Visco: il Mes non è utile, adesso serve l’helicopter money

| Economia e Primo piano
Alfonso Raimo, Agenzia Dire

I Paesi del nord probabilmente continuano a sottovalutare la portata dell’epidemia e tendono a ragionare secondo gli schemi collaudati della crisi finanziaria del 2007-08, peraltro errati. La debolezza attuale della Merkel non aiuta certo. Ma il ministro delle Finanza Scholtz è della SPD ed è anche lui più un falco che una colomba. Il problema vero oggi non è  certo quello dei disavanzi pubblici o del debito pubblico, bensì quello di evitare il collasso dell’intera economia continentale. Qui non si tratta di chiedere o concedere “flessibilità”, ma di avere una strategia comune per la crisi e per la ricostruzione: gli eurobond potrebbero essere utili, il Mes non sarebbe risolutivo. a cosiddetta ‘helicopter money’, vale a dire il trasferimento diretto di potere d’acquisto ai cittadini e alle imprese sarebbe di grande utilità soprattutto per garantire un liquidità di sopravvivenza alle piccole imprese, ai lavoratori autonomi, a quelli precari, alle famiglie prive di altre fonti di sopravvivenza. Governo Draghi? Ipotesi sono fondate sul nulla e hanno il solo effetto (e l’obiettivo) di indebolire il governo attuale senza produrre niente di positivo e praticabile.

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Visco: un contenitore unico per il debito futuro dell’Unione europea

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, Il Sole 24 Ore

Si tratta di superare un approccio ormai molto radicato, ancorché errato e, a mio avviso, contrario ai trattati, che ha prevalso negli ultimi anni. Se l’aumento dei disavanzi pubblici e dei debiti dell’eurozona non sarà gestito in modo non convenzionale, potrebbe veramente portare alla sua dissoluzione, dal momento che i mercati non si lasciano commuovere dal coronavirus. Studi dimostrano come i grandi debiti accumulati in passato (per esempio dopo la crisi del ’29 o dopo la Seconda guerra mondiale) non siano mai stati rimborsati interamente secondo principi e criteri ortodossi, ma che essi spesso vennero eliminati (ridotti) in seguito a default, o ristrutturazioni, o mediante una forte inflazione (come fece l’Italia – Einaudi – dopo la guerra). Talvolta possono essere riassorbiti grazie a un periodo di forte crescita economica (che oggi non appare molto probabile), ma più spesso sono stati gestiti mediante sistematici interventi di “repressione finanziaria” consistenti nel collocare forzosamente il debito presso le istituzioni finanziarie o i fondi pensione, o imponendo tetti ai tassi di interesse, eccetera. Nella attuale situazione europea si potrebbe pensare ad un apposito contenitore in cui collocare l’extra debito con una scadenza molto lunga (30-50 anni), in modo da evitare che esso interferisca e renda molto difficile la ripresa economica.

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Visco: sull’Iva serviva un’aliquota unica bassa, ma la strada è quella giusta

| Economia e Primo piano
Massimo Franchi, Il manifesto

Quello usato da Renzi e Di Maio, “non aumenteremo mai le tasse”, è lo slogan delle destre in tutto il mondo, che vedono le tasse non come il corrispettivo dei servizi erogati dallo stato ma come una vessazione del povero cittadino. È vero che le tasse in Italia sono alte, ma io tutto il recupero di evasione record dal 1996 al 2000 che ho fatto l’ho tramutato in riduzione di tasse. Un’aliquota unica molto bassa avrebbe consentito di recuperare evasione per 8 o 9 miliardi. Con quei soldi si potevano compensare abbondantemente gli aggravi, peraltro modesti, in relazione ai consumi necessari. Il nuovo governo ha dovuto preparare la manovra in fretta, ma la strada è quella giusta.

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Visco: cosa insegna la fattura elettronica, la tecnologia dimezza l’evasione

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, Il Sole 24 ore

Siamo probabilmente in presenza di una autoriduzione dell’evasione dell’Iva determinata dall’obbligo della fatturazione elettronica. Su base annua, se il trend attuale risulta confermato, il maggior gettito potrebbe essere di oltre 6 miliardi. E l’incremento avrebbe potuto essere molto maggiore (più di 10 miliardi, dato che la fatturazione elettronica sarebbe in grado, se ben realizzata, di eliminare tutta l’evasione relativa a ricavi e costi fatturati ma non dichiarati che si verifica lungo la catena della produzione) se l’amministrazione avesse sostenuto la misura presso il pubblico, e si fosse attrezzata per tempo per sfruttare i dati ottenuti non solo per controllare i versamenti, ma anche per avviare i controlli specifici necessari. Dato lo scarso entusiasmo governativo, non è detto che il risultato sia acquisito; servono controlli consapevoli e dedicati. Se poi si volesse ricorrere solo a controlli automatici gli effetti della misura potrebbero essere vanificati in breve tempo. Altri interventi sarebbero possibili e necessari e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale potrebbe condurre in poco tempo all’eliminazione pressoché completa del fenomeno. Non si dica quindi che l’evasione non si può sconfiggere: gli strumenti esistono; il problema è solo una questione di scelta politica.

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Rossi: sulla coesione territoriale nell’Unione europea il governo è distratto

| Economia e Primo piano
Enrico Rossi, Il Sole 24 Ore

Sono a rischio 42 miliardi di euro di fondi Ue per le regioni italiane. Pur essendo l’Italia il secondo beneficiario di questa politica, il governo è distratto rispetto ai partner europei, anche a causa del prossimo appuntamento elettorale: questo può costarci caro. Con altri quattro presidenti di regione di Francia, Germania, Svezia e Portogallo il 7 dicembre incontrerò il Presidente Jean Claude Juncker su questi temi.

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Visco: basta bonus, servono investimenti non scontri giovani-anziani

| Economia e Primo piano
Valentina Conte, la Repubblica

Dobbiamo cambiare strategia di politica economica, è deprimente un ping pong su a chi dare e a chi no. Dibattito giovani contro anziani malposto, non sorprende che venga dai sostenitori della rottamazione. Ma il problema è la crescita e l’uso inadeguato delle risorse: il governo ha sbagliato

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Guerra: Il governo cambi strada o il Def non lo votiamo

| Economia
Massimo Franchi, Il manifesto

Ho letto Morando e sono trasecolata. Mi dica cosa non abbiamo votato? Siamo stati fin troppo responsabili. L’unica volta che abbiamo votato contro è stato sulla manovrina perché hanno inserito la porcata sui voucher senza avvertirci. Siamo una forza di maggioranza e quindi vogliamo essere ascoltati.

Maura Pisciarelli

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Flat tax al 25%? Sarebbe un attacco radicale al principio di progressività. Insomma una cosa di destra

| Economia e Primo piano
Vincenzo Visco, Il Sole 24 Ore

La proposta dell’Istituto Leoni è di fatto un attacco radicale all’imposta sul reddito e al principio di progressività, Le tasse non sono solo una questione economica, ma un problema etico e di giustizia, una discriminante tra destra e sinistra, tra conservatori e progressisti.

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Melilla: oltre l’austerità europea, serve un piano del lavoro e per l’ambiente

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“Servono investimenti pubblici ad alto moltiplicatore che stimolino crescita e occupazione. Va applicata la clausola Ciampi a favore del Mezzogiorno”

Bake Agency

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