“E’ appena terminata alla Camera in prima commissione la discussione sulla legge elettorale, su cui si è chiuso l’accordo tra Pd, Forza Italia, Movimento 5 stelle e Lega”. Lo afferma Roberta Agostini, esponente di Articolo 1 – Mdp in Commissione Affari costituzionali. “Un accordo – prosegue – che disegna un sistema che non è quello tedesco, evocato spesso impropriamente, dove partiti solidi e ben organizzati sono protagonisti della vita democratica, mentre questa legge sembra molto più disegnata sulle esigenze dei partiti personali che caratterizzano la politica italiana”. “E fa una certa impressione – sottolinea Agostini – un movimento 5 stelle silente che non vota i nostri emendamenti che introducono la preferenza (in questo caso doppia, di genere) per eleggere i candidati nel listino o quelli sul voto disgiunto, come è in Germania. Vedremo se in Aula sapranno essere più coerenti. Si è fatto un passo avanti approvando gli emendamenti che inseriscono la norma antidiscriminatoria: nessuno dei due generi potrà essere rappresentato più del 60 per cento tra i capilista ed i listini dovranno prevedere l’alternanza di genere. Anche i candidati dei collegi dovranno seguire la stessa regola, anche se su base nazionale e non nelle circoscrizioni come avremmo voluto”. “Chiediamo ora di introdurre una sanzione chiara per chi non rispetta la norma antidiscriminatoria. Una legge frettolosa, che potrebbe presentare problemi di costituzionalità a partire dal fatto che i collegi del mattarellum a cui si fa riferimento sono stati disegnati sulla base di un censimento del 1991. Ci batteremo in aula per cambiare la legge”, conclude.