“A distanza di nemmeno un mese dall’operazione che a Legnano porta all’arresto del sindaco e di due assessori leghisti accusati di corruzione e turbativa d’asta, il Governo raggiunge un accordo sul D.L. ‘Sblocca Cantieri’. L’emendamento leghista che nei giorni scorsi ha messo a dura prova la tenuta del Governo del cambiamento, a breve dunque, metterà a dura prova, anzi metterà seriamente a rischio, anche la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata”. Lo scrive in una nota stampa Maria Flavia Timbro, responsabile nazionale Giustizia e Legalità di Articolo Uno.
“Il Ministro dell’Interno – prosegue Timbro – l’uomo che in occasione della campagna elettorale per le elezioni europee si è ricordato di fare tappa a Palermo per commemorare il giudice Falcone e la strage di Capaci per intenderci, sottovaluta il fatto che sospendere per due anni le norme previste dal Codice degli Appalti, “deregolarizzando”, quindi, i cantieri e le procedure di gara non è un regalo che si fa agli imprenditori, ma piuttosto alla criminalità organizzata”.
“Mentre i casi di corruzione fioccano come popcorn, coinvolgendo anche l’organismo di autogoverno dei magistrati, il Governo invece di incentivare il rispetto della legge, lo definisce un ostacolo alla crescita del Paese, alimentando così un grave corto circuito tra politica e legalità.
La differenza fra flessibilità e assenza di regole è una sottigliezza che sembra sfuggire al Governo del cambiamento, peccato che, nelle pieghe di quella differenza, risiedano la natura e il senso più profondo dello Stato di diritto”, conclude.