Latinaquotidiano
Di Eleonora Spagnolo
Ha lasciato il PD Fabrizio Porcari, e giovedì debutterà con il Movimento dei Democratici e Progressisti che terrà il suo primo evento a Latina, al Circolo Cittadino. Non una vera e propria presentazione di un partito, perchè, ci tiene a dirlo, l’MDP è un movimento. Con lui ci sarà Massimo D’Alema e si parlerà di “Europa e mondo globalizzato tra nuove povertà e diseguaglianze”, come recita il titolo. Abbiamo chiesto qualche anticipazione.
Giovedì 30 marzo il primo appuntamento targato MDP, cosa dobbiamo aspettarci?
Non sarà una presentazione ma un incontro tematico. L’MDP è un movimento, e non un partito, sempre in evoluzione. Vogliamo partire subito da una tematica, parlare di problemi reali, non fare discorsi solo dal punto di vista di presentazione di un nuovo partito, non è quello il senso.
Chi ci sarà con te nel Movimento?
Sicuramente Rosa Giancola che ha aderito al gruppo di MDP in Regione. Altri nomi noti sono Domenico Di Resta e Antonio Scarsella, ma anche diversi giovani consiglieri che ancora non hanno ufficializzato la loro posizione, per buon senso rispetto alle amministrazioni dove stanno e che quindi vogliono parlare con i gruppi di cui fanno parte. Hanno aderito anche ex di Sinistra, Ecologia e Libertà. E’ una realtà in fermento perchè si dà una nuova prospettiva che negli ultimi anni lamentava di non avere casa. Obiettivo è far ritornare la voglia di fare politica a una parte che in questi anni non si è sentita rappresentata.
Che posizione prenderà l’MDP alle prossime amministrative?
Sicuramente si aspetterà il prossimo giro, non siamo strutturati per affrontare questo momento, ci vuole tempo e lavoro. Il simbolo di Articolo Uno, Movimento Democratico e Progressista è stato presentato solo pochi giorni fa, quindi alle amministrative in nessun luogo ci sarà il nostro simbolo e le liste collegate.
Parliamo di te. Il tuo addio al PD quanto è legato alla delusione per la sconfitta elettorale e quanto alle beghe interne?
La delusione elettorale c’è stata ma rispetto al risultato in generale. La situazione a Latina è stata particolare. Nella seconda città del Lazio ha vinto un movimento di cittadini nato pochi mesi prima che è riuscito a battere tutti i vecchi partiti tradizionali. E’ il segnale di come le persone pensano e ormai valutano la politica. L’addio al PD è stato motivato non da “beghe” ma da procedure che dentro quel partito hanno preso piede. Io non mi trovavo più a mio agio per situazioni troppo affidate a correnti, c’era assenza di ragionamenti politici, la maggior parte del tempo si pensava alle tessere, congressi, a valutare il peso interno Per chi vuole fare politica tutto ciò è un deterrente. Io voglio parlare dei problemi della città e non delle persone. E quindi è nata questa scissione. Sui motivi nazionali si è detto abbastanza. Era un partito che aveva problemi già da prima di Renzi, Renzi è stato il prodotto di quei problemi, e ha inciso la sua gestione in questi anni. La politica ha una deriva leaderistica che a me non piace. Ho fatto la mia scelta ma ho il massimo rispetto verso un partito con tante persone che meritano e valgono.
Tu sei il primo dei non eletti del PD, entreresti comunque in Consiglio Comunale qualora si liberasse un posto?
Non è un ipotesi che sta in campo, semmai si porrà il problema ci ragionerò sul momento in base alle scelte fatte. Io sono un non eletto e basta. Non sto in Consiglio e sono un cittadino come gli altri.
E da cittadino, come giudichi la nuova amministrazione?
Ha bisogno di tempo per capire gli automatismi per amministrare una città difficile. Non mi posso ancora esprimere, questi mesi sono insufficienti per dare un giudizio completo. L’unica cosa che posso dire è che dovrebbero essere meno auterferenziali, aprirsi al dialogo alle proposte. Sarebbe sintomo di maturità e capacità saper avere un rapporto migliore con l’opposizione e le altre parti in campo.