Addio decreti Salvini, sull’immigrazione comincia una pagina nuova

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Ieri si è chiusa una delle vicende più buie della storia della Repubblica. Una bella pagina del governo giallorosso.
I decreti sicurezza di Salvini avevano cambiato il senso comune del paese. La solidarietà ridotta a un atto inutile. L’umanità trasformata in un lusso che non potevamo permetterci.
Chi salvava una vita in mare era equiparato a uno scafista.
Chi scappava dalla guerra non aveva diritto alla protezione umanitaria.
Chi arrivava qui per cercare una vita migliore veniva rigettato immediatamente nell’incubo della clandestinità e nelle maglie della delinquenza organizzata.
Ora si apre una pagina diversa. Quella barbarie giuridica non esiste più. Occorrerà ripensare a un modello di accoglienza diffuso, slegato dalla logica emergenziale di questi anni.
Andrà smontato l’accordo con la Guardia costiera libica perché è fuori da ogni logica del diritto internazionale.
Andrà abolita le legge Bossi-Fini che è il veicolo principale per i trafficanti di carne umana per aggirare l’assenza di un governo dei flussi migratori.
Bisogna dunque continuare sulla strada di una nuova politica dell’immigrazione.
Solo così sarà abbattuta l’impalcatura costruita dai populisti che ha messo la paura e l’odio sopra i diritti insindacabili degli esseri umani.
Alla faccia di chi pensa che destra e sinistra non esistono più.
Arturo Scotto

Nato a Torre del Greco il 15 maggio 1978, militante e dirigente della Sinistra giovanile e dei Ds dal 1992, non aderisce al Pd e partecipa alla costruzione di Sinistra democratica; eletto la prima volta alla Camera a 27 anni nel 2006 con l'Ulivo, ex capogruppo di Sel alla Camera, cofondatore di Articolo 1. Laureato in Scienze politiche, ha tre figli.