Sicurezza: Rossi, cari Di Maio e Salvini non siete i padroni del Paese

Politica
«Cari Di Maio e Salvini ficcatevi in testa che non siete i padroni del Paese.
I sindaci si ribellano a Salvini e Di Maio, contro una legge disumana che mette sulla strada, allo sbando, decine di migliaia di persone che così diventano  facile preda dello sfruttamento brutale e della criminalità organizzata, aumentando l’insicurezza.
Fanno bene i sindaci a ribellarsi.
Io e la mia giunta abbiamo proposto al consiglio una legge che tutela i diritti della persona umana, a prescindere dalla cittadinanza. Vogliamo tutelare per tutti il diritto ad essere curato, ad avere una dimora, un’alimentazione adeguata e il diritto all’istruzione.
La Corte Costituzionale nel 2010 si era già pronunciata contro il governo Berlusconi e aveva dato ragione alla Toscana su una nostra legge che riconosceva il diritto di ogni persona alla cura.
Sulla stessa linea, ma più estesa e precisa, la legge che ora la giunta regionale propone al Consiglio, si fa forte di quella sentenza, ed è il contrario della legge sulla sicurezza di Salvini e Di Maio la quale viola diritti fondamentali.
Inoltre contro la legge del governo nazionalpopulista noi faremo ricorso alla Corte Costituzionale.
Salvini e Di Maio smettano di abbaiare alla luna e di minacciare. Non sono i padroni del Paese.
La materia sanitaria, assistenziale e l’istruzione sono anche materia concorrente su cui le Regioni, per il titolo V della Costituzione, hanno potere di legiferare.
Sopra le leggi dello Stato e delle Regioni c’è poi il pronunciamento della Corte Costituzionale.
Nel frattempo, aiutare e assistere i migranti e tutti coloro che hanno bisogno, come fanno i volontari, i sindaci e come già facciamo noi, almeno in Toscana avrà una tutela stabilita da una legge regionale.
Se abbiamo capito anche per il presidente Mattarella provare sentimenti umani e agire di conseguenza, per ora, non è un reato.
Cari Di Maio e Salvini, abbiamo capito che a voi piacerebbe una democrazia illiberale, dove comandare a vostro piacimento, e che il concetto di eguaglianza tra gli uomini e i diritti umani fondamentali non rappresentano il cielo stellato dei vostri principi né la legge morale dentro di voi.
Ma l’Italia è un Paese democratico, e non tutti sono d’accordo con voi. Noi abbiamo il diritto di batterci e lo faremo.
Non siamo soli.
Il compagno Mimmo Lucano, sindaco di Riace, mi scrive che pensa ad una grande manifestazione a Roma in Piazza San Giovanni, per difendere nel nostro Paese i diritti fondamentali della persona e per difendere la democrazia.
Io sono d’accordo. Bisogna farci sentire. Sono in gioco valori fondamentali della nostra convivenza».
Lo ha scritto su Facebook Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.