Luca Cavallero, Politicanews.it
L’Italia ha dovuto rispondere per prima a una crisi inedita per intensità e novità della minaccia, è stata imitata dalla stragrande maggioranza dei governi. Questa crisi nel medio periodo cambierà una serie di priorità: anzitutto, quando l’emergenza sanitaria si sarà attenuata e fin quando non sarà trovato un vaccino, dovremo abituarci a convivere stabilmente con questa fragilità sanitaria per il timore che si possano verificare nuove emergenze. Bisogna già da ora pensare a come organizzare questa convivenza in modo equilibrato e tollerabile. Si svilupperà una nuova «antropologia della distanza» che dovrà essere gestita con oculatezza, anche dal punto di vista psicologico, perché paradossalmente questo tipo di epidemia tende ad amplificare alcune nevrosi comportamentali che erano già presenti da tempo nella nostra società. Questa crisi potrà essere anche l’occasione di un rilancio del progetto europeo all’insegna della solidarietà e della condivisione del rischio: siamo davanti a un bivio, incerti e sfiduciati come spesso capita, ma mai come ora la sfida è nelle nostre mani.
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