Guerra: Il governo cambi strada o il Def non lo votiamo

Economia

Intervista a Il manifesto

di Massimo Franchi

Maria Cecilia Guerra, capogruppo Mdp al Senato, il viceministro Morando vi considera all’opposizione per come vi siete comportati finora. L’aggiornamento al Def di fine settembre lo voterete?

Ho letto Morando e sono trasecolata. Mi dica cosa non abbiamo votato? Siamo stati fin troppo responsabili. L’unica volta che abbiamo votato contro è stato sulla manovrina perché hanno inserito la porcata sui voucher senza avvertirci. Siamo una forza di maggioranza e quindi vogliamo essere ascoltati. Visto come si sono comportati, sul Def li avvertiamo prima: o ci saranno 4-5 misure precise o il nostro voto non è scontato.

Il governo considera l’allargamento delle misure contro la povertà e il taglio del cuneo sulle assunzioni dei giovani misure a cui non potete dire no…

Sulla povertà, figuriamoci, sullo Strumento all’inclusione attiva -Sia fui io a lanciare la sperimentazione (da viceministro del governo Letta, ndr) quindi l’allargamento va benissimo. Dipende però di quanto: fra gli 1,2 miliardi attuali spesi solo per famiglie con minori e i 7 che servono per renderlo strutturale ce ne corre. Sui giovani invece, sebbene si parli di ipotesi, è lo strumento che non ci convince: il taglio del cuneo fiscale che è stato utilizzato da tanti governi (anche da Prodi) non ha dato frutti. Bisogna uscire dalla logica dei bonus (quasi tutti alle imprese) e creare prospettive vere che le convincano ad assumere. Per questo meglio puntare sugli investimenti…

Ma il taglio del cuneo permanente avrebbe effetti sui salari maggiori rispetto alle promesse di investimenti…

Non è così. Se il taglio è sui contributi pensionistici ha effetti solo sulle future pensioni, nesssun effetto se non sarà prevista la fiscalizzazione. Per creare lavoro per i giovani molto meglio favorire investimenti immediatamente attivi come quelli per gli enti locali, la difesa del territorio, l’ efficentamento energetico che portano un doppio dividendo: creano occupazione e migliorano la situazione sul territorio. In più le difficoltà di impiego per i giovani sono dovute alle regole d’ingresso: il tempo indeterminato anche incentivato non sarà mai competitivo rispetto agli stage non pagati, alle false partite Iva ai tempi determinati a 12 ore settimanali in cui poi si arriva a 40 col “nero”, specie se non ci sono ispettori che controllano. Servono assunzioni mirate nel settore pubblico in cui il blocco del tura over ha creato una vera desertificazione in molti settori: università, dissesto idrogeolico, informatizzazione. E sanità.

È la sanità la parola chiave per la legge di bilancio?

Sì, la spesa sanitaria rispetto al Pil in questi anni si è ridotta sotto la media europea. Nel frattempo la sanità privata per ricchi è esplosa anche a causa del welfare aziendale e del superticket: Tac e risonanze in molte regioni sono così costose che conviene andare dai privati. Lo mise Berlusconi, eliminiamolo subito. Per non parlare della carenza di personale e dell’edilizia ridotta peggio di quella scolastica.

I soldi per questi provvedimenti dove li andreste a prendere?

Sull’evasione fiscale abbiamo una proposta che ha dato grandissimi risultati in Portogallo. Il governo parla di fatturazione elettronica ma per ora è solo trimestrale e crea problemi alle imprese. Chiediamo di allargarla ad ogni singola fattura: si può recuperare 1/3 di elusione sull’Iva.

La certezza invece è che non ci sarà niente sulle pensioni…

È sbagliato. L’adeguamento automatico all’aspettativa va congelato e va monitorato e allargato l’uso dell’Ape social.