“L’intervento pubblicato sul Sole 24 Ore di ieri a firma della ministra Anna Finocchiaro è un vero insulto ai lavoratori italiani e alle battaglie storiche portate avanti nel corso degli anni dalla Cgil per far avanzare diritti e progresso nel nostro Paese”. Lo dichiara Lucrezia Ricchiuti, senatrice di Articolo1- Movimento democratico e progressista.
“Siamo di fronte ad una manifestazione di arroganza senza precedenti da parte del governo e, nello stesso tempo, ad una operazione subdola di mistificazione della realtà – osserva Ricchiuti– L’emendamento presentato nella manovra che reintroduce i voucher è chiaramente inammissibile per estraneità di materia, ma il PD ha deciso di prendere in giro milioni di italiani che si erano mobilitati con la Cgil per chiederne l’abrogazione, prima con la decisione di cancellare i voucher con un decreto solo per paura di far esprimere liberamente i cittadini e perdere pesantemente il referendum, e ora assumendosi la responsabilità di far precipitare inspiegabilmente l’Italia al voto anticipato. Inoltre, è assolutamente falso che il vincolo previsto per l’attivazione dei nuovi contratti attraverso la piattaforma informatica gestita dall’Inps assicuri piena tracciabilità, perché per un datore di lavoro che ne farà uso sarà invece possibile aspettare tre giorni per ripensarci, comunicare che la prestazione non c’è mai stata, eludendo controlli e incentivando così la piaga del lavoro in nero.
Non è vero che l’uso dei voucher diventerebbe più limitato, anzi la previsione che riguarda le imprese fino a cinque dipendenti assunti a tempo indeterminato estenderà a dismisura lo strumento del lavoro occasionale”.
“Non è vero che i lavoratori assunti con questa tipologia contrattuale saranno garantiti come coloro che sono assunti con rapporto subordinato – aggiunge la senatrice – Infine, non c’è un vuoto legislativo che renderebbe necessario il ritorno ai voucher, perché già esistono forme alternative di rapporto flessibile come il contratto di lavoro part-time, e la Cgil si era resa disponibile ad un confronto di merito col governo mai avvenuto, per normarne la tipologia prevista in ambito familiare come stabilito con la proposta della Carta dei diritti universali, senza prevedere nuove forme di precariato per imprese e pubbliche amministrazioni”.
“E’ gravissimo che la ministra Finocchiaro finga di non riconoscere la ferita democratica che si sta aprendo nel Paese, già stremato da politiche inefficaci come il Jobs act. Noi – conclude Ricchiuti– continueremo a batterci con tutte le nostre forze per impedire che si commetta un abuso di tale portata, difendendo il valore assoluto del lavoro come stabilito nei principi della Costituzione repubblicana che oggi si vuole calpestare”.