Governo: Melilla, ha risposto solo a 36% atti sindacato ispettivo. Rendere esigibili le risposte

Politica

Dall’inizio della legislatura sono stati presentati dai deputati 35.558 atti di sindacato ispettivo, tra interpellanze e interrogazioni. Il Governo ha risposto ad appena il 36% di essi e solo quelle a risposta immediata in assemblea o in commissione sono state regolarmente svolte. La percentuale più bassa si tocca con le interrogazioni a risposta scritta, con solo il 21,7% di risposte alle 17.980 interrogazioni. Così viene limitata la funzione ispettiva e di controllo del Parlamento, garantita dal Regolamento della Camera dei Deputati.

Lo dichiara Gianni Melilla, deputato di Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista, componente della Giunta per il Regolamento a Montecitorio.
È necessario, prosegue Melilla, che ai parlamentari siano assicurate da parte dei Ministri e del Presidente del Consiglio tutte le risposte alle interpellanze e alle interrogazioni. Si tratta di una grave omissione da parte dei Governi di obblighi costituzionali che si inquadrano in una inaccettabile limitazione del ruolo del Parlamento, che si accompagna ad altri fatti negativi come l’uso abnorme dei voti di fiducia, l’abuso dei decreti, la non attuazione degli indirizzi politici delle mozioni e degli ordini del giorno approvati dall’Assemblea.
La Giunta per il Regolamento, conclude Melilla, farebbe bene a prendere in esame queste alterazioni dei delicati equilibri tra il potere legislativo e quello esecutivo a scapito del Parlamento e operare eventuali modifiche che rendano realmente esigibili le risposte del Governo agli atti di sindacato ispettivo.