D’Alema: la democrazia non si esporta, i talebani non sono terroristi

| Esteri e Primo piano
Daniela Preziosi, Domani

La risposta occidentale all’attacco terroristico delle Twin Towers aveva un contenuto militare, che ha ottenuto qualche risultato. Ma aveva soprattutto un forte disegno politico-culturale: l’idea che attraverso l’espansione della democrazia nel mondo islamico si sarebbero costruiti anticorpi in grado di debellare il fondamentalismo antioccidentale e il terrorismo. Questo progetto è fallito. L’occidente ha usato i fondamentalisti contro l’Urss e il socialismo arabo, e questi sono i risultati. L’intervento in Afghanistan era legittimo e inevitabile, ma gli USA credevano di andare ad aprire dei McDonald’s.

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Panzeri: quando l’Italia cede al ricatto degli emiri del Golfo

| Esteri e Primo piano
Pier Antonio Panzeri, Huffington Post

La Camera è tornata sui suoi passi sulla vendita delle armi agli Emirati arabi. Non ci sono ragioni evidenti che giustifichino tale cambiamento, che getta invece un’ombra pesante sulla nostra capacità di far prevalere alcuni principi cardine che dovrebbero guidar la politica estera di un paese democratico. Un paese che dovrebbe difendere e tutelare i diritti umani dando priorità a questi valori, piuttosto che ai soliti interessi di bottega. Inoltre, farsi mettere i piedi in testa dagli emiri del Golfo, è semplicemente inaccettabile. Non è questa la politica che dovrebbe seguire l’Italia.

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Scotto: perché la Ue deve convocare una conferenza sull’Afghanistan

| Esteri e Primo piano
Arturo Scotto, Globalist.it

L’unica cosa da evitare oggi è riaccendere le tifoserie davanti a una tragedia con cui dovremo fare i conti per anni. I profughi afghani busseranno ai paesi limitrofi – Pakistan e non solo – ma poi chiederanno asilo anche qui. E che facciamo? Ci faremo trovare pronti o alzeremo muri? Dopo i guai che abbiamo combinato? Le lacrime per le donne di Kabul valgono solo a debita distanza? Fa sorridere chi ci ha chiesto per mesi giuramenti di fedeltà al neoatlantismo. In realtà, il tema su cui interrogarsi è proprio la funzione della NATO. La forza delle democrazie si misura anche dal grado di capacità di riparare ai propri errori e alle illusioni che hanno generato.

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D’Alema: la sinistra ha tradito i palestinesi. Israele, attento a questa destra

| Esteri e Primo piano
Salvatore Cannavò, Il Fatto quotidiano

Da Tel Aviv azioni illegali: non hanno il diritto di continuare a occupare i Territori né di annettere Gerusalemme o di cacciare le persone dalle loro case. L’antisemitismo delle destre si tramuta in anti islamismo, ma l’amicizia per i palestinesi appartiene alla democrazia italiana. Anche gli Usa e l’Ue nel loro pudico linguaggio invitano il governo di Israele a una reazione non sproporzionata.

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Scotto: Nizza e il ruolo di Erdogan, testa d’ariete di un Islam radicalizzato

| Esteri e Primo piano
Arturo Scotto, Globalist.it

La Francia laica e repubblicana è oggettivamente sotto attacco. E con lei alcuni capisaldi della civiltà democratica: la libertà di stampa innanzitutto. Erdogan prova a soffiare sul fuoco, a investire sullo scontro di civiltà: vuole ergersi a paladino del mondo sunnita, imporsi come leadership militare, economica e morale di un’intera area del globo. Con una lettura dell’Islam sempre più fondamentalista, arcaica, autoritaria. Sta giocando con i decapitatori e i lupi solitari, sta puntando a raccogliere i frutti politici di quella follia omicida, sta giustificando l’ingiustificabile, sta lavorando sulla destabilizzazione delle nostre democrazie. Per combatterlo serve la politica, la capacità di spegnere gli incendi, di ricostruire una visione per il Medio Oriente, di non concedere alibi a chi strumentalizza l’umiliazione di popoli come quello palestinese.

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D’Alema: il Recovery fund segna la svolta tanto attesa dell’Europa

| Esteri e Primo piano
Maddalena Tulanti, Firstonline.info

La cosa più importante dal punto di vista politico è stata la svolta tedesca. La Germania era il vero capo dei Paesi “frugali”, e li ha abbandonati. La Germania ha capito che la sua stessa potenza economica non avrebbe retto in un contesto internazionale di guerra commerciale fra Cina e Stati Uniti, un contesto estremamente sfavorevole per un’economia esportatrice come quella tedesca. A Berlino quindi c’è stata una scelta di strategia, ma anche un forte interesse nazionale a sostenere la ripresa europea, compresa quella dell’Italia, essendo la nostra economia fortemente intrecciata a quella tedesca, con la nostra piccola e media industria che lavora per esempio al settore dell’auto. In definitiva, se crollasse il sistema Italia ci sarebbe un danno anche per la Germania. Insomma l’Europa ha ritrovato non solo le sue ragioni ideologiche e ideali, pure importanti, ma anche quelle materiali.

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D’Alema: il mondo è in bilico tra cooperazione e ostilità

| Esteri e Primo piano
Emilio Albertario, LEurispes.it

L’unico merito della pandemia è quello di aver stimolato in Occidente, ma non soltanto, il dibattito su come sarà il mondo dopo il Coronavirus. Penso che l’Europa abbia affrontato questa emergenza con un piglio nuovo, ma la partita è aperta. Credo che molto dipenderà da quello che accadrà in Occidente nei prossimi mesi, in particolare a novembre con le elezioni americane. Il nostro Sistema sanitario ha funzionato meglio di quello di altri paesi. Meno male che abbiamo difeso il principio del Sistema sanitario pubblico, universalista. Io spero che si torni ad investire sulla Sanità e, anche per questo, sono favorevole all’utilizzazione del famoso MES, perché si tratta di una disponibilità rilevante di risorse che devono essere destinate al Sistema sanitario.

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Panzeri: cercando un altro Egitto. (Perché vendere armi è stupido)

| Esteri e Primo piano
Antonio Panzeri, Huffington Post

Da un lato emerge un’assenza totale di sensibilità politica: da tempo è stata richiesta dopo l’omicidio di Giulio Regeni la verità, verità mai arrivata. Anche la vicenda dello studente dell’università di Bologna Patrick Zaky, detenuto in Egitto dallo scorso febbraio, ne è testimonianza. Dall’altro emerge un totale disordine della politica estera italiana: nello scacchiere mediterraneo, e particolarmente attorno alla questione libica, Egitto e Italia non hanno le stesse posizioni. Al Sisi continua a foraggiare Haftar e l’Italia dovrebbe essere con il governo Al Serraj, l’unico riconosciuto dalle Nazioni Unite. Ora, che si debba lavorare per la pace in Libia, rientrando nel “gioco” rapidamente è senza dubbio urgente, ma che in attesa che si produca tutto ciò, l’Italia venda armi a un paese che sta da un lato opposto del tavolo libico, sembra oggettivamente un comportamento stupido.

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D’Alema: un nuovo ordine. Tra Cina e Occidente è tempo di dialogo

| Esteri e Primo piano
Massimo D’Alema, Formiche.net

Noi europei dobbiamo riconoscere che oggi l’occidente non appare in grado di garantire quel ruolo di pilastro dell’ordine mondiale che ha svolto negli ultimi secoli e che un nuovo quadro di governance multilaterale può nascere solo nel dialogo paritario con i grandi soggetti che emergono o ritornano protagonisti sulla scena mondiale. La mia convinzione è che lungo l’asse del dialogo tra oriente e occidente potrà essere costruito un ordine mondiale nuovo. Spetta a noi dimostrare che il necessario primato della politica può realizzarsi meglio nella democrazia piuttosto che, come sembrerebbe nel mondo di oggi, grazie alla forza di regimi autoritari.

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