L.elettorale, D’Attorre: Sui collegi non decidano i parlamentari

Politica

“E’ la prima volta che in una legge elettorale si mette il disegno dei collegi. Cioe’ che un parlamentare e’ chiamato a decidere sui dettagli del collegio in cui si deve candidare. Non era mai avvenuto”. Lo dice a margine dei lavori della commissione Affari costituzionali che sta discutendo la riforma della legge elettorale, Alfredo D’Attorre (Mdp), che prosegue: “Si era sempre data una delega al governo. Noi chiediamo che si rispetti questa regola, anche accorciando i tempi della delega se Renzi ha tutta questa fretta di andare al voto. Quindi si evitino pasticci come quelli che ci hanno fatto votare oggi, per cui si disegnano dei collegi al Senato in cui c’e’ un collegio che e’ il triplo di un altro perche’ magari accorpa tre vecchi collegi del ‘Senato Mattarellum’ e un altro uno solo. Si evitino forzature di questo tipo. Poi in Aula riproporremo la battaglia sui punti cruciali della riforma”. “Se si vuole fare il modello tedesco – prosegue l’esponente di Mdp in commissione Affari costituzionali – ci deve essere il voto disgiunto. Il cittadino sceglie da un lato il candidato dall’altro il partito. No a liste bloccate e scegliamo i candidati con le preferenze. In commissione voteremo ‘no’, poi in Aula riproporremo i nostri emendamenti e poi faremo una valutazione finale. Noi abbiamo tenuto il punto: ok allo sbarramento al 5 per cento su cui non abbiamo presentato alcun emendamento, pero’ se si vuole fare il sistema tedesco bisogna fare quello vero o qualcosa che garantisca davvero il potere di scelta dei cittadini. Non possiamo fare un altro sistema elettorale – conclude D’Attorre – in cui oltre la meta’ dei parlamentari, di fatto, risultano nominati dalle segreterie dei partiti”.