Sintesi dell’intervista di Pierluigi Bersani a Radio Radicale
Conte ha perso l’occasione per segnalarsi come premier oltre il contratto
“Ho ascoltato il presidente del consiglio: parole, alcune preoccupanti altre condivisibili perché ovvie, ma bisogna prendere atto che manca un’agenda scandita, non ci sono i 1000 giorni, non c’è una cifra. Si vende quel contratto come un programma di governo ma è più o meno un documento elettorale. Purtroppo il presidente del consiglio ha perso l’occasione di segnalarsi come tale, di dire qualcosa in più. Per esempio le prime due o tre cose da fare, sarebbe bastato questo. Avrà modo nelle repliche e nei giorni successivi”.
L’opposizione si chieda se vuole bipolarismo tra destra e sinistra o tra populisti e nazareni
Questi giorni di discussione forse delineano anche il dilemma che sarà di fronte all’opposizione, la domanda è: alla fine del tunnel cosa dovrà esserci? Come penso io una dialettica destra-sinistra, o come pare pensare Renzi, per esempio ieri, una dialettica tra populisti e nazareni? Sono due cose diverse. Chi ha lavorato per il fidanzamento tra Cinque stelle e Lega adesso invoca il matrimonio indissolubile. Bisogna stare attenti, perché sono profezie che si autoavverano. E io non credo che la prospettiva del fronte antipopulista battezzato nazareno possa essere utile e vincente. Io credo che nel magma di questa situazione mondiale, europea, italiana prima o poi si tornerà a delineare un’area larga di sinistra civica, liberale, sociale, e di una destra liberal conservatrice. Credo che dobbiamo immaginare questo, se vogliamo lavorare per una profezia che si autoavveri ma sia positiva.
Lavoriamo per aprire le contraddizioni tra Lega e 5Stelle
Credo che debba lavorare per aprire e rendere più chiare le contraddizioni dello schema Lega-5Stelle. Per rendere più chiaro che la flat tax non può stare assieme col reddito di cittadinanza, che non può essere come dice Salvini che chi guadagna di più debba pagare meno tasse. Io propongo di ribaltarla: chi paga meno tasse, tipo un pensionato, guadagni di più. Allora mi va bene! Anche sui temi del territorio, infrastrutture, ambiente, anche sui diritti civili, ci sono contraddizioni forti su cui lavorare. E sul grande tema dell’immigrazione: come fa a stare insieme la proposta che ha fatto Conte di superare Dublino e che ognuno in Europa prenda un po’ di immigrati con l’idea che Orban è il nostro migliore amico? A meno che non si intenda che, fallita l’ipotesi di andare oltre Dublino, il giorno dopo ci attrezziamo a essere la Turchia dell’Europa, e a spese dell’Europa a fare noi il viso dell’arme verso il Mediterraneo e attrezzarci magari per il contenimento a diciotto mesi di quelli che arrivano. Parlo in ipotesi, ma se andasse così io credo che anche un pezzo di mondo che è stato coinvolto dai Cinque stelle non potrebbe accettare.
Conte faccia la class action e la faccia bene
Tra le cose che ha detto Conte ne dico una che mi è piaciuta e che incoraggio molto: la class action. Magari! Questo è il modo di difendere i famosi cittadini di fronte alle prepotenze del mercato, non solo della politica. Conte sia liberale fino in fondo: faccia la class action, la faccia bene.
Conte silenzioso sui temi industriali, opposizione ha consegnato temi sociali alla destra
Mi è piaciuto molto meno il silenzio su temi industriali, come la Tav o come l’Ilva o l’Alitalia. Per vie diverse 5Stelle e Lega hanno entrambe avuto scaturigine sul territorio. Ma quasi sempre su posizioni opposte. E in Italia conta molto la periferia. Vedo attorno a questi temi uno spazio per l’opposizione. Però a sua volta l’opposizione deve radicarsi sul territorio, non salire in cattedra. Non facciamo i saccenti, scendiamo in strada, andiamo dove c’è la vita comune della gente. Prendiamo atto del fatto che se siamo in questa situazione è perché sinistra e centrosinistra hanno consegnato il tema sociale alla destra e alla demagogia. Questo è il punto di fondo: anche i sacrosanti diritti civili, la democrazia, impallidiscono a fronte dell’acuirsi del tema sociale. Se non capiamo questo non ne usciremo mai più.
No ai fronti “anti”, serve una novità e non una strategia di sopravvivenza
Populismo è una parola che dice tutto e niente. Io parlo di demagogia e di nuova destra regressiva. Sono queste le categorie. Lasciamo stare i fronti “anti”, vengono percepiti come fronti di sopravvivenza. Io sono per costruire una convergenza larga perché ognuno che si senta di sinistra civica, liberale, sociale, radicale riformista, metta a disposizione le sue sigle, le sue persone per i passi indietro necessari oltre che per i passi avanti, per creare una novità. Perché senza una novità tutti i frontismi diventano meccanismi puramente difensivi e non portano da nessuna parte.