“Le misure contenute nella manovra sui temi del lavoro e delle pensioni sono troppo frammentate, non riducono le disuguaglianze e rischiano di lasciare sole intere fasce di lavoratori e di generare conflitti territoriali”. Lo dichiara la senatrice di Articolo 1 – Mdp Maria Grazia Gatti, intervenuta in Aula in sede di discussione della legge di bilancio.
“Persone nella stessa situazione sono trattate in modo diverso: ad esempio gli Lsu della scuola di una città vengono stabilizzati mentre gli altri no, se hai 34 anni hai un incentivo per l’assunzione, se ne hai 35 no, si tiene conto dei figli ai fini pensionistici solo per le donne che hanno accesso all’Ape social, viene considerato gravoso il lavoro ad esempio del vetraio e non quello del ceramista”, sottolinea Gatti.
Si tratta, conclude la senatrice, di “una manovra in continuità con le scelte degli ultimi anni, che non fa nulla per la riqualificazione e rivalutazione del lavoro, in un Paese in cui stiamo assistendo all’esplosione dei contratti a termine e del tempo parziale, spesso involontario e in cui aumenta la necessità di cura, tutela e giustizia sociale per i lavoratori”.