Visco: premi e lotterie, come rendere complicate anche le cose semplici

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, Domani

Alcuni anni fa, quando idee che oggi fanno parte del senso comune apparivano avveniristiche, un rapporto del Centro studi Nens suggeriva di introdurre, oltre alla fatturazione elettronica, la trasmissione telematica dei corrispettivi (scontrini e documenti analoghi) direttamente all’Agenzia delle Entrate in modo da rendere impossibile la pratica, molto diffusa, di emettere gli scontrini e poi non dichiarare i ricavi relativi. Si suggeriva inoltre di abbinare a questa misura una apposita lotteria in modo da incentivare la richiesta di emissione di scontrini e ricevute, secondo l’esempio di altri paesi. Oggi la lotteria viene introdotta, parte a gennaio, ma la trasmissione telematica dei corrispettivi non è ancora diventata obbligatoria per tutti. Inoltre la lotteria è stata concepita in modo da rendere più difficile il raggiungimento degli obiettivi desiderati. Il governo Conte fa scelte in apparenza, e in teoria, giuste, ma le realizza in modo discutibile se non errato, limitandone così in modo considerevole la portata innovativa. 

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Visco: i grandi debiti non si rimborsano, è la storia che lo dice

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, Il Sole 24 Ore

Sulle parole di Sassoli abbiamo assistito a una ennesima manifestazione di perbenismo europeista che prescinde dai dibattiti in corso e dall’intera storia dell’umanità nel corso dei millenni, che ha visto la sistematica contrapposizione tra creditori e debitori, e la sistematica richiesta, e le proposte, di “remissione” dei debiti da parte di uomini politici e autorità religiose. La realtà è che nell’intera storia dell’economia i grandi debiti, in un modo o nell’altro, non sono mai stati rimborsati. Quando i governi si sono trovati nella necessità di rientrare da situazioni di grande indebitamento (per esempio dopo la conclusione di una guerra) hanno fatto ricorso a numerosi strumenti e tecniche diverse. Sassoli, con la sua metafora, non ha fatto altro che manifestare la consapevolezza di un lungo dibattito e di una esigenza ormai condivisa a livello globale, come dimostrano anche le conclusioni del recente G20 e va quindi pienamente “assolto”. Per attuare questo tipo di interventi in Europa bisognerà superare inevitabili resistenze (ideologiche), ma anche il Recovery fund solo un anno fa sarebbe apparso come una proposta estemporanea, stravagante e inaccettabile. 

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Visco: il prelievo fiscale grava troppo sui lavoratori, serve una riforma

| Economia e Primo piano
Mauro Del Corno, ilfattoquotidiano.it

La mia proposta si inserisce in un più ampio ripensamento del sistema fiscale italiano che oggi e diventato una giungla di trattamenti particolari ed esenzioni, ottenute su pressioni delle varie lobby. Il primo punto è una trasformazione dell’Irpef in un’imposta progressiva sui soli redditi da lavoro. Accanto all’Irpef così riformata, andrebbe introdotta un’imposta personale progressiva sul patrimonio complessivo, mobiliare e immobiliare. Contemporaneamente dovrebbero essere soppresse tutte le altre imposte erariali che gravano su redditi di capitale e patrimonio, Imu compresa. Avremmo così un sistema basato su tre tipi di prelievo, di cui i primi due progressivi: Irpef, imposta patrimoniale e Iva sui consumi. La riforma andrebbe realizzata a parità di gettito ma quello che ne risulterebbe sarebbe un sistema fiscale più equo e armonico.

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Paladini e Visco: l’aliquota continua che salva il ceto medio

| Economia e Primo piano
Ruggero Paladini e Vincenzo Visco, Il Sole 24 Ore

Si è discusso nelle scorse settimane sul modo di intervenire a riformare la nostra imposta personale sul reddito, dividendosi tra i favorevoli all’ipotesi avanzata dal ministro Gualtieri di un prelievo effettuato in base a una funzione continua dell’aliquota media e i favorevoli al sistema attuale dell’imposta a scaglioni. I sostenitori di questa ultimo posizione hanno in particolare insistito sul fatto che l’imposta continua sarebbe poco trasparente in quanto occulterebbe le aliquote marginali. Una tabella dimostra come l’asserita trasparenza del sistema vigente sia del tutto inesistente.

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Guerra: i fondi del Recovery Fund per le attività di cura

| Economia e Primo piano
Manuela Perrone, Il Sole 24 Ore

Tra i settori beneficiari del Recovery Fund in Italia deve esserci assolutamente quello delle attività di cura: è questa la chiave, più che la detassazione o gli incentivi alla maternità, per riequilibrare dal punto di vista del genere la partecipazione al mercato del lavoro e colmare un gap insostenibile e sottrarre le donne alla schiavitù del lavoro non retribuito. La minore partecipazione delle donne non dipende da un fattore biologico. Dipende dal fatto che il lavoro di cura informale troppo spesso non è compatibile con la vita sociale e di lavoro. Sono perfettamente in linea con il movimento #halfofit, lanciato dall’eurodeputata verde tedesca Alexandra Geese: il Recovery Plan deve avere un’impostazione non cieca nei confronti delle problematiche di genere.

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Guerra: Sud, sgravi fiscali per dieci anni, servono più infrastrutture e servizi

| Economia e Primo piano
Luca Cifoni, Il Messaggero

La decontribuzione per le regioni meridionali durerà un decennio, ma da sola non basta: serve un’azione complessiva di medio periodo che incida sul ritardo delle infrastrutture, dei servizi pubblici, di tutti i fattori che continuano ad alimentare il divario tra Nord e Sud. L’orizzonte è decennale, perché come dicevo serve un’azione di medio periodo collegata alle altre azioni inserite nel piano. L’incentivo potrà essere decrescente, a mano a mano che le distanze si accorciano, dall’iniziale 30 per cento degli oneri contributivi a carico dei datori di lavoro. Stucchevole la polemica del Nord, con gli aiuti Covid hanno avuto di più perché lì ci sono più attività produttive e nessuno ha avuto niente da ridire.

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Visco: fisco, una riforma organica per un sistema delegittimato

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, Il Sole 24 Ore

Negli ultimi venti anni dall’ultima revisione organica, il sistema tributario è stato vittima di interventi episodici e abusi. È giunto il momento per una revisione complessiva. Questo è quanto sarebbe necessario oggi per riformare in modo equo e razionale un sistema fiscale che ha perso ogni logica economica e legittimità. Speriamo almeno che eventuali singoli interventi siano coerenti con un quadro logico di riferimento accettabile. 

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Scotto: ecco perché la richiesta di FCA è a tutti gli effetti un ricatto

| Economia e Primo piano
Arturo Scotto, Globalist.it

L’attacco concentrico al governo Conte è un modo tutt’altro che sofisticato di battere cassa. Lo sconto Irap generalizzato nel mese di giugno ne è l’esempio più palese e sfacciato. Lo prende chi ha pagato un prezzo al lockdown e chi ha quasi raddoppiato il fatturato. Tutti uguali, tutti sanati. Ancora una volta un pezzo delle classi dirigenti soffia sul fuoco del populismo antisistema per guadagnarci qualche soldo. Sollevano il rischio di rivolta sociale la mattina, ma la notte trattano gli sgravi. La storia è antica: fa parte del rapporto irrisolto tra le famiglie principali del capitalismo italiano e lo stato. E oggi, dopo l’abbuffata dell’Irap, fa molto discutere il tema del ricorso al credito garantito dallo Stato da parte di alcune grandi imprese. Lo fanno anche quelle che negli anni hanno portato sede legale e sede fiscale altrove. Ma la musica deve cambiare.

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Visco: il Mes non è utile, adesso serve l’helicopter money

| Economia e Primo piano
Alfonso Raimo, Agenzia Dire

I Paesi del nord probabilmente continuano a sottovalutare la portata dell’epidemia e tendono a ragionare secondo gli schemi collaudati della crisi finanziaria del 2007-08, peraltro errati. La debolezza attuale della Merkel non aiuta certo. Ma il ministro delle Finanza Scholtz è della SPD ed è anche lui più un falco che una colomba. Il problema vero oggi non è  certo quello dei disavanzi pubblici o del debito pubblico, bensì quello di evitare il collasso dell’intera economia continentale. Qui non si tratta di chiedere o concedere “flessibilità”, ma di avere una strategia comune per la crisi e per la ricostruzione: gli eurobond potrebbero essere utili, il Mes non sarebbe risolutivo. a cosiddetta ‘helicopter money’, vale a dire il trasferimento diretto di potere d’acquisto ai cittadini e alle imprese sarebbe di grande utilità soprattutto per garantire un liquidità di sopravvivenza alle piccole imprese, ai lavoratori autonomi, a quelli precari, alle famiglie prive di altre fonti di sopravvivenza. Governo Draghi? Ipotesi sono fondate sul nulla e hanno il solo effetto (e l’obiettivo) di indebolire il governo attuale senza produrre niente di positivo e praticabile.

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