«Io parlo per ‘Liberi e Uguali’ e propongo una cosa molto semplice ovvero che si segua il metodo della socialdemocrazia tedesca per andare a comporre i futuri governi. Mi pare un metodo molto serio. La Costituzione dice che bisogna concorrere come partiti alla vita nazionale con metodo democratico. I socialdemocratici tedeschi hanno prima discusso e approvato una risoluzione, adesso stanno conducendo nella fase finale le trattative con la Merkel e alla fine ci sarà una votazione, un vero e proprio referendum. Io credo che questo metodo debba essere seguito anche da ‘Liberi e Uguali’. Altrimenti tutte le ipotesi diventano possibili e sembra che ci siano trattative dietro, in ombra, segrete, formule che si rincorrono… Questo modo di fare tiene lontani i cittadini dal voto e trovo la cosa molto grave. La legge che abbiamo è una legge proporzionale, è una legge che non stabilisce chi andrà a governare col risultato delle elezioni, quindi anche solo parlare di voto utile è evidentemente un errore. Mi batterò perché nell’eventualità che si debbano fare sì o no scelte di governo si adotti il metodo della socialdemocrazia tedesca e si concluda il tutto con un referendum a cui partecipino i militanti, gli elettori, gli iscritti. Una cosa seria, questo mi sembra un metodo democratico. Il chiacchiericcio sulle prospettive mi sembra francamente poco serio. E distoglie dall’attenzione dei problemi veri che sono l’economia, il lavoro, le prospettive del paese, il debito pubblico».
Lo ha detto Enrico Rossi a Bruxelles a margine della prima assemblea plenaria del Comitato delle Regioni.
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