Guerra: ripensare la stretta su auto e plastica, più tempo su uso contante

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Lorenzo Salvia, Il Corriere della Sera

Fermo restando che ibride ed elettriche restano del tutto fuori dalla stretta, si potrebbe disegnare un intervento più leggero per le auto meno inquinanti. Così il principio generale verrebbe salvaguardato. Ma lo potremmo raggiungere attraverso gradini meno impervi. La plastic tax c’è in molti Paesi europei, credo che potrebbero essere esclusi i prodotti monouso che contengono plastica riciclata, oltre a quella compostabile che è già esentata. E si potrebbero rafforzare gli incentivi, già previsti, per le aziende che riconvertono il loro sistema produttivo dalla plastica tradizione a quella riciclabile o compostabile. Condivido assolutamente l’obiettivo di una transizione verso i pagamenti elettronici. Ma, considerato che si interviene su abitudini consolidate degli italiani, credo si possa procedere con una maggiore gradualità. Credo che il problema fondamentale sia il potenziamento dei fondi del piano per le non autosufficienze. Oggi se hai una pensione bassa è un problema grave, ma se ti devi fare anche aiutare diventa una tragedia. Se ne parla poco, ma le situazioni di vero disagio sono in aumento.

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Bersani: in Emilia Romagna si vince. E dopo, una costituente di sinistra

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Stefano Morselli, Strisciarossa.it

Non basta elencare i risultati fin qui ottenuti, è il momento di proporre nuove idee. Di spiegare come si intendono affrontare i problemi di oggi – le nuove esigenze sanitarie, la crescita della popolazione anziana, la piena integrazione dei bambini nati da genitori di origine straniera… – con il coraggio e con l’apertura al cambiamento che l’Emilia Romagna ha sempre saputo dimostrare in altre fasi della sua storia. Secondo: bisogna riconoscere che ci sono stati anche degli errori. Fu demenziale, cinque anni fa, dopo le precedenti regionali, far finta di nulla di fronte al segnale clamoroso di una astensione al 63%. In Emilia Romagna, non so se mi spiego! Quello era, avrebbe dovuto essere, il vero shock. Chi guidava allora il Pd disse che l’importante era aver vinto, il resto contava niente. Una follia, davanti al vento di destra che già si avvertiva e che ha investito molte parti del mondo. Si è venuto sempre più sfilacciando quel legame di reciprocità che, almeno dalle nostre parti, garantiva un certo equilibrio politico, sociale, culturale. Come sinistra ci abbiamo messo del nostro, pensa alla vicenda grottesca della abolizione delle Province, poi mai davvero abolite però messe in ginocchio finanziariamente e istituzionalmente. Tra chi dirigeva il Pd all’epoca andava per la maggiore questa teoria: affamale che poi finiscono. Un altro errore grande. E’ necessario invece mettere mano alla ricucitura di un equilibrio del territorio, tra grandi e piccoli centri, tra città e provincia. Chi è sceso in piazza lo ha fatto spontaneamente, non ha un contenitore politico. Ci dice che là fuori, per fortuna e nonostante tutto, c’è un mondo che aspetta, che pretende che la sinistra ricominci a fare degnamente il proprio mestiere. Basta con la remissività, basta con la rassegnazione. E’ anche da cose come questa che tra alimento la mia convinzione sulla necessità, dopo le elezioni regionali, di una vera e propria costituente della sinistra, grande e inclusiva, in grado di parlare al cuore e alla testa delle persone.

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Speranza: non permetteremo mai la chiusura di Taranto, investire su salute

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Michele Cozzi, La Gazzetta del Mezzogiorno

Sull’ex-Ilva si gioca la vocazione industriale del Paese e una cosa deve essere chiara: non permetteremo mai la chiusura delle acciaierie di Taranto. Arcelor Mittal chiede condizioni inaccettabili come la diminuzione della produzione e l’esubero di cinquemila persone. Noi pensiamo che ci sia un contratto e che vada rispettato. In queste ore c’è un tavolo aperto ed è giusto continuare il dialogo con loro. Ogni ipotesi in campo per evitare la chiusura dello stabilimento va verificata, senza escluderne nessuna. Di certo lo Stato non deve avere paura di fare fino in fondo la propria parte. Farò una proposta in consiglio dei ministri al fine di rafforzare il servizio sanitario nazionale in quel territorio, ne sto discutendo anche con Emiliano. Penso, e non da oggi, che la coalizione che in questo momento governa il Paese non debba essere una parentesi. Abbiamo creduto nel dialogo tra il centrosinistra e il Movimento 5 stelle già nel 2013. Ora che il muro di incomunicabilità è stato superato bisogna lavorare  per dare un orizzonte più politico al nostro stare insieme. Questo vuol dire lavorare uniti per contribuire alla crescita del Paese a partire dalla lotta alle diseguaglianze. Penso, e non da oggi, che la coalizione che in questo momento governa il Paese non debba essere una parentesi. Io scommetto che il governo durerà. Ora dobbiamo dimostrare le nostre capacità, imparando a stare insieme e a lavorare per risolvere i problemi concreti degli Italiani. Ad esempio, dobbiamo comunicare il senso della manovra, e rivendicare che abbiamo tolto 26,5 miliardi di tasse, di cui 23 di Iva, 3 per il taglio del cuneo fiscale e mezzo miliardo di superticket. Abbiamo tolto la tassa più odiosa: quella sulla salute.

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Ora ci serve un pensiero nuovo. La relazione di Speranza #Italiapiùgiusta

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La relazione di Roberto Speranza all’assemblea nazionale di Articolo Uno, Al governo per un’Italia più giusta, in corso a Roma

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Errani: in Emilia Romagna un popolo che saprà battere egoismo e chiusura

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Onide Donati, Strisciarossa.it

Il nostro è un progetto civico, progressista, ecologista e ha l’ambizione di dare rappresentanza politica alla piazza straordinaria di giovedì a Bologna. Intendiamo richiamare i valori fondamentali, l’identità, il sentimento delle nostre comunità che hanno fratto grande l’Emilia-Romagna. Sarebbe una catastrofe arretrare sulle idee di chiusura e di egoismo che in forme più o meno dirette ed arroganti propone la destra. Il ruolo dell’Emilia Romagna è dimostrare che insieme è possibile affrontare i cambiamenti meglio di come propone la destra. Questo governo è nato non solo per evitare l’aumento dell’Iva, che pure non è un risultato da poco, ma perché il paese ha bisogno di un progetto di cambiamento. Che significa aprire una fase nuova fondata su lotta all’evasione e per l’equità fiscale e il rilancio degli investimenti in un “green new deal”.

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Qui trovi il link. Segui lo streaming dell’assemblea nazionale

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Al governo per un’Italia più giusta. In diretta dall’hotel Radisson Blu a Roma, lo streaming dei lavori dell’assemblea nazionale di Articolo Uno

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Al governo per un’Italia più giusta. Sabato a Roma l’Assemblea Nazionale

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Sabato 16 dalle 10 presso l’Hotel Radisson Blu, in via Turati 171, Assemblea nazionale di Articolo Uno, “Uno: Al governo per un’Italia più giusta”

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Errani: domani a Bologna, uniti per fermare la destra in Emilia Romagna

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Giovanna Casadio, la Repubblica.it

La maggioranza giallo-rossa ha un progetto di cambiamento, non si può continuare con le polemiche, diversamente la destra avanzerà. Ci sono cose da cambiare in Emilia Romagna anche rispetto a quelle che ho fatto io? Certo, economia e società si sono trasformate. E Bonaccini, come tutti noi sappia vedere i problemi con umiltà e capacità d’ascolto. La plastic tax non può essere lineare, deve essere differenziata rispetto alla qualità e alle caratteristiche dei prodotti. Un governo che propone di eliminare 23 miliardi di aumento dell’Iva, 3 miliardi di cuneo fiscale a favore dei lavoratori e mette al centro la lotta all’evasione non può essere indicato come il governo delle tasse: è una fake news. Detto questo, utilizzare la leva fiscale per comportamenti virtuosi non è affatto sbagliato. A Bonaccini che ha fatto bene in questi anni e a tutti noi dico: la narrazione del “tutto bene” non è convincente. Noi aiuteremo il nuovo centrosinistra con una lista civica ecologista e progressista aperta, che presentiamo sabato in un’assemblea a Bologna, con Elly Schlein, Silvia Prodi, Igor Taruffi. È una lista che punta a interpretare la rivoluzione tecnologica, la crisi climatica e la lotta alle disuguaglianze.

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Speranza: l’Ilva non può chiudere, pronti a tutto per salvarla

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Francesca Schianchi, La Stampa

La strada ora è l’interlocuzione con Mittal. Ma bisogna fare di tutto per salvare le acciaierie, nessuna ipotesi può essere esclusa. La soluzione peggiore sarebbe la chiusura: per evitarlo, anche una partecipazione pubblica è possibile nell’interesse del Paese. Non permetteremo mai la chiusura delle acciaierie di Taranto. Vorrei che fosse una battaglia comune a tutte le forze politiche e sociali. Questa alleanza non è nata solo per rispondere a un’emergenza, ma ha una responsabilità politica: quella di contribuire alla crescita del Paese a partire dalla lotta alle diseguaglianze. Non siamo un governo tecnico: per questo credo che sia un’alleanza che dovremmo ripetere sui territori. La foto di Narni va ripetuta fuori dagli appuntamenti elettorali. Dobbiamo andare insieme a raccontare il senso della manovra, a dire che abbiamo tolto 26,5 miliardi di tasse, di cui 23 di Iva, tre per il taglio del cuneo fiscale e 500 milioni per l’abolizione del superticket. E invece passa l’idea inaccettabile della manovra delle tasse. Il governo all’unanimità dovrebbe rivendicare la manovra. Questo significa essere una coalizione politica e non sentirsi dentro a una parentesi.

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