Roma, 7 Aprile – Il gruppo Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista del Senato si impegna “fortemente” affinché la legge che introduce il reato di tortura “completi il suo iter e non sia completamente snaturata prima di arrivare a destinazione”. Lo ha scritto Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Mdp al Senato, in un post su Facebook, commentando la decisione dell’Italia di riconoscere la sua responsabilità presso la Corte europea dei diritti umani e risarcire le vittime delle violenze alla caserma Bolzaneto durante il G8 di Genova.
“Dopo 16 anni dai fatti – ha affermato Guerra – l’Italia ha riconosciuto le sue colpe nei confronti di sei cittadini che avevano fatto ricorso alla Corte europea dei diritti umani per i maltrattamenti e le torture subite nella caserma di Bolzaneto. Il governo italiano ha anche riconosciuto l’assenza nel nostro paese di leggi adeguate e si è impegnato ad adottare sanzioni penali per punire gli atti di tortura”.
“Si tratta di un fatto molto importante. Più volte gli organismi internazionali avevano sollecitato il nostro paese a dotarsi di una legge che punisse la tortura in quanto crimine contro l’umanità. Da ultimo, il mese scorso, il Comitato Diritti Umani delle Nazioni Unite”, ha sottolineato, ricordando che “la legge sulla tortura ha subito un lungo iter in parlamento e mesi fa era finalmente arrivata in aula al Senato, ma l’esame è stato sospeso. E questo perché una parte della maggioranza vuole assolutamente che perché si possa parlare di tortura si sia avuta la reiterazione delle gravi minacce e violenze che la caratterizzano. Come a dire che se ti torturo una volta sola non è reato, se lo faccio più volte sì”.
“Finalmente l’iter potrebbe riprendere, perché la legge è stata nuovamente messa nel calendario dei lavori. Dopo il solenne impegno preso dal nostro paese non bisogna farla sparire di nuovo – ha concluso la capogruppo – Ci impegneremo fortemente perché la legge completi il suo iter e non sia completamente snaturata prima di arrivare a destinazione”.