Laforgia: l’unità della sinistra è possibile solo ammettendo tutti gli errori di Renzi

Politica e Primo piano

Intervista a Repubblica

di Giovanna Casadio

Francesco Laforgia, la sinistra è divisa e procede in ordine sparso?

«L’unità non è un atto della volontà, ma una condivisione. Qualcuno definisce i mille giorni del governo Renzi una fase di riforme mirabolanti, io penso invece che lì si siano consumati dei veri e propri divorzi con pezzi della società italiana, dal lavoro alla scuola. Quindi l’unità si può costruire ma a partire da un giudizio su quella stagione».

Differenze che rendono impossibile listoni o allenze?

«Le differenze non sono mai insormontabili ma ci deve essere la condivisione di un orizzonte. C’è chi pensa che la faglia che distingueva destra e sinistra sia stata sostituita da nuovi crinali e interpreta tutto questo come il via libera per un centrismo alla Macron. Ritengo invece che le ragioni della sinistra siano ancora tutte lì, dalla lotta alla disuguaglianza all’idea di un mondo che rispetta l’ambiente».

Poi però domenica a un’assemblea della sinistra siete stati fischiati.

«Alcuni fischi sono il segno di un settarismo che ancora c’è. Con Pisapia noi di Mdp pensiamo di dare una casa a milioni di elettori del centrosinistra rimasti senza».

E con il Pd?

«Oggi non vedo le ragioni per una coalizione che sarebbe solo un cartello elettorale».