Guerra: il fisco sui fondi pensione è vantaggioso, attenti a cambiarlo

| Economia e Primo piano
Vitaliano D’Angerlo, Il Sole 24 ore

I redditi da pensione sono redditi da lavoro quindi nel nostro sistema andrebbero tassati in modo ordinario con l’aliquota progressiva ovvero l’Irpef, come avviene nel caso delle pensioni pubbliche. Nel documento della commissione Marattin-D’Alfonso non vi è un’indicazione sull’applicazione del primo scaglione Irpef alla prestazione finale dei fondi pensione, ma si suggerisce l’applicazione del principio EET prevalente in Europa dove la T indica appunto la tassazione progressiva ordinaria. Segnalo ancora allora che l’attuale sistema di tassazione della previdenza complementare, confrontato con quello di altri Paesi europei, è in generale più favorevole. Cambiarlo porterebbe delle conseguenze. Ma non credo che il tema dei fondi pensione verrà affrontato nella legge delega sul fisco.

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Guerra: maternità, non servono misure ad hoc. Deve cambiare la società

| Economia e Primo piano
Flavia Amabile, La Stampa

Nel Pnrr si è prestata grande attenzione perché le politiche siano trasversali senza adottare misure di piccolo calibro, considerando le donne dome una categoria svantaggiata. Non abbiamo bisogno di misure ad hoc, ma di un ripensamento della società. Per questo abbiamo scelto di investire soldi nelle infrastrutture sociali che dovrebbero migliorare la qualità dei servizi di cura in genere prerogativa di madri, sorelle, figlie e consentire di liberare tempo per le donne. 

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Guerra: riforma del fisco con criteri uguali per dipendenti e autonomi

| Economia e Primo piano
Roberto Petrini, la Repubblica

Facciamola ma facciamola bene, e soprattutto con equità: distribuendo meglio il prelievo. Riportare tutti i redditi da lavoro e pensioni nella progressività dell’Irpef. Intervenire sul cuneo va bene, ma sull’Irap bisogna muoversi con attenzione perché finanzia la sanità e non sono tempi di distrazioni. La pandemia ha dimostrato che sono necessarie risorse pubbliche per Sanità e Welfare. I Paesi che hanno la flat tax hanno tasse basse ma 10 punti in meno di spese di welfare rispetto al Pil. La patrimoniale che proponiamo noi sostituirebbe quattro imposte e sarebbe a gettito invariato.

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Guerra: ecco come creare una patrimoniale progressiva più equa

| Economia e Primo piano
Roberto Ciccarelli, Il manifesto

Si può unificare la tassazione patrimoniale con quella sui redditi da capitale, come abbiamo proposto, o affiancare all’Irpef un’imposta progressiva. Il documento sulla riforma fiscale approvato dalle commissioni è un ibrido, ma è positivo che la Flat tax non venga presa in considerazione. Sulla tassazione ambientale servono incentivi virtuosi e sostegni perché sia equa: i prodotti inquinanti non sono consumati dai più ricchi. Le detrazioni sono ormai un coacervo mostruoso.

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Visco: dall’evasione al bonus, tutti gli ostacoli per la riforma dell’Irpef

| Economia e Primo piano
Ruggero Paladini e Vincenzo Visco, Il Sole 24 Ore

Gli 80 euro di Renzi (poi diventati 100) hanno creato fratture difficili da riassorbire nell’andamento dell’imposta. In questo modo l’Irpef, che dovrebbe unificare il trattamento dei contribuenti, determina e cristallizza delle discriminazioni che finiscono per mettere i cittadini gli uni contro gli altri, corporativizzando e balcanizzando l’imposta. L’unica via di uscita per risolvere questa intricata questione sarebbe quella di disporre di maggiori risorse da investire nella riforma. Ma questo si può fare solo mediante una vera e propria terapia d’urto in grado di ridurre fortemente l’evasione fiscale di massa che caratterizza il nostro Paese.

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Visco: i prelievi sui redditi da lavoro non possono finanziare da soli il welfare

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, Il Sole 24 Ore

Occorre rivedere completamente il sistema, detassando in modo rilevante il fattore lavoro, e non basta certo a tal fine ridurre l’Irpef di 10 miliardi. È interessante ricordare come questo problema sia stato sottolineato ed enfatizzato nelle recenti comunicazioni inviate dalla Commissione al Parlamento europeo, mentre nei documenti presentati dai partiti italiani solo Articolo Uno ha sottolineato tale punto. Viste le posizioni delle parti politiche è molto improbabile che la riforma sarà particolarmente estesa, ma che sia fatta decentemente non mi sembra una richiesta eccessiva. 

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Guerra: non si tagli il rdc alle famiglie che a luglio avranno l’assegno unico

| Economia e Primo piano
Rosaria Amato, la Repubblica

Le due misure non dovrebbero escludersi a vicenda, dovrebbero anzi essere rafforzate per le famiglie in maggiori difficoltà. Prevedere una forma di compensazione tra i due istituti significa snaturarli. La povertà dei minori è molto rilevante in Italia, da sempre, e cresce man mano che aumenta il numero dei figli. Bisognerebbe piuttosto pensare a un potenziamento del reddito per chi si trova in questa situazione. Vergognoso il paletto che abbiamo messo sul reddito di cittadinanza, erogabile solo a chi vive da almeno dieci anni in Italia, è contrario alle norme europee e anche al dettato costituzionale. Con il reddito di emergenza il governo infatti ha modificato questo criterio.

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Visco e Felice: l’alternativa alle tasse c’è, ma è sbagliata

| Economia e Primo piano
Emanuele Felice e Vincenzo Visco, Domani

Ridurre la pressione fiscale non è la risposta alla crisi. La sinistra deve lottare per un fisco equo e progressivo. Negli anni passati su questo si è ceduto alla destra, perdendo sul piano culturale prima che su quello sociale e politico. Il discorso però vale anche per i liberali, la cui latitanza su questo tema pure ne certifica il fallimento: i paesi più avanzati sono quelli in cui le tasse si pagano, non quelli in cui le tasse si evadono; e un sistema fiscale equo, trasparente ed efficiente è da sempre alla base del patto di cittadinanza nelle liberal-democrazie.

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Guerra: stop rapido alle cartelle, ma più poteri alle Entrate

| Economia e Primo piano
Michele Di Branco, Il Messaggero

La riscossione cambierà nel 2022. I debiti fiscali potrebbero essere cancellati anche prima dei cinque anni, ma servono più poteri di controllo. Quando un credito è ormai considerato inesigibile è inutile sprecare tempo e risorse. Contro l’evasione fiscale occorre puntare sempre di più su anagrafe dei conti correnti e fatturazione elettronica. Bisogna rafforzare i meccanismi di recupero perché quando un debitore non paga il creditore deve avere la possibilità di verificare in tempi brevi, prima che le risorse scompaiano, se c’è la possibilità di riscuotere.

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