Speranza: fare della crisi un’opportunità, anche con i soldi del Mes

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Claudio Cerasa, Il Foglio

La nuova dimensione della pandemia, il vaccino entro l’anno, il sì a una legge che tuteli i medici e i progetti per utilizzare bene i fondi (cercansi 32 miliardi) per rafforzare la sanità. Berlusconi? Ho molto apprezzato l’atteggiamento politico e umano che ha avuto in questi mesi. Al governo? Non vedo i presupposti, destra e sinistra esistono ancora. Ma rispetto ai grandi progetti per la ripartenza si deve cercare la più ampia convergenza e non si può guardare alle tessere di partito. La politica del futuro? Penso che la credibilità valga di più dell’essere una celebrità. E che nel giro di un anno l’Italia abbia capito che differenza c’è tra una politica strutturata sul modello Papeete e una strutturata sul modello riflettete.

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Epifani: con Forza Italia c’è dialogo, Berlusconi è liberaldemocratico

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Carmelo Caruso, Il Foglio

Non serve ricordare chi sono e quali sono stati i miei rapporti, a volte aspri, con Berlusconi. In Europa fa parte della prestigiosa famiglia dei Popolari, in Italia è costretto a seguire i sovranisti. La sua difficoltà non potrà che accentuarsi con il semestre della cancelliera. A Berlusconi non sfugge questa doppiezza, tanto che ha aperto un confronto vero, autentico con la maggioranza. È evidente che Conte abbia più che mai bisogno, in questo momento, della Merkel. Ma pure la Merkel ha bisogno dell’Italia. E alla fine Berlusconi non può allontanarsi dalla Merkel. Noi dobbiamo rinsaldare il rapporto tra i partiti di governo. Abbiamo fatto bene, penso alla sanità. È vero tuttavia che sono stati commessi errori.

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Rai: Fornaro presenta la proposta di LeU per una riforma “duale”

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Distinguere indirizzo e controllo del Servizio Pubblico dalla gestione ordinaria, creare una intercapedine più larga tra la Rai e la politica

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Speranza: una stretta su chi rifiuta le cure. E a scuola faremo i test

| Politica e Primo piano
Annalisa Cuzzocrea, la Repubblica

Lavoriamo ogni giorno perché non si torni mai più al livello di sofferenza di marzo. Per questo, su ogni atto, seguo il principio della massima prudenza. La mia proposta è ricostruire un rapporto organico tra scuola e sanità, una relazione organica costante della prevenzione sanitaria con le scuole. Sul Mes è giusto che decida il parlamento, no a scelte ideologiche. Io mi batterò, da ministro della salute, perché nuove ingenti risorse arrivino alla sanità. Conte ha le carte in regola, ma il governo non può restare bloccato dai veti di fronte a una situazione sociale esplosiva. In questi mesi è cambiato il mondo, è tempo che anche i partiti cambino. Al Pd e ai progressisti chiedo una stagione che rimetta al centro i beni comuni.

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Visco: l’approccio assistenziale non diventi perpetuo. Produrre per ripartire

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Pietro Senaldi, Libero

Il taglio delle tasse ha un moltiplicatore dello 0,7-0,8 nei momenti in cui l’economia lira, oggi sarebbe dello 0,5. Non può essere la leva principale per il rilancio. Diciamolo: con tutte le spese che dobbiamo affrontare in tema di sanità, istruzione e ammortizzatori sociali, ipotizzare oggi una riduzione delle tasse non sta né in cielo né in terra. Perché la gente spenda bisogna instaurare un clima di fiducia nel futuro. Nei mesi della pandemia i conti in banca sono cresciuti di oltre 100 miliardi: le persone hanno paura della ripresa del virus e di perdere il lavoro, quindi non consumano anche se si trovano con una maggiore disponibilità. A parte spostare maggiormente il prelievo dal lavoro ai patrimoni, bisogna risolvere a livello europeo il problema delle multinazionali: non possiamo accettare che i nostri partner Ue ci facciano concorrenza tributaria. E poi è ora che le multinazionali americane paghino in Italia per i profitti che realizzano sul nostro territorio. Serve un’azione diplomatica forte. Si possono far pagare le tasse senza essere Dracula. Dando l’impressione che il fisco sia presente, e si fa anche semplificandolo, ovverosia eliminando l’attuale pletora di detrazioni, bonus e tasse preferenziali.

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Speranza: così a settembre riapriremo le scuole sotto controllo medico

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Mauro Evangelisti, Il Messaggero

Per noi la riapertura delle scuole è fondamentale. Ma in piena sicurezza. Abbiamo fatto un primo passo importante con l’accordo sulle linee guida con Regioni, Province e Comuni, guai a immaginare divisioni su un tema che interessa milioni di famiglie. È fondamentale riaprire in sicurezza, e possiamo farlo solo monitorando costantemente il quadro epidemiologico. L’epidemia ci ha colpito molto seriamente, non possiamo dimenticare ciò che è successo a marzo e aprile. Abbiamo previsto un altro miliardo di euro per la scuola per trasformare questa crisi in una opportunità. Bisogna recuperare ciò che di buono c’era in passato e che si è perso negli anni Novanta: un rapporto sistemico tra le scuole e i dipartimenti di prevenzione delle Asl. Scuola e Sanità devono lavorare insieme. Con le regioni in questi mesi ho collaborato seriamente. Bisogna trovare un punto di equilibrio tra l’ipotesi di neo centralismo anacronistico e un ultra federalismo che romperebbe l’unità nazionale. Chi ha puntato sull’immunità di gregge, ha fallito. Le nostre scelte, dolorose, sono state giuste. Il vaccino è la vera soluzione a questa pandemia; se arriverà, in tempi che non hanno precedenti per rapidità, gli italiani lo avranno e lo avranno gratuitamente.

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Veschi: sanità pubblica e infrastrutture le priorità per la sfida a Toti

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Luca Cavallero, Politicanews.it

Dopo un lungo lavoro siamo riusciti a costituire un’alleanza progressista, che vede anche la convergenza del Movimento 5 Stelle. L’unico nodo da sciogliere è il nome del candidato. Noi riteniamo che la coalizione a sostegno del governo nazionale sia la migliore possibile e riteniamo ci siano tutti i margini per andare avanti. La sanità è stata privatizzata totalmente da Toti, che ha deciso di seguire il modello lombardo. Poi anche in tema di infrastrutture sono tante le questioni aperte. Una delle poche cose che rimane è la nave ospedaliera che non è servita a niente se non a spendere soldi, oltre a Toti che ci ha costruito sopra una propaganda mediatica ad hoc.

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Speranza: servono risposte, ora un grande patto su sanità e pensioni

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Francesca Schianchi, La Stampa

Sulla salute il Paese va unito, non diviso. Penso a tutto il Parlamento, ma non solo: serve un grande patto-Paese per nuovi investimenti e una riforma del Servizio sanitario anche con gli ordini professionali, i lavoratori, le imprese, con chi si occupa di sanità. Il Mes? Il ministro della Salute si batte sempre e comunque per avere più risorse. Il M5S è già convinto che serva un investimento nel Sistema sanitario, giusto che decida il Parlamento. La nostra è un’agenda importante. Ci sono tutte le risorse per andare avanti con questa stagione di governo. La sfida è alta: consiglio meno giochi di Palazzo e più risposte al Paese. Dobbiamo smetterla di considerare questa esperienza solo come la risposta a un’emergenza, alla richiesta di qualcuno di pieni poteri. Per me è un progetto strategico per la costruzione di un nuovo campo democratico. È sbagliato che si governi insieme a Roma e poi si vada ognuno per i fatti propri nelle regioni. E un elemento di contraddizione che non può reggere a lungo.

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Geloni: Gori sbaglia. Non serve un altro segretario, ma un altro Pd

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Chiara Geloni, Tpi.it

La sortita di Giorgio Gori contro la leadership del Pd, prima ancora che a obiezioni di merito, si presta alle critiche circa la sua sgradevolezza. Ha dato l’impressione che dentro le mura del Pd qualcuno abbia lasciato un cavallo di legno pieno di soldati pronti, a un segnale convenuto, a uscire nella notte e a incendiare la città di concerto con chi l’assedia da fuori. Il senso politico, tuttavia, è chiaro. Gori si propone come front runner tra quanti, non sono pochissimi dentro e nei dintorni del Pd, perseguono, in nome del “riformismo”, altra parola assai in voga diversi anni fa, la fine in tempi medi dell’intesa tra i democratici e il Movimento Cinque stelle. Non si capisce come un partito di sinistra possa ambire a giocare un ruolo politico e di governo non dico solo in questa legislatura, ma nell’Italia di oggi, senza un rapporto, anche se non necessariamente di alleanza elettorale, con i grillini. Ma su questo il Pd non riesce a dire parole chiare. E c’è un motivo: il congresso che ha eletto limpidamente Zingaretti è stato reticente e non sincero.

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