Scotto: l’affare Metropol ci riporta al tema del finanziamento della politica

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Arturo Scotto, Huffington Post

Il nuovo quadro di alleanze tra sovranisti e la grande madre Russia ci consegna un dettaglio da cui nessuno può sfuggire più: come si finanzia la politica. Perché non esiste alcuna democrazia che possa reggersi in piedi senza un rapporto trasparente con le risorse. La politica costa. La democrazia costa. E se non vogliamo uscire con meno democrazia e meno politica da questa crisi drammatica il tema del finanziamento pubblico ai partiti deve tornare prepotentemente all’ordine del giorno. O pensiamo che sia normale che una potenza straniera possa intervenire economicamente nella dinamica del consenso del nostro paese? Per questo la vicenda Savoini non va banalizzata. Ne va dell’autonomia del nostro paese e l’autonomia passa anche per una politica forte. Che non dipende da nessuno per le risorse che le servono per funzionare, né’ dagli appalti, né dalle multinazionali, né dalle mafie, né dalle potenze straniere. La politica è più forte se non ha padroni.

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D’Alema: dopo il voto in Ue grillini autonomi, la sinistra raccolga il segnale

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Goffredo De Marchis, la Repubblica

Trovo molto significativo il fatto che i 5 stelle si siano smarcati così clamorosamente dalla Lega per votare questa von der Leyen che poi non è la fine del mondo. È un voto che pesa, è stato determinante e quindi a maggior ragione vengono a galla le difficoltà dell’alleanza di governo. Hanno compensato persino i contorcimenti di una sinistra che come si vede non è in difficoltà solo in Italia. Quel voto ci dice che il Movimento 5 stelle si può cominciare a muovere in autonomia. Infatti Salvini lo ha capito e ha contestato duramente il voto dei grillini. Lui sembra essersi accorto del senso di quella votazione. Molto più di altri.

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Diventare l’alternativa: tutti i materiali dell’assemblea del 13 luglio

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La relazione di Speranza all’assemblea del 13 luglio, gli interventi del dibattito e i materiali della campagna #Uno, il lavoro. #diventarelalternativa

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Fornaro: simulazione, con taglio parlamentari trionfo della destra salviniana

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Federico Fornaro, Il Fatto quotidiano

Non è un puro esercizio teorico provare a simulare il risultato in termini di seggi attribuiti alle coalizioni e ai partiti dopo l’entrata in vigore della riforma che taglia il numero dei parlamentari, prendendo come punto di riferimento l’andamento delle elezioni europee del maggio scorso. Il “dimagrimento” alla Camera (il 37% circa) non ha effetti distorsivi, perché l’attribuzione dei seggi avviene su base nazionale e quindi si riduce proporzionalmente per tutti. Al Senato, invece, i seggi sono distribuiti a livello regionale, con la conseguenza di un innalzamento in molte regioni della soglia di sbarramento implicita, a vantaggio dei partiti maggiori. A pagare il prezzo più salato è, quasi per paradosso, il Movimento 5 Stelle, strenuo sostenitore della riforma costituzionale per la riduzione del numero di parlamentari, che passerebbe al Senato da 111 senatori a 28 e alla Camera da 227 deputati a 54. Più contenuta, ma pur sempre significativa, la contrazione di seggi in casa Pd e alleati (40 senatori contro 69 e 78 deputati contro 119). C’è quindi più di un motivo di riflessione per la definizione delle strategie di breve e medio periodo per tutti i principali attori della scena politica italiana (nessuno escluso). 

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In autunno Stati generali #Diventarelalternativa. La relazione di Speranza

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Noi non ci rassegniamo all’egemonia della destra e ci batteremo con tutte le nostre energie per costruire l’alternativa. Insieme sono sicuro che ce la faremo.

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Assemblea nazionale, qui la diretta streaming di Diventare l’alternativa

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A questo link diretta streaming di Diventare l’alternativa, l’Assemblea nazionale di Articolo Uno in corso all’hotel Radisson. #Uno #diventarelalternativa

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Conte: contro questa autonomia un intergruppo di parlamentari del sud

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Francesco Pacifico, Il Mattino

Per difendere il Sud dovremmo anche creare un intergruppo di eletti al Sud. Per il Mezzogiorno quest’autonomia è come il cappio per l’impiccato. Soprattutto se i trasferimenti si calcoleranno in base alla ricchezza media, le Regioni più povere avranno soltanto meno servizi e meno risorse. Ma non c’è soltanto la questione del Mezzogiorno: con questo modello salterebbero i servizi comunali, che oggi i sindaci finanziano con i loro tributi locali. Sull’autonomia non ci sono pregiudiziali da parte nostra. Ma soltanto se si andrà verso una riforma complessiva della nostra architettura costituzionale. Pensiamo alle Province, che il governo precedente ha provato a cancellare, ma sono ancora previste dalla Carta. E il Pd prenda una posizione netta e non più balbettante: una forza che vuole essere alternativa alla Lega, non può appiattirsi sui desiderata del Carroccio

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Oggionni e Urbinati: appello a Zingaretti, il Pd deve cambiare passo

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Simone Oggionni e Nadia Urbinati, l’Espresso

Fare opposizione non è lo stessa cosa che stare all’opposizione. Fare opposizione è una funzione politica decisiva nella democrazia; una delle condizioni che legittimano il governo della maggioranza. A confronto degli altri, il nostro Paese mostra un’insufficienza dei gruppi dirigenti e una pochezza di proposta politica. Le forze che si ispirano alla sinistra appaiono incapaci di rappresentare il malessere delle classi popolari, di proporre politiche unitarie che si occupino efficacemente di contrastare la disoccupazione, fermare l’erosione dei ceti medi e l’impoverimento dei lavoratori, degli impiegati, dei pensionati. Incapaci di offrire alternative praticabili e dignitose a una generazione di giovani che è costretta a scegliere la via dell’emigrazione. L’attuale classe dirigente della sinistra sembra priva di strumenti concettuali e valoriali che orientino nella conoscenza e nell’interpretazione del mondo, paralizzata di fronte alla politica dell’audience che questo governo incarna così prepotentemente. Pensiamo che il Pd debba cambiare passo, ridefinire la propria identità, attrezzarsi di un linguaggio e di programmi che diano vigore all’opposizione e alla sinistra tutta. Rilanciare, riconfigurare e rafforzare il campo della sinistra italiana è oggi più che mai nell’interesse della democrazia.

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Documenti: il testo della mozione Conte sull’autonomia differenziata

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A chi dice che il regionalismo differenziato andrebbe a vantaggio del Mezzogiorno rispondo che alle condizioni date sarebbe come la corda per l’impiccato.

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