Quella schizofrenia solo apparente: un voto da capire e soprattutto da interpretare

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A prima vista i risultati elettorali di molte realtà dove oltre che per il Parlamento europeo si è votato per le amministrazioni locali sembrano delineare una schizofrenia dell’elettorato capace di premiare la Lega di Salvini e contemporaneamente i sindaci di centrosinistra facendo pensare ad una sorta di cortocircuito di fronte al quale appare difficile raccapezzarsi; in realtà questi dati sottolineano il pragmatismo dell’elettorato e l’attenzione all’amministrazione del territorio da un lato e dall’altro la capacità del corpo elettorale di distinguere tra i diversi tipi di consultazioni elettorali anche se si svolgono contemporaneamente.

Si assiste anche negli ultimi anni ad una “volatilità” dell’elettorato cui non eravamo abituati e così a distanza di pochi anni o addirittura di pochi mesi le stesse forze che avevano raggiunto un alto consenso possono vedere i loro voti dimezzati e quelle fin lì prese poco in considerazione dagli elettori vederli invece moltiplicati.

Sono due facce della stessa medaglia: da un lato la capacità di distinguere il tipo di elezione, dall’altro la non disponibilità ad attendere troppo la realizzazione delle promesse elettorali e quest’ultima “fretta” in tempo di crisi e quindi di necessità di risposte immediate che incidano sul tenore e sulle condizioni di vita naturalmente si accentua così come muta l’area dell’astensione anch’essa non fissa su soglie fisiologiche, ma incline a modificarsi nella portata a seconda della specifica contingenza e della fase particolare che il Paese attraversa.

Ne deriva che la politica deve essere capace di guardare la realtà e le domande della società con lenti adeguate e deve essere in grado di elaborare le proprie proposte e la propria pratica tenendo conto delle richieste del corpo elettorale, deve saper coniugare la doverosa portata delle idee con la pragmaticità e la capacità di tradurle in pratica concreta, “palpabile” dal corpo elettorale.

La buona politica deve riuscire a fare sintesi tra i valori di fondo e l’esigenza di risposte immediate, a coniugare gli obiettivi di lunga portata con le esigenze dell’immediatezza ed è questo il compito che devono porsi le forze sinceramente riformatrici unendo la capacità di proposte concrete e realizzabili ai disegni di prospettiva più lunga lavorando per superare la contraddizione della diversità tra voto locale e voto nazionale anche attraverso una non facile, ma necessaria operazione culturale che riesca a tendere un filo rosso di continuità tra il contingente e il prospettico.

Occorre rovesciare il concetto purtroppo ancora molto presente che sono gli elettori a dover comprendere i partiti tornando a dare a questi e alle loro aggregazioni il proprio compito che è quello di essere loro a comprendere gli elettori, di essere, di tornare a essere quei corpi intermedi indispensabile organizzazione della vita democratica del Paese che la stessa Costituzione indica come compito e funzione.

Per questo è necessario spezzare da una parte la logica della pura testimonianza delle proprie “giuste” idee e dall’altra il farsi “corpo estraneo”, altro, dei partiti rispetto alla società reale, è necessario lavorare per unire e non per dividere, con la capacità di costruzione di coalizioni larghe e plurali dove diverse forze con il proprio portato originale possano concorrere alla formazione di programmi condivisi e all’elaborazione di obiettivi comuni superando una volta per tutte la categoria del partito autosufficiente capace di inglobare il tutto, tornando alla capacità di distinguere tra diversità che possono compiere parte del cammino assieme e invece peculiarità che seppure non identiche, ma affini possono e devono costituire un’alleanza strategica, sapendo rapportare la propria azione politica alla fase che si attraversa e agli obiettivi che impone.

Oggi le forze riformatrici e progressiste sono chiamate a fare questo, questo è il compito cui non possono sottrarsi.

Giampaolo Pietra

Sessantaquattro anni (1/10/1955), fondatore di Articolo Uno a Sesto San Giovanni, membro del coordinamento cittadino e responsabile della comunicazione. Membro del comitato di presidenza dell'Anpi cittadino, sognatore di una società diversa fatta di uguaglianza.