Guerra: stop rapido alle cartelle, ma più poteri alle Entrate

| Economia e Primo piano
Michele Di Branco, Il Messaggero

La riscossione cambierà nel 2022. I debiti fiscali potrebbero essere cancellati anche prima dei cinque anni, ma servono più poteri di controllo. Quando un credito è ormai considerato inesigibile è inutile sprecare tempo e risorse. Contro l’evasione fiscale occorre puntare sempre di più su anagrafe dei conti correnti e fatturazione elettronica. Bisogna rafforzare i meccanismi di recupero perché quando un debitore non paga il creditore deve avere la possibilità di verificare in tempi brevi, prima che le risorse scompaiano, se c’è la possibilità di riscuotere.

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Visco: bene che i ricchi paghino, ma ai giovani oggi non servono regali

| Economia e Primo piano
Paolo Baroni, La Stampa

A nome di Articolo Uno ho fatto proposte molto moderate, che ho anche inviato a Draghi, per una riforma generale e progressiva del fisco. Inaccettabile la polemica da ancien régime contro una imposta di successione ragionevole, in base alla quale i ricchi non devono pagare le tasse, gli evasori non devono essere disturbati e i ceti benestanti vanno solo assecondati nei loro desideri di voler pagare di meno. Dopodiché gli stessi dicono che bisogna mantenere i servizi pubblici e magari pure aumentarli.

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Visco: proposta Letta, sì alla redistribuzione, ma la dote è meglio di no

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, InPiù.net

Il bello è che storicamente l’imposta di successione è il prelievo preferito dal pensiero liberale classico, da Stuart Mill a Luigi Einaudi. Il fatto che abbia suscitato la levata di scudi cui abbiamo assistito la dice lunga sulla profonda crisi culturale ed etica che oggi caratterizza la cultura politica, non solo della destra italiana, ma anche della stessa sinistra: le tasse sono tabù, l’evasione fiscale si deve combattere solo a parole, i ceti benestanti non possono essere toccati, i ricchi, quelli veri, non devono essere neppure evocati e tanto meno disturbati.

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Progressiva. Le nostre proposte per una riforma fiscale

| Economia e Primo piano

La proposta di riforma generale e progressiva del fisco che Articolo Uno offre al confronto al campo progressista e a governo e parlamento.

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Panzeri: ci indigna la sedia, non i nostri accordi con Erdogan

| Economia e Primo piano
Pier Antonio Panzeri, Huffington Post

Nell’aver relegato Von der Leyen in un ruolo subalterno si è voluto semplicemente affermare che ciò che conta è il Consiglio, e cioè gli Stati, e non il governo dell’Ue. Evidente anche la sottovalutazione della Presidente della Commissione Europea, che ha permesso cosi di mettere in piazza le divisioni delle Istituzioni europee e ad Erdogan di amplificarle e rendere visibile al mondo tutta la fragilità della proiezione esterna dell’Unione.

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Visco: perché i veri liberali dovrebbero ribellarsi all’abuso dei brevetti

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, Il Sole 24 Ore

Tutto è diventato brevettabile: non solo invenzioni e prodotti letterari e artistici, ma anche marchi commerciali, nome del prodotto, design, immagine, immagini, località di produzione di un bene, software eccetera. Dovremmo riflettere seriamente sulle caratteristiche di questo infernale meccanismo che abbiamo creato. Gli storici economici sono concordi nel ritenere che la rivoluzione industriale fu possibile per la rapida diffusione, senza ostacoli, delle invenzioni e delle innovazioni che venivano create. Il sistema attuale, invece, produce monopoli, rendite, diseguaglianza, stagnazione.

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Visco: sarebbe un grave errore cancellare i debiti fiscali sotto i 5 mila euro

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, Inpiu.net

Secondo notizie di stampa il Governo sarebbe intenzionato a cancellare tutte le cartelle esattoriali di ammontare inferiore ai 5.000 euro. Quello che viene prospettato appare quindi più come un condono che come una operazione di pulizia contabile. Quello che invece sarebbe necessario è una normativa che renda possibili procedure permanenti che possano consentire all’amministrazione di cancellare anno dopo anno i crediti inesigibili effettivamente esistenti e verificati, il che viene oggi impedito dalle normative amministrative, contabili, e della Corte dei Conti. Come spesso accade, si cerca di risolvere un problema reale con strumenti sbagliati e pericolosi.

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Visco: premi e lotterie, come rendere complicate anche le cose semplici

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, Domani

Alcuni anni fa, quando idee che oggi fanno parte del senso comune apparivano avveniristiche, un rapporto del Centro studi Nens suggeriva di introdurre, oltre alla fatturazione elettronica, la trasmissione telematica dei corrispettivi (scontrini e documenti analoghi) direttamente all’Agenzia delle Entrate in modo da rendere impossibile la pratica, molto diffusa, di emettere gli scontrini e poi non dichiarare i ricavi relativi. Si suggeriva inoltre di abbinare a questa misura una apposita lotteria in modo da incentivare la richiesta di emissione di scontrini e ricevute, secondo l’esempio di altri paesi. Oggi la lotteria viene introdotta, parte a gennaio, ma la trasmissione telematica dei corrispettivi non è ancora diventata obbligatoria per tutti. Inoltre la lotteria è stata concepita in modo da rendere più difficile il raggiungimento degli obiettivi desiderati. Il governo Conte fa scelte in apparenza, e in teoria, giuste, ma le realizza in modo discutibile se non errato, limitandone così in modo considerevole la portata innovativa. 

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Visco: i grandi debiti non si rimborsano, è la storia che lo dice

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, Il Sole 24 Ore

Sulle parole di Sassoli abbiamo assistito a una ennesima manifestazione di perbenismo europeista che prescinde dai dibattiti in corso e dall’intera storia dell’umanità nel corso dei millenni, che ha visto la sistematica contrapposizione tra creditori e debitori, e la sistematica richiesta, e le proposte, di “remissione” dei debiti da parte di uomini politici e autorità religiose. La realtà è che nell’intera storia dell’economia i grandi debiti, in un modo o nell’altro, non sono mai stati rimborsati. Quando i governi si sono trovati nella necessità di rientrare da situazioni di grande indebitamento (per esempio dopo la conclusione di una guerra) hanno fatto ricorso a numerosi strumenti e tecniche diverse. Sassoli, con la sua metafora, non ha fatto altro che manifestare la consapevolezza di un lungo dibattito e di una esigenza ormai condivisa a livello globale, come dimostrano anche le conclusioni del recente G20 e va quindi pienamente “assolto”. Per attuare questo tipo di interventi in Europa bisognerà superare inevitabili resistenze (ideologiche), ma anche il Recovery fund solo un anno fa sarebbe apparso come una proposta estemporanea, stravagante e inaccettabile. 

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