Unioni civili: Gotor a Cirinnà, noi ignavi? Falsità. Lei accettò compromesso al ribasso

Politica

La senatrice del Pd Monica Cirinnà, nell’intervista di Claudia Arletti «Tutta la verità sulla Cirinnà», pubblicata sul numero di «Il Venerdì» del 13 ottobre 2017, dedica alla mia persona un passaggio che non meriterebbe risposta se non fosse tanto gratuito e fazioso. La collega si permette di annoverarmi tra gli «ignavi» e i «conservatori» rispetto alla legge sulle Unioni civili perché non avrei risposto alle sue sollecitazioni di intervenire sulla vicenda. Ciò è falso, come è facilmente riscontrabile, dal momento che ho svolto iniziative pubbliche e interventi in merito, oltre, ovviamente, a votare la legge al Senato con la fiducia. Dimentica, inoltre, l’apporto dato dalla Commissione affari costituzionali, di cui all’epoca facevo parte, nell’approvare il parere di costituzionalità del ddl sulle Unioni civili in cui si apriva direttamente al matrimonio omosessuale. Anzi, sono fra quanti ritengono che sia stato un compromesso al ribasso da parte del Pd e del governo Renzi mutilare questa legge della «stepchild adoption», ossia il diritto di adottare il figlio del partner. Un compromesso al quale la stessa Cirinnà, con mia sorpresa, si acconciò, passando in poche ore dalla dichiarazione di «volere abbandonare la vita politica» all’opportunistico sostegno dell’accordo con Ncd e la fronda intransigente di 30 «cattodem» del Pd, in prevalenza renziani, senza valorizzare la posizione di quei senatori poi confluiti in larga parte in Articolo uno-Mdp che si battevano per il matrimonio ugualitario e la libertà di adozione delle coppie omosessuali. Il favore con cui ho accolto la nuova legge sulle Unioni civili non mi impedisce di vedere che essa riconoscerebbe diritti al passo coi tempi, se i tempi fossero ancora quelli degli anni Novanta e non quelli di oggi, e che essa – a mio giudizio – ha il demerito di avere bloccato per i prossimi venti anni la questione del diritto all’adozione da parte delle coppie omosessuali, riconosciuto nei principali Paesi europei.