“La procedura di infrazione è stata evitata e questo è un fatto positivo poiché avrebbe prodotto danni gravissimi al nostro Paese. Certo potevate evitare un inutile braccio di ferro con la Commissione europea per poi fare, né più né meno, ciò che vi aveva detto di fare. Si tratta di fatto di un aggiustamento di 1,5 miliardi tra reddito di cittadinanza e quota 100 ma rimangono tutti i problemi fondamentali.” Così il senatore Vasco Errani intervenendo in aula sul decreto di miglioramento dei saldi pubblici.
“Guardiamo ai numeri che avete dato quando avete proposto quota 100 e reddito di cittadinanza. Sono molto lontani dalla realtà di oggi e da questo arriva il risparmio. Lo sapevate già? Se lo sapevate allora avete fornito dati farlocchi. Al di là di come vogliate valutare tale dato gli effetti fin ora prodotti da quota 100 e reddito di cittadinanza dimostrano che quelle norme hanno un livello criticità che sarebbe utile affrontare per dare una risposta adeguata ai problemi della povertà e del lavoro, in particolare nel Mezzogiorno. Invece preferite la propaganda.” Prosegue Errani. “Sia chiaro poi che i dati del rapporto PIL-deficit non vengono da una manovra espansiva ma da una di fatto restrittiva. Ascoltate il ministro Tria quando spiega che lo 0,1-0,2 per cento è ancora tutto da garantire. Anzi la congiuntura dei prossimi mesi, a livello internazionale, ha un segno negativo e non è affatto scontato raggiungere lo 0,1/0,2. La sostanza è che questo Paese è di fatto in stagnazione. Per esempio, sul lavoro oltre ai dati dell’occupazione dovremmo guardare al dato delle ore lavorate. È un problema serio: l’ultimo dato a disposizione ci parlava di una loro riduzione molto significativa (oltre un miliardo). Questo è il dato oggettivo e non è catastrofismo. Guardiamo al Paese: 158 tavoli di crisi. Cresce la cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Nessuna politica industriale. C’è l’emergenza scuola. Come aprirà l’anno scolastico? Aprirà con una drammatica carenza di insegnanti. C’è l’emergenza sanità. Siamo arrivati a chiamare i medici dell’esercito e ancora non avete dato nessuna risposta sulle specializzazioni. Solo per la clausola di salvaguardia dell’IVA 2020 e a politiche invariate servono 28 miliardi. Come si troveranno queste risorse? Dove taglierete? Altro che la confusione tra flat tax e cuneo fiscale. Farete un nuovo condono magari chiamandolo con un altro nome? La situazione da questo punto di vista è molto critica. Infine” conclude il senatore di Articolo Uno “nessuno parla mai del Mezzogiorno. Nel dibattito nessuno ha usato la parola «Mezzogiorno», i cui dati sono drammatici: cresce la distanza tra Nord e Sud in modo significativo e non si vede uno straccio di politica attiva, al contrario si parla in modo sbagliato e insostenibile dell’autonomia differenziata. Guardate i documenti del DAGL, della Corte dei conti e dell’UPB, perché tutti e tre dicono che se l’autonomia differenziata va avanti in questo modo salta il sistema del Paese. Ricominciamo a discutere, serve una vera ripartenza: una legge quadro, la perequazione al 100%, un rapporto con la legge n. 42 del 2009 sul federalismo fiscale, i LEP a garantire in tutto il Paese i diritti dei cittadini. È ora di fare una discussione seria in aula su questo tema visto che sento tanti colleghi, non solo della nostra parte, che pongono interrogativi e problemi. È pronto il governo a farla?”.