Il testo della Mozione Corbyn sull’emergenza climatica presentata da Articolo Uno

Politica e Primo piano

Il primo maggio, festa del lavoro, il leader dei laburisti inglesi Jeremy Corbyn ha presentato una mozione per dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale a livello nazionale. “È una scelta giusta e simbolica che indica la traiettoria di un futuro ecosostenibile come premessa a una società che abbia al centro il lavoro e la sua dignità – ha dichiarato Roberto Speranza – Per le stesse ragioni, come segretario di Articolo Uno, ho appena depositato, insieme a Rossella Muroni e a Federico Fornaro, la mozione Corbyn alla Camera dei Deputati. Auspico che venga al più presto discussa e approvata”. Ecco il testo della mozione.

 

La Camera,

premesso che

secondo il rapporto Global Warming presentato nell’ottobre 2018 al summit di Incheon-Songdo, in Corea del Sud, dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), la superficie terrestre si è riscaldata di un grado, abbastanza per provocare un’escalation di tempeste, alluvioni e siccità mortali. Andando di questo passo si prevede un ulteriore aumento di tre, quattro gradi. Secondo lo studio, il primo in cinque anni sul cambiamento climatico, se si dovesse continuare a emettere la stessa quantità di CO2, l’aumento di temperatura del pianeta supererà il grado e mezzo già nel 2030;

secondo gli esperti dell’Ipcc, le conseguenze del riscaldamento di un grado della superficie terrestre sono già sotto gli occhi di tutti: tra gli altri cambiamenti, condizioni meteorologiche estreme, innalzamento del livello del mare e diminuzione del ghiaccio marino artico. Tuttavia è ancora possibile limitare il riscaldamento globale a un aumento di 1,5 gradi Celsius, ma occorrono “cambiamenti rapidi, di ampia portata e senza precedenti”;

il 15 marzo 2019 studenti di tutto il mondo hanno partecipato al “Venerdì per il futuro”, lo sciopero scolastico per il clima organizzato per chiedere ai governi politiche e azioni più incisive per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale. L’idea del “Venerdì per il futuro” è nata in seguito alla protesta iniziata da Greta Thunberg, una studentessa svedese di 16 anni, diventata il simbolo e la rappresentante più conosciuta del nuovo movimento ambientalista studentesco;

i giovani chiedono ai Governi di tutto il mondo con urgenza azioni concrete e radicali per il rispetto degli obiettivi sul clima stabiliti dall’Accordo di Parigi. La politica e le istituzioni devono dare una risposta a questi ragazzi, che non meritano di ereditare un mondo malato;

il 1 maggio 2019 la Camera dei Comuni britannica attraverso la mozione presentata dal leader del Labour Jeremy Corbyn ha dichiarato lo stato di emergenza climatica e ambientale a livello nazionale. Dopo il dibattito Corbyn ha auspicato che la decisione possa “mettere in moto un’ondata di azioni da parte di parlamenti e governi in tutto il mondo” e si è impegnato a “lavorare con i paesi che hanno serie intenzioni riguardo alla lotta alla catastrofe climatica”; ha sottolineato la necessità di “dire chiaro e tondo a Donald Trump che non può continuare a ignorare gli accordi internazionali e le azioni sulla crisi climatica”;

il Regno Unito è il primo paese al mondo a dichiarare lo stato di emergenza climatica. E’ una decisione importante, che non può restare isolata;

impegna il Governo:

a dichiarare lo stato di emergenza climatica e ambientale dell’Italia e del mondo e a riconoscere che è necessaria una risposta globale urgente e rapida;

ad accelerare la transizione energetica per ridurre le emissioni di anidride carbonica in tutti i settori produttivi, attraverso il miglioramento dell’efficienza energetica, l’utilizzo di fonti rinnovabili, il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione e il progressivo superamento della dipendenza dai combustibili fossili;

a progettare e finanziare un piano di sensibilizzazione ecologica anche attraverso la disincentivazione di azioni dannose (quali utilizzo di plastiche monouso, errata differenziazione dei rifiuti, mancato utilizzo di mezzi di trasporto pubblici e altro) e scelte che incentivino il risparmio energetico e la riforestazione.