Oggionni: l’Holodomor fu una tragedia, non un genocidio anti-ucraino

| Esteri e Primo piano
Simone Oggionni, Huffington Post

Spingere il Parlamento italiano a riconoscere come genocidio il cosiddetto Holodomor, e cioè la morte per carestia tra il 1932 e il 1933 di un numero strabiliante (gli storici affermano superiore ai 3 milioni) di ucraini: malgrado alle spalle della mozione parlamentare presentata dal Pd ci siano studi e approfondimenti di assoluto valore, mi pare che questa operazione non sia esente né dal rischio della banalizzazione né da quello della strumentalizzazione. A cosa serve tagliare un tema così delicato e complesso, di carattere storico, con l’accetta di un dispositivo parlamentare?

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Scotto: gli aggrediti vanno difesi, in Ucraina come in Palestina

| Esteri e Primo piano
Arturo Scotto, Globalist.it

Nessuno parla più di Stato di Palestina: una parola proibita per una pace proibita. Nessuno si azzarda a ricordare che se è giusto aiutare un popolo che si difende da un’aggressione – oggi la guerra in Ucraina dice questo – è impossibile voltarsi dall’altra parte davanti ad altri popoli umiliati e offesi nel loro diritto all’autodeterminazione da più di mezzo secolo. Ora va riconosciuto lo Stato di Palestina come leva fondamentale per riaprire un negoziato efficace e risolutivo. Non si è mai fatta la pace tra chi è troppo debole e chi è troppo forte. Quando i rapporti di forza sono troppo sbilanciati non resta che la strada della resa o dell’annessione.

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Per la pace, sempre. Tocca all’Europa impostare il negoziato

| Esteri e Primo piano
Simone Oggionni, Eldar Mamedov, Anna Colombo, Huffington Post

Aiutare i civili ucraini e impedire la terza guerra mondiale sono prospettive coincidenti e si possono realizzare attraverso il negoziato. Quando questa guerra sarà finita, dovranno essere evitati i vecchi errori. L’Ue deve offrire un percorso realistico e credibile per la ricostruzione dell’Ucraina, ma al tempo stesso trovare la via per integrare la Russia in un progetto europeo comune. Questo sforzo deve cominciare oggi.

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Oggionni: un’Europa soggetto di pace sia protagonista del negoziato

| Esteri e Primo piano
Simone Oggionni, Domani

Colpisce l’assoluta predominanza di una costruzione narrativa del conflitto nei termini di uno scontro sul terreno morale, tra Bene e Male. A partire da un postulato indubitabilmente giusto, e cioè che esiste un aggredito e un aggressore, scompaiono responsabilità profonde della storia. Che non giustificano, ma spiegano. Una chiamata alle armi in nome di uno scontro di civiltà tra Occidente democratico e Oriente illiberale è pericolosa per due ragioni. Per le conseguenze che potrebbero determinarsi, laddove la chiamata alle armi produce una vera e propria escalation militare e coinvolge potenze nucleari. E perché il presupposto che si agita è infondato.

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Panzeri: diritti umani prevalgano su interessi economici e alleanze politiche

| Esteri e Primo piano
Pier Antonio Panzeri, Huffington Post

Quando la politica lascia il primato alle armi, e succede troppo spesso, i primi a essere sacrificati sono i diritti umani. A cominciare da quelli dei tanti che a causa di guerre, persecuzioni e conflitti, il Mediterraneo provano a traversarlo in cerca di dignità e di futuro ma vi rimangono invece per sempre, adagiati senza nome e senza giustizia nel cimitero liquido, particolarmente nella sua parte centrale. È davvero possibile pensare di mettere a fuoco una “agenda positiva” per il futuro dell’area mediterranea senza che questa problematica veda la dovuta centralità e le risposte umanitarie a questo dramma trovino il necessario concerto e urgenza?

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D’Alema: la democrazia non si esporta, i talebani non sono terroristi

| Esteri e Primo piano
Daniela Preziosi, Domani

La risposta occidentale all’attacco terroristico delle Twin Towers aveva un contenuto militare, che ha ottenuto qualche risultato. Ma aveva soprattutto un forte disegno politico-culturale: l’idea che attraverso l’espansione della democrazia nel mondo islamico si sarebbero costruiti anticorpi in grado di debellare il fondamentalismo antioccidentale e il terrorismo. Questo progetto è fallito. L’occidente ha usato i fondamentalisti contro l’Urss e il socialismo arabo, e questi sono i risultati. L’intervento in Afghanistan era legittimo e inevitabile, ma gli USA credevano di andare ad aprire dei McDonald’s.

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Panzeri: quando l’Italia cede al ricatto degli emiri del Golfo

| Esteri e Primo piano
Pier Antonio Panzeri, Huffington Post

La Camera è tornata sui suoi passi sulla vendita delle armi agli Emirati arabi. Non ci sono ragioni evidenti che giustifichino tale cambiamento, che getta invece un’ombra pesante sulla nostra capacità di far prevalere alcuni principi cardine che dovrebbero guidar la politica estera di un paese democratico. Un paese che dovrebbe difendere e tutelare i diritti umani dando priorità a questi valori, piuttosto che ai soliti interessi di bottega. Inoltre, farsi mettere i piedi in testa dagli emiri del Golfo, è semplicemente inaccettabile. Non è questa la politica che dovrebbe seguire l’Italia.

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Scotto: perché la Ue deve convocare una conferenza sull’Afghanistan

| Esteri e Primo piano
Arturo Scotto, Globalist.it

L’unica cosa da evitare oggi è riaccendere le tifoserie davanti a una tragedia con cui dovremo fare i conti per anni. I profughi afghani busseranno ai paesi limitrofi – Pakistan e non solo – ma poi chiederanno asilo anche qui. E che facciamo? Ci faremo trovare pronti o alzeremo muri? Dopo i guai che abbiamo combinato? Le lacrime per le donne di Kabul valgono solo a debita distanza? Fa sorridere chi ci ha chiesto per mesi giuramenti di fedeltà al neoatlantismo. In realtà, il tema su cui interrogarsi è proprio la funzione della NATO. La forza delle democrazie si misura anche dal grado di capacità di riparare ai propri errori e alle illusioni che hanno generato.

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D’Alema: la sinistra ha tradito i palestinesi. Israele, attento a questa destra

| Esteri e Primo piano
Salvatore Cannavò, Il Fatto quotidiano

Da Tel Aviv azioni illegali: non hanno il diritto di continuare a occupare i Territori né di annettere Gerusalemme o di cacciare le persone dalle loro case. L’antisemitismo delle destre si tramuta in anti islamismo, ma l’amicizia per i palestinesi appartiene alla democrazia italiana. Anche gli Usa e l’Ue nel loro pudico linguaggio invitano il governo di Israele a una reazione non sproporzionata.

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