Cassazione – Riina, Sonia Alfano: “Anche sue vittime avevano diritto a morte dignitosa”

Italia

“Verrebbe da chiedersi se i giudici della Corte di Cassazione considerino Totò Riina un detenuto diverso dagli altri alla luce di quanto da loro affermato”. Lo afferma Sonia Alfano, di Articolo 1 – Mdp. “Tanti altri detenuti sono morti nelle carceri italiane durante il loro periodo di detenzione – aggiunge -, eppure i togati di Cassazione non si sono pronunciati in alcun modo a loro difesa, e di sicuro non avevano sulle spalle un numero infinito di efferati e tragici delitti compiuti ed ordinati come quelli a carico di Riina. Vorrei peraltro ricordare agli stessi giudici che uomini e donne, servitori di questo Paese, sono stati fatti trucidare da questa belva che non hai mai accennato ad alcun segnale di pentimento. Eppure, cari Giudici, anche loro avevano diritto ad una morte dignitosa, e magari anche ad invecchiare con i loro affetti. Invece grazie a stragisti del calibro di Riina tante famiglie come la mia continuano a piangere i loro cari e a vivere nel loro ricordo e nella speranza che lo Stato Italiano non infligga ancora una volta l’ennesimo oltraggio alla loro memoria, soprattutto alla luce della richiesta di verifica inoltrata dalla stessa corte di Cassazione al giudice che deve verificare e motivare ‘se lo stato di detenzione carceraria comporti una sofferenza ed un’afflizione di tale intensità’ da andare oltre la ‘legittima esecuzione di una pena’. Chissà se i giudici si riferiscono ‘alla stessa morte dignitosa’ inflitta alle sue vittime”, conclude Sonia Alfano.