Guerra: un premio Nobel per riflettere sugli stupri di guerra

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Maria Cecilia Guerra, Huffington Post

L’attribuzione del premio Nobel per la pace 2018 a Nadia Murad e a Denis Mukwege porta all’attenzione della comunità mondiale un tema troppo a lungo rimosso. Nell’ambito dei conflitti armati, lo stupro non è solo un attacco al corpo della donna, ma anche una violenza, uno sfregio, una umiliazione rivolta a uomini, a religioni e culture, a interi gruppi etnici che in una certa visione di quel corpo si identificano: un’arma di guerra. Che esercita i suoi nefasti effetti ben oltre il tempo della guerra.

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D’Alema: Lula martire di una democrazia sequestrata, il futuro è in mano alle donne

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Umberto De Giovannangeli, Huffington Post

Le elezioni in Brasile sono un test molto importante non soltanto sulla democrazia brasiliana, ma anche per capire dove va questa parte del mondo. Tenendo conto, in più, che la sinistra brasiliana non è populista. Lula ha dato ai poveri brasiliani coscienza di sé e della propria forza. Altrimenti è inspiegabile il rapporto che lui ha con il popolo. Se Haddad andrà al ballottaggio, può vincere. Le donne si sono mobilitate contro la deriva sessista di Bolsonaro e sabato scorso hanno riempito le piazze con lo slogan “Quello no”.

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D’Alema: contro Lula una manovra delle élites, ma il Brasile è con lui

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Matteo Bianchi, Il Dubbio

È in atto una controffensiva di classe, ma le democrazie hanno anticorpi e il contesto internazionale è meno incline di un tempo a sopportare eventuali torsioni autoritarie. Sembra paradossale ma un uomo oggetto di una campagna demolitrice portata avanti da un’informazione di una faziosità incredibile, è per la maggioranza dei brasiliani un leader rispettato e da seguire. Haddad, “il candidato di Lula”, può tenere a sinistra e rassicurare il centro moderato. C’è anche una forte reazione democratica della società brasiliana ed è guidata dalle donne.

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Dall’America Latina alla Cina. Conversazione a tutto campo con D’Alema

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Umberto De Giovannangeli, Ytali.com

Il grande pubblico italiano forse non ha una informazione precisa su quanto accade in Brasile. Lula è vittima di una persecuzione priva di qualsiasi fondamento. La sinistra ha cercato di dare un’anima politica alla globalizzazione. Questo pensiero si è dimostrato non in grado di governare il mondo. Anzi, ha portato a una sottovalutazione delle diseguaglianze che si determinavano proprio per i caratteri assunti da una globalizzazione selvaggia. La crisi della sinistra è lì. Non è un destino ineluttabile. La sinistra deve lavorare a costruire una nuova stagione. Ma per farlo deve necessariamente partire da una riflessione critica su questa esperienza.

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D’Alema: l’Europa si opponga agli Usa o dimostrerà di non esistere

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Stefano Citati, Il Fatto quotidiano

A Gaza non c’è stato nessuno scontro. È stato un barbaro eccidio di ragazzi disarmati. Mi domando se non bisogna smettere di ripetere ipocritamente la formula ‘Due popoli, due Stati’. Lo stato Palestinese non c’è più, è stato occupato, colonizzato. I territori palestinesi sono ormai come riserve indiane. Il vero problema che si pone è quello dei diritti umani e civili della popolazione. L’Unione europea è minacciata direttamente nei suoi interessi. In questo momento non bastano rituali appelli alla moderazione delle parti come detto dalla Mogherini. Se l’Europa non è in grado di reagire, vuol dire che non esiste più.

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Bernabucci: la storia di Lula, homem de bem, non è ancora finita

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Claudio Bernabucci, Huffington Post

Polemiche infuocate su di lui – una guerra civile di recriminazioni – lacerano il Brasile che scivola pericolosamente verso una restaurazione classista sempre più violenta, coi militari che rialzano la testa a chiedere la condanna dell’uomo più amato dal popolo e allo stesso tempo più detestato dall’altra metà del paese. Una cosa è certa: non è la magistratura di nessun paese che si voglia definire democratico abilitata a giudicare responsabilità politiche: queste spettano alla storia o magari, nel contingente, alla volontà espressa dai cittadini-elettori, cosa che in Brasile non potrà evidentemente avvenire

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D’Alema: rischio Austria anche da noi. Pronti a prenderci responsabilità alle nostre condizioni

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Francesco Bei, La Stampa

In politica estera pretenderemo una rinnovata capacità di iniziativa internazionale dell’Italia, un rilancio dell’europeismo, federalista e comunitario, e una più forte difesa dei principali asset del Paese. Su questi punti cardine misureremo le possibili convergenze.

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Scotto: così la Turchia oscura il processo ai Curdi del partito Hdp

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Giulia Filpi, Dire

In Turchia come osservatore internazionale per il processo a esponenti del partito filo-curdo Hdp, sono stato bloccato per tre ore dalle forze di sicurezza turche insieme a colleghi di vari paesi per impedirci l’accesso. Serve un intervento della comunità internazionale e innanzitutto della Ue

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Gotor: su Regeni opacità inammissibili, prova verità al Copasir

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Mauro Favale, la Repubblica

Nei miei studi sugli anni 70 ho notato che quando i nostri servizi incrociano la loro azione con quelli stranieri c’è un obbligo maggiore alla prudenza. Gentiloni chiarisca e ricordi quanto disse in Aula: la dignità dell’Italia non verrà calpestata per ragioni di stato

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