Intervista di Pierluigi Bersani a Radio Radicale
Governo: Credo che anche al governo sappiano che così non si va avanti: c’è l’impossibilità a decidere alcunché. Si va avanti con spartizioni senza sintesi. Ieri è stata una giornata kafkiana: al mattino c’era la legittima difesa, che in realtà è un diritto di offesa domestica, e sul banco del governo c’erano solo leghisti; al pomeriggio c’era lo scambio politico-mafioso e sul banco del governo c’erano solo 5 Stelle. In un silenzio tombale, su ciascuno dei due argomenti, di entrambe le forze di maggioranza: il paradosso è che le discussioni sui provvedimenti le fanno solo le opposizioni. Non si è mai vista una cosa così, e non può andare avanti. Sarà la Tav la miccia? Sarà, più probabile, il fatto che in autunno bisogna mettere mano alla finanza pubblica? Ciascuno dei due partiti della maggioranza ha buone ragioni per restare dov’è: i 5 Stelle in caso di crisi di governo dovrebbero confessare il loro fallimento come partito di maggioranza relativa, Salvini dovrebbe rimpannucciarsi con Berlusconi e credo sia l’ultima cosa di cui ha voglia. E tuttavia c’è una dinamica delle cose che porta lì. E prima succede a questo punto meglio è perché ci sta rimettendo l’Italia.
Economia: Speriamo che l’Ocse si sbagli almeno un po’, ma credo che il dato di fondo non cambi: in un’Europa che non gira, noi andiamo in recessione. Questo è un guaio dal punto di vista dell’occupazione e anche delle prospettive minime di fiducia, perché già da tempo vediamo che i consumi sono più bassi del reddito, questo vuol dire che il reddito è molto mal distribuito e che non c’è fiducia. Una situazione che dura da un anno o più e ci segnala che andiamo incontro a un problema, al quale si aggiungerà quello di aggiustare la finanza pubblica, perché se non l’aggiusti te la fanno pagare in spread e tassi. Non aver voluto affrontare le cose in termini di equità, volere solo dare dei contentini, pensare solo al consenso porta a questo. Dovevano affrontare i temi della spesa corrente chiedendo un contributo a quel 10 per cento che in questi anni si è arricchito molto, a cominciare dalle ricchezze più grandi, e fare un discorso serio agli italiani.
Malessere nei 5 stelle: Il dato di fondo nel mondo è l’affermarsi e il crescere di una destra sovranista, identitaria, regressiva. Potevano e possono i 5 Stelle far argine a questo? No, l’ho sempre detto. E siccome quella linea purtroppo in questo momento è egemonica, ha una forza gravitazionale: o gli stai lontano e ti misuri come alternativo o, se ti avvicini troppo, ti tira nell’orbita. I 5 Stelle non hanno voluto tenere il satellite lontano, nessuno gli ha dato una mano a farlo: è inevitabile che finiscano sostanzialmente egemonizzati da Salvini con la sofferenza, ovvia, di molti elettori che non possono condividere questa situazione. Una sofferenza che comincia a emergere anche in parlamento. Perché è sicuro che a cominciare dalla Tav non sarà la destra a mollare.
Reddito di cittadinanza: possono farcela a staccare il primo biglietto prima delle europee perché alla fine sindacati, regioni, Inps hanno tutti critiche da fare, fondatissime, ma vorranno dare una mano, perché al fondo c’è un’esigenza vera e seria. Si arrampicheranno tutti sugli specchi per riuscire. Poi verranno fuori tanti difetti e magagne perché questa operazione è stata fatta male, mescolando accompagnamento al lavoro e povertà che sono due problemi diversi e andavano affrontati in modo diverso.