Speranza: più medici e un miliardo alle Regioni per tagliare le liste d’attesa

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Michele Bocci, la Repubblica

Quando sono diventato ministro, nel settembre 2019, il fondo sanitario nazionale era a 114 miliardi di euro e aumentava meno di un miliardo all’anno. Dopo due anni e mezzo, siamo arrivati a 124 miliardi, 10 in più. Non c’era mai stata nella storia del servizio sanitario nazionale una crescita delle risorse così importante in tempi così brevi. C’è stata una stagione troppo lunga di definanziamento della sanità e le risorse vanno aumentate ancora. Abbiamo l’impegno a portare il fondo a 128 miliardi in due anni, ma voglio lavorare per fare crescere ancora questa cifra. Poi sono per superare i tetti di spesa che hanno le Regioni, a partire da quella per il personale. Arriveranno 20 miliardi grazie al Pnrr. Poi ci sono 625 milioni che per la prima volta la programmazione europea riserva al “Pon” salute, per le aree svantaggiate.

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Visco: la riforma del catasto, vincitori e vinti

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Vincenzo Visco, InPiù.net

Non c’è dubbio che sul piano politico (e anche ideologico-culturale) abbiano vinto le destre, evitando che venga formalmente stabilito che la base imponibile per l’imposizione immobiliare possa essere il patrimonio anziché il reddito. Una sorta di esorcismo e di messaggio autoconsolatorio, ma di forte appeal politico. Dal canto suo, il governo può sostenere che comunque la riforma del catasto si farà, che le rendite verranno aggiornate e che le attuali disparità di trattamento verranno superate, e che quindi nella sostanza ha vinto lui. Dimenticando che in politica spesso la forma è sostanza.

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D’Attorre: la bussola europea è più importante di quella atlantica

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Alfredo D’Attorre, l’Huffington Post

Il Governo deve scegliere. Stiamo con chi – Usa e Regno Unito – ritiene che la guerra debba essere condotta e “vinta” fino al rovesciamento del regime di Putin, oppure con chi – Francia e Germania – ritiene primario il cessate il fuoco e il negoziato? Se il Governo Draghi è nato con l’obiettivo fondamentale di rafforzare il nostro legame con l’Europa e la nostra capacità di incidere al suo interno, non dovrebbero esserci dubbi su quali dovrebbero essere la collocazione e l’iniziativa dell’Italia. Siamo lealmente alleati degli Stati Uniti, ma in questa fase i nostri interlocutori fondamentali non possono che essere Scholz e Macron.

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Speranza: fase nuova ma piedi per terra. È finita l’emergenza, non il Covid

| Politica e Primo piano
Monica Guerzoni, Il Corriere della Sera

Oggi facciamo un altro passo importante superando sostanzialmente il green pass e alleggerendo l’obbligo delle mascherine. È molto probabile un’estensione della quarta dose in vista dell’autunno. Se sarà per tutti o solo per ulteriori fasce generazionali lo valuteranno le autorità sanitarie. Dobbiamo essere pronti e non considerare vinta la sfida. Dobbiamo trasformare la crisi di questa pandemia in una opportunità di rilancio del nostro Servizio sanitario nazionale. Quando sono diventato ministro c’erano 114 miliardi sul fondo sanitario e si metteva 1 miliardo in più all’anno. Ora siamo a 124. Un simile salto non si era mai visto. E poi ci sono 20 miliardi di Recovery.

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Visco: una doppia Europa per superare i limiti di quella attuale

| Politica e Primo piano
Vincenzo Visco, Domani

Gli interessi di lungo periodo dell’Europa e degli Usa non sono coincidenti, e nonostante la compattezza formale, gli interessi e le visioni dei paesi europei dell’ovest e del sud sono diversi da quelli del nord est. L’Europa quindi dovrebbe darsi al più presto una strategia idonea ad affrontare la nuova fase. Altrimenti rischia di compromettere la sua autonomia. L’assetto attuale dell’Europa, infatti, non è adeguato ai nuovi tempi che si prospettano. Bisognerebbe quindi porsi esplicitamente l’obiettivo di creare due Europa, con regole e obiettivi che possono anche essere diversi nel breve periodo, anche se convergenti nel lungo. Anche il parlamento europeo dovrebbe funzionare in duplice modalità e composizione. In caso contrario una crisi del progetto europeo, della sua tradizione democratica, dei suoi valori, del suo sistema di welfare, rischia di diventare inevitabile. 

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Speranza: Parigi dimostra che insieme si batte la destra

| Politica e Primo piano
Concetto Vecchio, la Repubblica

La vittoria di Macron decisiva per l’Italia e per l’Europa. Con Francia e Germania si potrà promuovere una nuova politica economica espansiva. Un nuovo Recovery. Gli elettori di Mélenchon decisivi, hanno capito che Le Pen andava fermata. La sinistra da troppo tempo rappresenta soprattutto garantiti e ben istruiti, è ora di rompere questo recinto. Stiamo con l’Anpi perché 70 anni di storia a difesa del Paese non si cancellano per un comunicato sbagliato. Su un tema così delicato come quello della guerra è un errore dividere le forze democratiche. Oggi sarò a Milano. Il 25 aprile è la festa di tutti gli italiani.

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Fornaro: ora una grande sinistra con Pd e Movimento 5 Stelle

| Politica e Primo piano
Serenella Mattera, la Repubblica

Non vogliamo essere un partitino autoreferenziale ma lavorare per una formazione plurale e popolare. È fondamentale avere la consapevolezza e anche l’umiltà di riconoscere che in questo momento tutti i contenitori della sinistra, compreso quello più grande, sono insufficienti proprio per affrontare le sfide enormi che abbiamo davanti. Questo non vuol dire non tener conto dei rapporti di forza e delle differenze organizzative di consenso, ma con le Agorà il Pd ha dato un segnale di potersi aprire, confrontarsi, per provare a fare un salto in avanti. Ora a mio giudizio dobbiamo dare con chiarezza il segno che un percorso inizia e si pone come obiettivo questa costruzione.

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Speranza: Covid e guerra, sulla crisi sociale è il tempo della sinistra

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Alessandro De Angelis, Huffington Post

Al nostro Congresso ci saranno tutti, dalla sinistra a Calenda, da Conte e Di Maio a Letta, Orlando e Provenzano. Poi certo il punto non può essere solo fermare la destra. Serve un’idea di Paese. Per me il fulcro è la difesa di beni e diritti fondamentali. Aggiungo inoltre che dentro il campo serve poi una architrave della coalizione capace di dare forza e credibilità all’intero impianto. In ciò sta il senso del lavoro che abbiamo avviato con le agorà. In Ucraina c’è un aggressore, un aggredito, e un’aggressione senza alcuna giustificazione. Punto. Detto questo manca un pezzo che io non vedo. E cioè una iniziativa più forte dell’Europa per costruire prima il “cessate il fuoco” e poi un equilibrio di pace, l’idea di una nuova Helsinki. Non mi rassegno alla esclusiva militarizzazione della prospettiva delle prossime settimane.

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Scotto: vi racconto la grande sinistra che lavora a un mondo nuovo

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Francesco De Palo, L’Argomento.com

Se vogliamo salvare la democrazia dobbiamo rinnovarla completamente: o socialismo democratico in questa fase o barbarie. Esistono molti rischi in una democrazia che, avvitandosi su se stessa senza alcun tipo di capacità riformatrice, apre un’autostrada a esperimenti autoritari. Nessuno di noi mette in discussione l’appartenenza alla Nato, siamo figli di una storia che ribadì Enrico Berlinguer nel 1976; tuttavia l’Europa non può essere la Nato, deve provare a svolgere un ruolo negoziale che, in questo momento, mi pare sia completamente assente. Vedo alcuni dirigenti europei immaginare una guerra senza sblocco e che continua all’infinito: penso che sia un errore, al pari del riarmo nazionale italiano. Il tema credo che sia invece quello di fare, finalmente, una difesa comune europea.

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