Rossi: basta personalismi, a sinistra serve il Partito del lavoro

Mario Neri, Il Tirreno

La sinistra con Renzi e prima di Renzi ha rinunciato a rappresentare gli strati popolari che si sono rifugiati nell’astensione o nella protesta. Liberi e Uguali credo abbia avuto due limiti: primo, la gente ci ha assimilati al Pd. Secondo, a rappresentare Leu è stata una classe politica troppo esposta. Ora c’è bisogno di un nuovo partito della sinistra in Italia, che guardi ad un elettorato ben più ampio di quello raccolto da Leu. E deve essere una sinistra radicale e di governo, non estremista né gruppettara. Con un programma forte di cambiamento. Io rispetterò il mandato dei cittadini fino al 2020, se il Pd non mi toglie la maggioranza.

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Geloni: i 101 cinque anni dopo. La vera domanda non è “chi” ma “perché”

Chiara Geloni, Strisciarossa.it

Dato per acquisito (per quanto possibile) il “chi”, è però forse oggi ancora più interessante e attuale chiedersi il “perché”. Al contrario che nella ricerca dei nomi – dove il presente, cioè quanto avvenuto dopo nel Pd, ci aiuta a illuminare il passato –, nella ricerca dei motivi sono i fatti di cinque anni fa a dare significato allo stallo di questi giorni: in cui non a caso vediamo un vincitore delle elezioni – che per la verità, anche lui, è soltanto “arrivato primo” – invocare i voti necessari per “far partire un governo di cambiamento”, con le stesse precise parole che usava cinque esatti anni fa Pierluigi Bersani.

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Fornaro: ora stop agli egoismi dei leader, serve responsabilità

Marvin Ceccato, Agenzia Italia

Da questa situazione si esce con senso di responsabilità, comprendendo che siamo, come ha ricordato il Capo dello Stato, all’interno della Costituzione che definisce la nostra una Repubblica parlamentare. Bisogna ricondurre la discussione alla centralità del Parlamento. Noi di Liberi e Uguali abbiamo detto, sin dalla campagna elettorale, che siamo disponibili a un confronto programmatico, a partire dai nostri temi. Ad esempio il lavoro. Con un unico confine non oltrepassabile: un’alleanza organica con il centrodestra. Rimaniamo coerenti con quell’impostazione.

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Rossi: niente alleanze con i Cinque stelle, per la sinistra un partito nuovo

David Allegranti, Il Foglio

Solo la sinistra può rappresentare la protesta portandola su un terreno democratico, progressista e progressivo. Ed è una sinistra che deve dire cosa vuole, fare l’opposizione piuttosto che stare all’opposizione ad aspettare il suo turno. Di Maio e Salvini non hanno vinto, facciano un passo indietro e presentino a Mattarella una proposta che consenta la nascita di una coalizione per governare. Io spero che nasca un partito nuovo, un partito del lavoro. Per questo dobbiamo dire al presidente della Repubblica, con la nostra delegazione, che per noi il primo punto del nuovo governo deve essere la tutela dei lavoratori e una ricostruzione del sistema dei diritti.

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Errani: serve una sinistra che affronti i cambiamenti e si confronti con M5S

Monica Guerzoni, Il Corriere della Sera

Apriamo una fase costituente partecipata di LeU. L’obiettivo strategico è costruire una forza di sinistra che affronti i grandi cambiamenti. Al centro, non solo la redistribuzione del reddito, ma anche del lavoro, il rilancio della funzione pubblica per affrontare il tema delle sicurezze con il welfare. Un progetto nuovo di società, ambiente, consumi, qualità della vita e del lavoro. Spero che il Pd riparta dalla presa d’atto che la vocazione maggioritaria è finita e la rincorsa centrista si è dimostrata fallimentare e irrealistica.

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Speranza: ora un partito del lavoro per ricostruire un fronte progressista

Giovanna Casadio, la Repubblica

Quando tutte le forze del vecchio centrosinistra insieme non superano il 25%, ovvero un quarto dei voti assoluti del paese, non c’è dubbio che ci voglia una radicale revisione degli schemi a cui si è lavorato finora. Occorre arrivare a una consapevolezza degli errori commessi in questi anni. Noi li avevamo segnalati e avevamo detto che così si andava a sbattere, i fatti ci hanno mostrato che avevamo ragione. Ora noi di LeU lavoriamo per un soggetto politico autonomo, ma non pensiamo di essere autosufficienti. L’obiettivo è di riaprire una prospettiva di governo alla sinistra. Tutto va ripensato e ricostruito daccapo.

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Bersani: il Movimento 5 Stelle chieda aiuto alla sinistra, o la destra farà il pieno

Paola Zanca, Il Fatto Quotidiano

Vedere il problema non significa aver trovato la soluzione. L’ho detto per primo che c’era la mucca nel corridoio. Solo che abbiamo scoperto che la mucca era un toro e ci è passato sopra. La gente ci ha percepito come una variante del sistema. I Cinque Stelle non possono dire ‘bussate e vi sarà aperto’. Devono dire dove girano la testa. Il Pd? Do un giudizio tecnico: per chiudere col renzismo bisognerebbe cambiare lo Statuto, togliere le primarie aperte almeno per una volta e fare un congresso con un dibattito autentico, che dia un giudizio su questi cinque anni e giustifichi una svolta.

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