“Confesso di assistere con sincero dispiacere a questa ennesima prova di autolesionismo della sinistra italiana. Credo ancora nel progetto politico che, a partire dalla costituzione del gruppo alla Camera tra deputati provenienti da Sel e da Pd e dalla bella manifestazione del 1 luglio a Roma di Insieme, dovrebbe unire la sinistra italiana su una linea alternativa alle politiche degli ultimi Governi e con un percorso democratico e partecipato. Non ritengo inevitabile questa ennesima divisione e mi batterò in tutte le sedi per evitarla. Assisto poi incredulo ad una serie di dichiarazioni offensive da parte di chi riveste ruoli di primo piano nel nostro movimento che celano uno stato d’animo quasi di liberazione per questo esito che a me invece appare infausto. Avendo una certa esperienza in queste materie, eviterei battute da “ultras”, particolarmente inaccettabili quando pronunciate da chi ci ha portati a questa situazione, e mi concentrerei invece su come ricostruire un ponte solido tra Mdp e Campo Progressista che eviti derive pericolose per il nostro progetto politico. Si, io parlo ancora di un “nostro” progetto alternativo alla ridotta estremista e alla subalternità alla politica renziana perché non mi arrendo alla rottura e farò sentire la mia voce quando finalmente ci sarà un luogo per decidere democraticamente non ritenendo serio comunicare “la linea” con dichiarazioni al vetriolo e caricature delle rispettive posizioni, come purtroppo si sta facendo irresponsabilmente in queste ore. Fermiamoci tutti prima che una risata generale ci seppellisca tutti”. Così in una nota Gianni Melilla, deputato di Articolo 1 – Mdp.