“Dietro la proposta di autonomia fiscale contrattata da Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna prima con il Governo Gentiloni, e poi con quello attuale, si nasconde una vera e propria secessione dei ricchi dal resto del Paese. Il meccanismo per cui i residui fiscali debbano rimanere nelle tre regioni che li hanno prodotti pone fine al principio di solidarietà che ha tenuto insieme l’Italia fino a questo momento generando discriminazioni territoriali inaccettabili sui livelli essenziali di prestazioni. Questi ultimi, è bene ricordarlo sempre, sono garantiti dall’articolo 117 della Costituzione. E’ impensabile che questa secessione possa essere portata avanti”. Lo ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Affari sociali, Michela Rostan, nel corso del forum promosso da Articolo Uno presso la sede del Consiglio Metropolitano di Napoli, che ha visto la partecipazione dell’economista Gianfranco Viesti e dell’europarlamentare Massimo Paolucci.
“Siamo vicini a un punto di non ritorno – ha proseguito la deputata di Liberi e Uguali – che avrebbe conseguenze catastrofiche sui territori. I servizi pubblici essenziali, come quello sanitario, socio assistenziale, la scuola, i trasporti, sarebbero appannaggio dei comuni e delle regioni con maggior reddito pro capite. Lasciando gli altri sempre più indietro. Il tutto sta accadendo nell’indifferenza generale dell’opinione pubblica e dei parlamentari eletti nei collegi del Sud che non riescono a fare fronte comune contro il trasversalismo che si sta consolidando nelle regioni del Nord. Contro questa secessione siamo pronti a dare battaglia fino a ricorrere alla Corte Costituzionale”.