Articolo Uno Veneto: su piano vaccinale evitare il fai da te e l’anarchismo

Veneto

C’è il forte rischio che il piano vaccinale del Veneto degeneri in un “fai da te” ingovernabile, destinato solo a rallentare la vaccinazione delle categorie prioritarie, a partire dai grandi anziani e dai soggetti sensibili.

Dopo che ogni ULSS è stata lasciata libera di organizzarsi come voleva, dopo le oggettive lentezze nella vaccinazione dei grandi anziani, che hanno fatto scivolare pesantemente il Veneto in fondo alle regioni, c’è il rischio che la vaccinazione nei luoghi di lavoro, fortemente voluto da Confindustria con la condiscendenza della Regione, apra a situazioni di ulteriore anarchia vaccinale e, soprattutto, impedisca di concludere la copertura delle categorie più esposte.

Oggi, in Veneto, siamo sostanzialmente al “fai da te” nella gestione del piano, dalle modalità di prenotazione all’organizzazione dei punti di accesso e di somministrazione.

Non c’è del resto da stupirsi, perché questo è l’esito dello stile amministrativo del presidente Zaia e della sua Giunta, che non ha il governo nelle sue corde, ma solo il lasciar fare.

Uno stile che ormai ha dimostrato il suo pieno fallimento, e che quindi esige un deciso cambio di passo: si proceda pertanto alla centralizzazione della campagna vaccinale, alle definizione di linee guida uniformi e vincolanti, lasciando da parte ogni fuga in avanti e concentrandoci sulle priorità già date dal governo. E se la Regione non è in grado di fare questo, proceda il Governo a surrogare le strutture regionali, e assicurare alla popolazione del Veneto un accesso equo, corretto e uniforme al vaccino, in tempi ben più celeri di quelli di adesso.

Il segretario regionale di Articolo Uno Veneto
Gabriele Scaramuzza