Codice Antimafia: Ricchiuti, approvare il testo. Basta rinvii

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Il Codice Antimafia all’esame dell’Aula del Senato è “un testo equilibrato e di prospettiva, che offre una sintesi positiva per correggere limiti e inadeguatezze del vecchio codice” e “intende assumere una portata risolutiva”. Lo dichiara Lucrezia Ricchiuti, capogruppo di Articolo 1 – Movimento democratico e progressista in Commissione Antimafia.

Dal via libera della Camera è passato “un tempo eccessivo, smisurato, e addirittura, nella propaganda che di tanto in tanto gonfia la voglia irresponsabile di andare al voto anticipato, costi quel che costi, si è corso perfino il rischio di dimenticarsi dell’importanza assoluta di portare a rapido compimento” l’iter del ddl, sottolinea Ricchiuti, ricordando che “il lavoro della Commissione Giustizia è stato spesso intralciato da insidie esterne, da continui rinvii, da stop and go”.

Tra gli aspetti di maggior rilievo del testo, Ricchiuti evidenzia “le norme che disegnano la nuova struttura dell’Agenzia nazionale per i beni confiscati, colmando un ritardo normativo”; la nuova “confisca allargata”, che estende “il catalogo dei reati per i quali è possibile procedere e, dall’altro, esclude esplicitamente che la legittima provenienza dei beni possa essere giustificata adducendo che il denaro utilizzato per acquistarli sia provento o reimpiego di evasione fiscale”. La Senatrice rivendica anche “la scelta giusta compiuta in Commissione Giustizia nell’aver mantenuto l’indicazione della Camera di estendere le categorie dei soggetti destinatari delle misure di prevenzione personali e patrimoniali agli indiziati del reato di assistenza alle associazioni a delinquere e mafiose, e anche agli indiziati dei delitti di pubblica amministrazione”.

Infine, Ricchiuti ricorda di aver riproposto per l’esame dell’Aula un emendamento che accoglie la sollecitazione del Procuratore Nazionale Antimafia, Franco Roberti, per correggere una norma che consente a imprese mafiose di sfuggire alla certificazione antimafia con l’espediente di partecipare al consorzio in misura non superiore al 10%. “Possiamo migliorare ulteriormente il disegno di legge, raggiungendo un risultato molto significativo. Credo ne valga la pena, perché l’Italia e i più giovani meritano un futuro di libertà e di riscatto dalle mafie”, conclude.