Lo scorso 14 dicembre a Bologna si è svolta l’iniziativa “La forza del Lavoro”, alla quale ha partecipato il segretario della Cgil Maurizio Landini
Lo scorso 14 dicembre a Bologna si è svolta l’iniziativa “La forza del Lavoro”, alla quale ha partecipato il segretario della Cgil Maurizio Landini
Va bene anche l’inciucione, qualsiasi maggioranza che permetta di riscrivere le regole del gioco. Poi si va subito a votare, ma non possiamo arrivare nudi alla meta, cioè prestarci a giochini e ricatti. Conte ha dimostrato di avere il fisico per buttarsi quando c’è un problema. Ora deve dire al Paese che la spina del governo ce l’ha in mano lui. Tutti si chiedono cosa fanno le Sardine, invece dovremmo chiederci cosa facciamo noi. Nel campo del centrosinistra siamo fermi sulle gambe da mesi.
Approvato il Patto per la salute con le Regioni vorrei ora fare un grande Patto Paese che coinvolga tutto il mondo della Sanità, senza escludere nessuno. Dagli ordini ai sindacati, dalle società scientifiche all’universo della ricerca, dalle aziende farmaceutiche e dei device alle associazioni di cittadini e pazienti, partendo dall’importante impegno del premier Conte di investire 10 miliardi nel fondo sanitario entro la fine della Legislatura. Una Riforma della Sanità da scrivere tutti assieme, per segnare la fine della stagione dei tagli e l’inizio di quella degli investimenti.
Rafforzeremo ambulatori e farmacie. Diamo 235 milioni agli studi medici per favorire attività diagnostica di primo livello e 50 milioni per estendere a tutta Italia la farmacia sei servizi, oggi in sperimentazione solo in alcune regioni. Tenendo conto che spesso i medici condividono gli studi, daremo a ciascuna di queste strutture circa 8 mila euro per strumenti da mille duemila euro come ecografi, elettrocardiografi e spirometri per fare una prima valutazione diagnostica. Nelle farmacie si sperimenteranno forme di assistenza oltre alla distribuzione del farmaco. Penso a test basilari come la glicemia.
Berlinguer non era un cupo moralista, era un leader che aveva in testa la politica, come l’evoluzione del patto tra cattolici e comunisti. La sinistra è destinata a riorganizzarsi e Zingaretti si è incamminato sulla strada giusta. Il progetto del Pd non tiene più e poi le elezioni non si vincono al centro. Oggi la linea di frattura è tra chi vede opportunità nell’integrazione e chi invece chiede protezione perché ha paura. Le Sardine? Spero non gli facciano del male. I movimenti senza bandiere sono nati già nel Sessantotto. La capacità della politica deve essere quella di aprire un dialogo con questi mondi.
Le elezioni in Gran Bretagna consegnano un risultato inequivocabile a favore della Brexit. Johnson ha cavalcato quell’onda e ha vinto. Il Labour, nonostante una campagna elettorale coinvolgente nelle piazze reali e nelle piazze virtuali, perde e perde male. Il Labour aveva puntato tutte le sue carte su uno slittamento della campagna elettorale dalla centralità della Brexit alla questione redistributiva, al rilancio del sistema sanitario nazionale, alla crisi climatica. Ma la testa degli inglesi era altrove. Eppure io non credo che il Corbynismo sia una meteora. Lo dice la ripresa del voto giovanile. Non credo che dopo Corbyn tornerà Blair.
La scelta del governo è stata quella di agire su entrambi i fronti: quello dei costi troppo elevati e quello dell’offerta inadeguata del servizio. Ampliare significativamente, fino a garantirla a larga parte delle famiglie interessate, la gratuità dell’accesso agli asili nido, rendendo permanente il bonus pari a 1500 euro per famiglia, e aumentandolo a 2500 euro, per quelle con Isee compreso fra 25.001 e 40.000 euro, e a ben 3000 euro per quelle con Isee inferiore a 25.000 euro; dedicare 2,5 miliardi, distribuiti sui prossimi quindici anni, per costruire ristrutturare e mettere in sicurezza edifici comunali destinati a ospitare asili nido, in modo tale da ampliarne significativamente l’offerta.
14 dicembre, dalle 10 alle 18 a Bologna (I Portici Hotel) è in programma l’iniziativa “La forza del Lavoro”, con il segretario della Cgil Maurizio Landini
Non esistendo una legge elettorale perfetta, bisogna sempre pensare quale sia il vestito migliore per il momento attuale e credo che in questa fase il proporzionale possa essere l’abito su misura per un’Italia lacerata in cui ulteriori elementi di compressione della rappresentanza aggraverebbero la situazione. E’ giusto che ci siano correttivi anti-frammentazione. Equilibrio è la parola chiave. Equilibrio tra rappresentanza e un Parlamento che deve essere messo nelle condizioni di funzionare bene. Non possiamo pensare di azzerare la possibilità di scegliere da parte degli elettori, approfondiremo dimensione circoscrizioni e modalità di scelta e selezione dei candidati.