Riforme: Fornaro, taglio dei parlamentari ennesimo spot a 5 Stelle

Politica

Lo spirito con cui si lavora sulla Costituzione non può essere quello della “dittatura della maggioranza”. E invece quello del taglio dei parlamentari è come al solito uno spot elettorale in vista delle europee, senza una reale disponibilità al confronto e all’ascolto delle ragioni delle opposizioni. Avremmo dovuto ragionare sul ruolo e sulla funzione del Parlamento, non solo sui numeri e quindi sui costi.

Esiste certamente un tema di costi della politica ma è la democrazia che ha un costo. Il disegno che si sta definendo, mettendo insieme le due riforme (riduzione del numero dei parlamentari e nuova legge elettorale), non ci convince e trova molte riserve da parte nostra. Per queste ragioni voteremo no a questo ennesimo spot elettorale.

Lo afferma in Aula il capogruppo di Liberi e Uguali Federico Fornaro.

Noi eravamo e siamo disponibili a ridurre il numero dei deputati e dei senatori, prosegue Fornaro, ma non a farlo in questo modo, tutto incentrato sui costi della politica, senza una dovuta attenzione alla lesione della corretta rappresentatività dei territori e delle maggioranze. Invece i Cinque Stelle e la Lega hanno avuto un approccio unicamente numerico alla questione. La riduzione del numero dei parlamentari ha l’effetto, ovviamente, di aumentare le dimensioni dei collegi. Il tutto senza una legge elettorale con adeguati correttivi rischia di penalizzare le cosiddette aree marginali collinari e montane che con la riduzione dei parlamentari verranno, di fatto poco o nulla rappresentate. La nostra contrarietà all’accoppiata riforma costituzionale e legge elettorale arriva perché essa non è assolutamente neutra, con effetti fortemente distorsivi a danno dei territori marginali e a danno delle minoranze. Ma il vero rischio, infine, è che la riduzione invece di combattere il trasformismo lo esalti soprattutto in un Senato con soli 200 senatori, conclude Fornaro.