra? E allora che cosa vuol dire ‘fare politica’? A cosa si riduce?
Dopo il Brancaccio e la piazza di Pisapia la sinistra ha bisogno di fare una strada comune. Con buona pace dei pontieri, la mutazione del Pd è irreversibile
Nelle radici dell’Ulivo le ragioni per cui contrariamente al racconto che se ne fa la scissione è stata un atto di obiezione di coscienza democratica
Alberto Colucci di Lecce, Filippo Calcagno di Modena, Alex Tripodi di Reggio Calabria raccontano perché se ne sono andati dal Partito democratico e cosa si aspettano da Articolo 1
Martin Buber ed Edith Stein ci insegnano che ciò che unisce la comunità, e la differenzia dal gruppo o dall’associazione, non sono le parole con cui i suoi membri si dicono eredi di una certa visione, ma i comportamenti con i quali praticano un’esperienza di senso che li anticipa e li precede. In pratica, la fede.
Poiché da queste parti il Pd l’abbiamo abbandonato tutti, chi prima e chi dopo, e qualcuno non vi aveva creduto nemmeno alla nascita, nel 2007, sarebbe opportuno evitare di compiere riferimenti al nostro ex partito. Poiché, tuttavia, è ancora il partito di maggioranza relativa in Parlamento e il primo o il secondo nel Paese, non … Continued
Gli “scissionisti” erano un sintomo, in senso lacaniano. Ma sono stati trasformati in colpevoli. Era necessario, per rimuovere la sconfitta ed evitare di risponderne