Scuola: Guerra, no all’autonomia differenziata, lavorare per ius scholae

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“Noi siamo per una scuola per tutti e non di serie A per alcuni e di serie Z per altri. E dunque diciamo no ai progetti di autonomia differenziata presentati in particolare dalle Regioni a guida leghista, Lombardia e Veneto, con la finalità di costruire autonomi sistemi educativi regionali”. Lo ha detto la sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra, candidata nel collegio plurinominale di Torino 1 per le liste del Pd-Italia democratica e progressista in quota Articolo Uno, che interverrà questa sera alle 20.30 all’evento “La scuola che verrà” organizzata nei locali dell’Associazione dei Sardi in Torino “Antonio Gramsci” in via Musiné 5/7 nel capoluogo piemontese.
“Sotto il profilo finanziario – ha proseguito Guerra, che stasera si confronterà con Domenico Chiesa, insegnante Cidi – la regionalizzazione di aspetti fondamentali dell’istruzione permetterebbe alle regioni più ricche di accaparrare maggiori risorse, specie se si riproponessero criteri come quello già avanzato nelle proposte di intesa, del finanziamento dell’istruzione secondo un valore medio pro capite. Un criterio per altro che non terrebbe conto della diversa incidenza nei territori della popolazione scolastica, della dimensione delle classi (strutturalmente più piccole nei territori montani) della diversa anzianità del personale, della diversa incidenza della disabilità e della conseguente necessità di insegnanti di sostegno”.
Secondo Guerra “la formazione in servizio permanente deve essere considerata centrale per la funzione docente e non si può pensare di incentivarla con il riconoscimento di un bonus una tantum riservato per altro a un numero molto limitato di insegnanti”. Inoltre, prosegue, “il Cidi dice chiaramente che a scuola nessuno è straniero: è urgente quindi approvare subito la legge sullo ius soli (o almeno sullo ius scholae) perché la scuola non può svolgere a pieno il suo compito per lo sviluppo della democrazia e della cultura e di contrasto alla diseguaglianza se questi valori vengono quotidianamente negati”.