Intervista di Pier Luigi Bersani a Radio Radicale
Le polemiche sul ministro Tria ci dicono che stiamo assistendo al rifiuto di prendere atto di una realtà dolorosa: i conti non tornano e bisogna fare qualcosa. Tria, per il ruolo che svolge, è ovviamente più consapevole di altri del problema e credo questa sia la sostanza di uno scontro che prelude a un’incertezza sul che fare a proposito di manovra di bilancio. Tutto il resto è un contorno, che a volte contiene anche, come ha detto il ministro, un po’ di spazzatura.
Quando Tria dice se me ne andassi sarebbe un guaio serio dal punto di vista dei mercati, questo è un fatto oggettivo, al di là del giudizio che si può dare su di lui e sul modo con cui svolge il suo mestiere. C’è da augurarsi che ci sia consapevolezza della delicatezza della situazione. Noi siamo su un filo: se ancora una volta apparissimo al mondo dell’Europa, della finanza – non ci piace ma è così – come quelli che sono in fondo alla classifica e con un punto interrogativo sulla testa micidiale noi andremmo nei guai molto seri, magari anche rapidamente, come è già successo altre volte. Quindi tutti si attrezzino a metterci responsabilità.
La vera dinamica dentro a questo governo però non riguarda tanto Tria, ma la Lega e i 5 Stelle che sono in campagna elettorale permanente, quindi hanno il problema di caratterizzarsi ciascuno sui suoi punti, e magari ci va di mezzo anche Tria. Abbiamo due forze che ancora non ritengono di aver concluso l’iter della loro competizione, mentre sono al governo. Questo è il problema di fondo: non c’è mai nessuno in bottega. Sono tutti a far campagna elettorale, chi col tweet chi col comizio, il selfie, la foto di gruppo, i settimanali popolari. Ma qui ci sono dei problemi: giorni dovrà venire fuori il Documento di economia e finanza, bisognerà pur dire cosa vogliamo fare da qui all’autunno. Mi aspetterei che fossero in corso delle riunioni, degli approfondimenti. Ma sono tutti in giro, in bottega c’è solo Tria.
Vogliono mostrare autonomia, caratterizzarsi come quelli che combattono contro chi gli impedisce di fare le cose. Usano tutti i mezzi a disposizione, coinvolgendo spesso gente che non c’entra niente. Ma siamo sempre a un capitolo di quell’altro film, una lotta per la supremazia mentre si dovrebbe governare.
Tria capitolerà? Non credo. Già siamo abbastanza nei guai. Se per beghe di questo genere saltasse il ministro del tesoro, ripeto a prescindere dal giudizio che se ne può dare, sarebbe davvero un curioso problema.