Intervista a Radio Radicale – sintesi
Vedo una cosa curiosa sui giornali: si ammucchia quel che ha detto ieri Pietro Grasso sulle tasse universitarie con la proposta di abolizione del canone Rai e con lo slogan “meno tasse per tutti”. Vorrei segnalare a questi sapienti che noi non abbiamo un dislivello con la media europea sulla pressione fiscale: abbiamo un fisco messo male, molta evasione, poca progressività e tutto quello che si vuole, ma la percentuale di pressione è in media. Allo stesso modo non abbiamo dati diversi per gli ascolti televisivi rispetto alla media europea. Abbiamo invece la metà dei laureati dei principali paesi europei. Siamo a uno sfrido in più della Romania, penultima in Europa. Abbiamo perso sessantamila immatricolazioni in dieci anni, cioè il 20 per cento. Di questo passo ci supererà larghissimamente anche la Romania.
Vorrei dire quindi al ministro Calenda di avere un po’ di umiltà in più: non è una proposta alla Trump, è una proposta alla tedesca. Noi scriviamo nel programma ‘progressiva gratuità dell’accesso all’università’ perché pensiamo, in prospettiva e avendo una fiscalità più progressiva, di fare come fa la Germania, cioè di mettere anche l’istruzione universitaria nell’universalismo dell’istruzione.
Quindi non si prendano alla leggera e neanche a pezzi e bocconi le proposte che stiamo facendo. Ieri abbiamo detto ‘noi non tagliamo il canone, tagliamo la precarietà’. Abbiamo proposto misure per l’equità fiscale, dentro un ragionamento che dice: ‘società non di mercato, economia di mercato’. Cioè pensiamo a una buona economia concorrenziale dove non ci sia prepotenza del mercato sui consumatori, i lavoratori e i cittadini, ma sanità scuola sicurezza fuori da logiche di mercato: lì non c’è né povero né ricco. Questa è la nostra idea, la nostra logica; e non va presa a pezzi e bocconi nella polemicuccia quotidiana.
Così Pierluigi Bersani questa mattina in una intervista a Radio radicale. Tra gli altri argomenti sollevati, Bersani ha detto:
Promesse elettorali. Come si fa a stupirsi se Berlusconi dice meno tasse per tutti? Lo ha detto Renzi in questi anni, tirandogli la volata… Noi abbiamo ascoltato l’appello del presidente Mattarella. Però non si possono considerare irrealistiche tutte le cose che disturbano. Sappiamo che bisogna trovare i soldi quando si propongono gli sgravi. Abbiamo anche detto che da una certa dimensione in su, i patrimoni devono dare un contributo: questo è realistico. Ma essere realisti e seri non vuol dire non essere innovativi anche radicalmente. Se essere seri vuol dire che non si può cambiare nulla andremo contro un muro.
Canone Rai. Ho trovato singolare che qualche mese fa lo hai messo in bolletta e adesso lo togli. Ai tempi del governo Prodi io lo dissi: un privato solo è poco. Sono sempre stato per un sistema con una tv anche solo canone, pubblica, che sia il luogo della libertà e della sperimentazione e poi soluzioni di mercato ma concorrenziali. Si può ragionare di tutto Si può immaginare tutto, ma in una complessiva riforma del sistema radiotelevisivo. Quello che non va bene è dare l’idea che tu, che hai governato, dopo due nanosecondi che hai fatto una cosa ne fai un’altra opposta perché siamo in campagna elettorale. Questo non dà una bella impressione.
Flat tax. Chi ha avuto a che fare con questi temi sa benissimo che è un disastro sotto due profili: uno è quello degli introiti e l’altro è quello dell’equità. La flat tax è una alleanza tra i ricchissimi – che sono compassionevoli – e i poverissimi. In mezzo ci rimette il ceto medio. È matematica, non un’opinione.
5 Stelle. Di Maio dovrà pur parlare con qualcuno. Se vuole parlare con noi, nell’ipotesi che voglia, verrà con un po’ più di antifascismo, con un ripensamento sullo ius soli e così via, perché con meno di questo noi non parliamo con nessuno. Se invece si parla di questo noi, alternativi alla destra, siamo pronti a confrontarci anche coi 5 Stelle. Tutto qua. Il resto sono battute estemporanee da campagna elettorale.
Ritiro di Maroni. A me piace pensare, nella mia ingenuità perché poi ci sono le dietrologie, che sia giusto che arrivi un momento dove anche un politico può decidere di cambiare vita. Una volta messo questo tema in bilancia con le tue responsabilità – perché ci sono anche le responsabilità – mi piacerebbe avere a disposizione anche questa ipotesi. C’è il politico attaccato alla sedia ma c’è anche gente che pur sentendosi impegnata verso chi condivide e sostiene il suo messaggio, saprebbe anche cosa altro fare. Ci sono i politici che hanno l’horror vacui se gli manca la politica, ma non tutti sono così.