“Il memorandum sui migranti tra Italia e Libia, che scadrà il prossimo 2 novembre, non può essere confermato senza radicali modifiche. La Libia non è un porto sicuro in cui riportare i naufraghi salvati e non lo è neppure per quelli che vengono rinchiusi nei lager e sottoposti
a un trattamento feroce e disumano che è ormai, purtroppo,
ampiamente documentato”: lo dichiarano i capigruppo di LeU
Federico Fornaro e Loredana De Petris.
“Il fatto che il memorandum sia stato concordato, in un incontro tra i funzionari del Viminale e la Guardia costiera libica, con uno dei più feroci torturatori e trafficanti di esseri umani libico, appena confermato a capo della Guardia costiera libica, getta una luce ancor più sinistra su quell’accordo. Del tutto inaccettabile è anche il decreto libico
emesso il 14 settembre scorso che impone alle Ong di presentare
preventiva domanda di autorizzazione alle autorità libiche prima
di operare salvataggi in mare”, proseguono i due capigruppo.
“Questo memorandum non può essere confermato e a pronunciarsi
deve comunque essere il Parlamento, che non può continuare ad
essere ignorato e messo da parte in una materia che riguarda
direttamente il rispetto dei più elementari diritti umani e
della nostra stessa Costituzione”, concludono Fornaro e De
Petris.