“Esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà alla ragazza che ha subito un tentativo di stupro la sera del 9 maggio a Trieste. La violenza sessuale è un atto odioso e ripugnante sempre, e il movimento delle donne ha lottato vent’anni proprio perché fosse definito un reato grave contro la persona, ottenendo una legge solo nel 1996”. Lo dichiara in una nota Maria Cecilia Guerra, capogruppo di Articolo 1 – Movimento Democratico e progressista al Senato.
“È sbalorditivo dunque che, nel commentare l’accaduto, la Presidente Debora Serracchiani abbia bisogno di cercare aggravanti ulteriori ad un fatto che, per sua stessa natura, non può averne alcuna – ha sottolineato Guerra – Che il presunto colpevole sia italiano o straniero non fa e non deve fare alcuna differenza”.
“Non è accettabile che si possa pensare ad una graduatoria della gravità nei casi di stupro, non solo perché non è accettabile assolutamente nessuno stupro, ma anche perché – come i dati ci dimostrano – la stragrande maggioranza di questo orrendo reato è compiuto da italiani e spesso fra le mura domestiche o nell’ambito di relazioni pre-esistenti – ha concluso l’esponente di Articolo 1 - Il clima sociale e i reati contro la libertà delle donne sono in una situazione già estremamente critica e un malcelato razzismo non può che peggiorarla”.