Elezioni: LeU, vigilare sulle operazioni di voto all’estero

Politica

A poche ore dalla chiusura delle urne nei Consolati italiani sparsi nel mondo, si moltiplicano in maniera preoccupante le notizie riguardanti gravi malfunzionamenti del sistema di voto. Numerosi connazionali in Argentina lamentano di aver ricevuto le schede con enorme ritardo, trovandosi nell’impossibilità di far giungere per posta il proprio voto in Consolato. Dall’Australia informano che il proprio congiunto, da tempo deceduto, continua a ricevere la scheda elettorale, altri dal Brasile lamentano che, pur essendo iscritti all’AIRE ed aver regolarmente votato per il referendum del 2016, ora si trovano inspiegabilmente depennati dalla lista degli aventi diritto al voto. Nei giorni scorsi sono rimbalzate in televisione le immagini di schede aperte ed abbandonate su cassette postali a Tenerife. Infine, nelle ultime ore sono addirittura arrivate notizie sull’allestimento di improvvisate urne elettorali (per raccogliere voti in ritardo) collocate da “volenterosi” italo-brasiliani presso le Camere Municipali di alcune cittadine nello stato di Santa Catarina, in Brasile, senza alcuna autorizzazione o accordo da parte delle competenti autorità italiane. E questi sono solo alcuni dei numerosi casi critici che si potrebbero elencare, con esempi dai cinque continenti.

Se, come recita l’articolo 48 della Costituzione, la legge assicura l’effettività del voto all’estero, i fatti citati – diffusi in larga scala – configurano in ogni caso una seria inadempienza del dettato della nostra Carta fondamentale.

Nel lanciare un appello a tutti i democratici per una doverosa vigilanza sull’andamento del voto e dello scrutinio estero, sin d’ora Liberi e Uguali si impegna a dedicare ogni sforzo nel prossimo Parlamento in direzione della riforma della legge per l’elezione all’estero, affinché essa sia finalmente in grado di rispettare il dettato costituzionale.