Articolo Uno Roma: finire di distruggere il campo largo? Non in nostro nome

Roma
Nel film “Un sacco bello” c’è una scena straordinaria. Il giovane Carlo Verdone rovescia la spesa a terra e si sparge l’olio d’oliva. Un passante ci butta un secchio di acqua e sapone sopra. Un uomo affacciato alla finestra fa una sintesi magistrale “bravo, buttace pure l’insaponata così invece de dieci ce ne cascano cinquanta”.
È il sentimento che ho provato leggendo stamattina la cronaca politica sulle regionali del Lazio.
No. Non è stato sufficiente regalare la maggioranza in Parlamento a Giorgia Meloni e al centrodestra: bisogna finire di distruggere gli ultimi esempi di buon governo espressi dal centro-sinistra e dalle forze alternative alla destra sovranista. Solo allora potrà finalmente cominciare una nuova folgorante stagione progressista. Bene, fatelo. Ma non a nome di Articolo Uno e meno che mai a nome del sottoscritto.
Oggi pomeriggio si riunisce il centro-sinistra del Lazio. Spero che la riunione sia netta su due aspetti:
1) la volontà chiara ed esplicita della nostra coalizione di costruire una alleanza larga come quella che governa attualmente la Regione Lazio, a partire da un accordo con il M5stelle.
2) la nostra piena disponibilità a scegliere insieme ai nostri alleati la candidatura più unitaria per la Presidenza.
Con meno di questo si fa finta di voler vincere.
A Giuseppe Conte e al M5stelle mi sento di dire che dopo le elezioni politiche, le regionali del Lazio possono essere il primo momento per aprire una nuova fase e difendere le istituzioni.
Dopo sarebbe molto più difficile.
Lo ha scritto su Facebook Piero Latino, segretario di Articolo Uno a Roma.