Articolo Uno Veneto: nuovo governo opportunità per il paese

Veneto

La formazione del governo PD-M5S-LeU, dopo la rocambolesca crisi agostana voluta e poi subita dal leader della Lega, costituisce un’opportunità per il paese, soprattutto se sarà in grado di dare risposte nuove rispetto alle politiche dell’ultimo anno e mezzo.

Per quel riguarda la sinistra di Articolo uno, si è trattato di una scelta di coerenza: immediatamente dopo le elezioni del marzo 2018 avevamo detto che occorreva abbattere il muro di incomunicabilità tra la sinistra e il Movimento 5 Stelle, nella consapevolezza che esistesse un’affinità non tanto dei gruppi dirigenti, quanto dei popoli rappresentati da queste forse politiche, in particolare sui temi sociali e ambientali.

Certamente, questa scommessa avrà senso se il nuovo Governo darà in tempi brevissimi segnali evidenti, in termini di politiche, sui temi del lavoro e dell’equità, della fiscalità, dell’ambiente.

In questo senso l’ingresso di LeU al governo, con la nomina a Ministro della Salute del segretario nazionale di Articolo uno, Roberto Speranza, rappresenta un’occasione importante per dare il segno di una inversione di tendenza nelle politiche socio sanitarie.

Le prime dichiarazioni del Ministro Speranza, sull’abolizione dei superticket piuttosto che sul finanziamento del sistema sanitario nazionale e della sanità pubblica, danno esattamente la cifra di quello che dovrà essere il tratto distintivo di questo governo.

Crediamo inoltre che questo governo debba riaprire immediatamente una riflessione che riguarda il nord e il Veneto in particolare. La ridefinizione di un nuovo modello di sviluppo sociale, economico, ambientale  del Veneto, oggi dipendente in buona parte dall’export verso i paesi centroeuropei, la riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori del multiforme tessuto industriale del nord-est, l’adozione di politiche di regolazione dello sviluppo locale, l’inversione radicale di tendenza rispetto al consumo di suolo e all’avvelenamento dei territori, strategie per consentire ai giovani che studiano nel nord e nel Veneto di rimanere a lavorare e vivere qui sono i punti qualificanti per dare al nord e al Veneto opportunità concrete.

Il tentativo della giunta Zaia di risolvere la carenza dei medici con una soluzione improvvida e critica, bypassando il percorso della formazione specialistica, le conseguenze scriteriate della riforma dell’ATER e le politiche abitative della regione Veneto dovranno essere tra i primi punti della nostra agenda sociale e sanitaria.

Inoltre, dopo aver assistito alla pagliacciata dell’appello alla rivoluzione di Zaia, crediamo siano mature le condizioni politiche per una proposta seria e credibile sul tema dell’autonomia differenziata, veramente aderente allo spirito del Titolo V e alla coesione sociale ed economica del paese, delineando un nuovo ruolo per le autonomie locali e territoriali dei Comuni e delle Città.

Una sola rivoluzione si dovrebbe fare in Veneto: recuperare 1 miliardo e mezzo regalato da Zaia e Galanall’improduttività dei  ricchissimi di questa regione per investirli in innovazione e lavoro, sociale e sanità pubblica. Questa è la vera rivoluzione alla quale lavoreremo noi, altroché mettere le mani in tasca per 21 milioni ai più deboli con l’aumento dei canoni ATER!

Su questi temi dal Veneto daremo il nostro contributo e rivolgiamo anche un appello ai movimenti civici, alle forze della sinistra, a chi vuole costruire una proposta programmatica per il 2020.

Il Consigliere Regionale del Veneto

Veneto 2020 – LeU

Piero Ruzzante

Il Segretario regionale del Veneto

Articolo Uno Gabriele Scaramuzza